di DAVIDE BELTRAME – Il web è un posto variegato, dove si può trovare di tutto e di più, nel bene e nel male. Lo sappiamo, e non ci dovremmo più stupire più di tanto.
Eppure, ogni tanto si trova qualche contenuto che ci fa porre interrogativi profondi, come “MAPPERCHE???”, ed è il caso del pezzo che ci è stato segnalato da una nostra amica e lettrice, un articolo che si propone di indicare le “razze poco impegnative” ovvero che, cito testualmente, “non richiedono troppe attenzioni ma che, allo stesso tempo, esaudiranno il vostro desiderio di avere un amato cagnolino tra le pareti domestiche“.

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Prima di entrare nello specifico del pezzo in questione, parto da un presupposto: qualsiasi cane richiede attenzioni, e se il presupposto è “cerco un cane che non abbia bisogno di troppo tempo da dedicargli”, è meglio orientarsi subito su un peluche.

Questo chiaramente non vuol dire che esistano razze (e soggetti) più o meno impegnativi, e come abbiamo detto più volte una delle componenti fondamentali per una serena convivenza è proprio riuscire ad abbinare le esigenze e peculiarità di entrambe le componenti del binomio: una persona attiva apprezzerà magari di più un cane che possa accompagnarlo in passeggiate, escursioni e altro (e al tempo stesso il cane sarà ben contento di seguirlo e sfogare energie e scoprire posti nuovi), mentre una persona maggiormente sedentaria si troverà meglio con un cane più tranquillo e che non abbia bisogno di percorrere ventordici chilometri al giorno per sentirsi realizzato, e che sarà felice di godersi le comodità casalinghe.
In tal senso basti vedere Destiny e Bisturi: alla prima brillano gli occhi ogni volta che gioca in giardino o la portiamo a fare qualche passeggiata, Bisturi a volte va convinta anche solo ad uscire per le esigenze fisiologiche.
Quindi sì, se qualcuno mi chiede se Bisturi sia meno impegnativa di Destiny, non posso certo negarlo.

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Ma essere “meno impegnativo” non vuol dire esserlo “poco”, e non diminuisce le esigenze che qualsiasi cane ha.
Ci vuole il tempo per educarlo, ci vuole il tempo per farlo controllare dal veterinario (fosse anche solo per le visite di ruotine), ci vuole il tempo per nutrirlo e curarlo, eccetera eccetera: insomma anche il cane col sedere più pesante del mondo richiede del tempo e non è un soprammobile, e il presupposto di cercare quello che “comporti meno sbattimento” è secondo me pessimo e tutt’altro che da incoraggiare.
Preferisco molto di più chi fa un po’ di “terrorismo psicologico” sui numerosi impegni che un cane comporta, mettendo in guardia l’aspirante adottante/acquirente presentandogli magari una situazione un po’ più impegnativa di quanto si possa rivelare in realtà, rispetto a chi invece dice “sì vai tranquillo con questo cane basta che ti ricordi di dargli da mangiare e non gli serve altro”.
Perchè c’è effettivamente chi ha fatto così, ricordandosi del cane solo al momento dei pasti e a volte magari nemmeno quello: le conseguenze le abbiamo lette purtroppo spesso sui giornali.

Comunque, fatta questa premessa, entriamo nel merito dell’articolo, che prima di svelare le 8 razze “poco impegnative” premette:

Se rimanete fuori casa per giornate intere, non amate andare al parco ogni giorno e se non avete bambini, scegliere un cane poco impegnativo è l’opzione migliore. Sempre e quando possiate assicurare all’animale un’adeguata quantità di alimenti, attività fisica e coccole. Senza perderci in ulteriori preamboli, vediamo assieme gli 8 cani meno impegnativi che potrete adottare:

Riguardo al rimanere fuori per giornate intere e al non andare al parco ogni giorno, sinceramente mi viene da rimandare al peluche. Comunque, fin qui uno potrebbe ancora sperare in un elenco sensato semplicemente presentato in maniera un po’ sommaria, ma ecco arrivare la chicca. Indovinate un po’ qual è la prima di queste razze poco impegnative… il cane da montagna dei Pirenei. C’è anche la sua brava motivazione: 

E’ un cane che non ha problemi a trascorrere interi pomeriggi da solo, in giardino. Fu allevato per occuparsi delle pecore e non per interagire con gli umani. Questi grandi cani di colore bianco hanno un manto spesso come protezione contro il freddo. Considerate però che hanno il difetto di sbavare parecchio. E’ un cane poco impegnativo perfetto per chi cerca un animale indipendente, ubbidiente, buon guardiano e che non richiede quasi tempo per prendersene cura.

Dato che stavo leggendo l’articolo durante la colazione, ho seriamente rischiato il soffocamento. Con quale criterio si può pensare che un cane di questo genere sia “poco impegnativo” ? Persino lo Standard di razza, nella sezione carattere, recita “Questo cane da protezione tende molto all’indipendenza e all’iniziativa personale per cui il suo padrone deve usare una certa autorità”, e sappiamo come gli standard spesso siano ottimisti nelle descrizioni del carattere.

Parliamo peraltro di un cane che va dai 65 cm (per la femmina!), una bestia tanta che già a livello di nutrizione è quindi tutt’altro che poco impegnativo! Passare poi il messaggio che basti quasi smollarlo in giardino è criminale, e questo vale per qualsiasi cane. Oltre ad essere incongruente con la stessa premessa dell’articolo che parlava di cani “da tenere tra le mura domestiche”.
Probabilmente la razza è venuta in mente giusto perchè è salita abbastanza alla ribalta con il film Belle e Sebastien, e questo non depone a favore di chi abbia scritto l’articolo.

Andiamo avanti, sul secondo gradino del podio abbiamo il Piccolo Levriero Italiano. Potete intuire facilmente la motivazione: è di piccola taglia e quindi sta comodamente in casa, inotre cito “Sono molto facili da trattare e, passata la fase iperattiva dei primi mesi, il levriero italiano si rivelerà un cane ordinato e responsabile“. Così facciamo pure passare il messaggio che i primi mesi il cane sia “iperattivo” (ricordiamo che ci sono persino cuccioli finiti sotto psicofarmaci perchè definiti iperattivi…) e soprattutto che siano cose che passano da sole. Olè.
Viene totalmente tralasciato il fatto che essendo un cane piccolo e a pelo raso, vada prestata maggior attenzione sia per le passeggiate sia alle questioni climatiche.

Chiude il podio il Fila Brasileiro. Sì, avete letto bene.

Anche questa razza fu creata per lavorare all’aria aperta. E’ un eccellente cane da guardia e non richiede quasi attenzioni. Può vivere tranquillamente fuori, dato che il suo pelo corto è adatto ai climi caldi. Possiede uno sguardo ‘feroce’ e può diventare aggressivo quando fiuta situazioni di pericolo. Una volta che gli date da mangiare, non richiede alcun altro tipo di attenzione.

Di nuovo, un cane che viene passato come indipendente e a cui basta dare da mangiare e non richiede altre attenzioni. Un ottimo motivo per cacciarsi nei guai, e totalmente contrario alle caratteristiche della razza: pensate che in Brasile esiste il proverbio “Fedele come un Fila”, per farvi capire quanto questo cane possa dare se vive a contatto con la famiglia. Lo stesso Standard recita “cerca sempre la compagnia del suo padrone”.
Due ultime note:
– il Fila non è esattamente il prototipo del cane che va d’amore e d’accordo con tutti i suoi simili. E secondo me non si può definire “poco impegnativo” un cane che comunque durante le passeggiate richiede un certo livello di attenzione.
– dove caspita lo trovi in Italia un Fila Brasileiro! Nel 2016 si contano solo 39 iscrizioni, in molti probabilmente lo hanno sentito nominare solo perchè era finito nell’ordinanza Sirchia sulle “razze pericolose”… e dato che la fonte di acquisto del cane è molto importante, cercare una razza così poco diffusa non sarebbe comunque un gioco da ragazzi. E questo nemmeno partendo dai presupposti giusti, e non da quelli indicati in questa lista.

Appena fuori dal podio troviamo il Boston Terrier, che potete addestrare con facilità e che non essendo dimensioni eccessive può tranquillamente stare in casa (aridaje).
Viene posto l’accento sul pelo poco impegnativo (e questo mi può star bene), diciamo che forse dell’elenco è quello su cui trovo meno da criticare, fermo restando che è un cane con le sue necessità che non sono solo “cibo e coccole” come vuole far passare l’articolo de “I nostri animali”.

Il quinto posto ci riserva un’altra chicca: il Bluetick Coonhound. “Eh?”, dirà la maggior parte di voi. E l’ho detto anche io.
E’ una razza non riconosciuta dall’ENCI, è un cane da caccia americano selezionato per la caccia al procione.
Questo mi riporta all’ultimo punto espresso per il Fila, ma con ancor più difficoltà: in Italia uno come caspita farebbe, pure volendo, a trovarne uno?
Di 350epassa razze riconosciute FCI, perchè andarne a pescare una misconosciuta, peraltro un cane da caccia che quindi difficilmente sarà “poco impegnativo” dato che avrà comunque presumibilmente un elevato istinto predatorio?
Una delle descrizioni che si trovano della razza li descrive come “atletici, tenaci e che richiedono un lavoro a tempo pieno o attività come caccia, obedience o agility per essere felici”.
Proprio l’esatta definizione per un cane “poco impegnativo”, vero?

Sesta posizione per l’American Staffordshire Terrier, Amstaff per gli amici.

Anche se si tratta di un cane molto socievole, non crea problemi e non soffre se viene lasciato da solo. Anche durante periodi lunghi. Stringe un profondo vincolo di amicizia con i padroni e non abbaia quasi mai. Se lo fa, è semplicemente perché avverte un possibile pericolo.

Qui siamo direttamente all’incongruenza più pura. Come puoi dire per uno stesso cane che sia molto socievole, stringa un profondo vincolo di amicizia con i padroni… e poi non soffra se viene lasciato da solo anche durante periodi lunghi???
E’ peraltro un altro concetto che vale per qualsiasi cane… un conto è il cane che passa occasionalmente molto tempo da solo, un conto è se diventa la quotidianità. E’ vero che importa molto la qualità del tempo che si passa con il proprio cane e non tanto (o non solo) la quantità, ma di nuovo, passare concetti come “smollalo in giardino”, “lascialo pure da solo”, è andare contro alle esigenze fondamentali del cane, e non è tollerabile.

Anche per l’Amstaff vale il discorso fatto per il Fila riguardo al rapporto con gli altri cani: non li vedono particolarmente di buon occhio e quindi ci vuole un po’ più attenzione. Questo non li rende “cani killer”, mi pare superfluo sottolinearlo, semplicemente vanno usati occhi e cervello quando si va a passeggio per il paese, e trovo molto paradossale il fatto che spesso l’Amstaff sia uno di quei cani che si definisce “non adatto a tutti” e poi lo si trovi pure in questo elenco di “cani poco impegnativi”. Misteri del web.

Al settimo posto troviamo l’Australian Cattle Dog. La motivazione è che “E’ un vero e proprio animale 4×4… Ciò significa che si adatta all’ambiente ed è in grado di gestirsi da solo“. Sul fatto del cane che “si regola da solo” abbiamo scritto un intero articolo, per di più è descritto come un cane tenace, dalla “capa tosta” e di grande tempra. A me non paiono esattamente aggettivi corrispondenti a un cane che non sia impegnativo.

Chiude infine la classifica il Corgi Gallese. Il tutto perchè “ha bisogno di davvero poco per vivere”. Sorvolerei su questa frase, però è un altro cane per cui tutto sommato può valere il concetto che si adatti anche come cane da compagnia. Bisognerebbe però sempre ricordare che vanta ottime capacità come cane da lavoro, soprattutto per la caccia, e “castrarle” rendendolo un cane da divano non sia propriamente il miglior modo di trattarlo.
Spopola molto spesso sul web per il suo aspetto, ed è famoso perchè la razza prediletta dalla Regina Elisabetta. Ma limitare il Corgi a tutto ciò, magari anche no.

In conclusione, su 8 razze presentate come poco impegnative, sono forse 3 quelle che possono essere di gestione un po’ più semplice rispetto ad altre. Alcune sono razze che in pochi consiglierebbero come primo cane (o comunque senza un’adeguata preparazione dell’aspirante proprietario), e vengono dati in diversi punti consigli contrari proprio alle caratteristiche di base di qualsiasi cane, voltando praticamente le spalle all’etologia.

Quindi, per favore, ditemi che era un articolo ironico, che questi consigli sono una trollata e non c’è davvero il rischio che qualcuno leggendo quel pezzo corra a prendere un Fila Brasileiro come primo cane e interagire con lui solo al momento del pasto, o che lasci un Cattle Dog a “gestirsi da solo” o un Amstaff in casa per lunghi periodi senza alcuna compagnia perchè “tanto non soffre”.
Perchè pensare che qualcuno scriva certi consigli, e poi magari qualcuno leggendoli li reputi attendibili e li segua, la sofferenza la provoca a me.

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6 Commenti

  1. Che i primi tempi io debba prendermi un pochino cura dei cuccioli mi pare ovvio, che un po’ cresciuto si gestisca da solo mi pare solo auspicabile, ma a che età iniziano a collaborare economicamente alla vita famigliare? Io inizio ad avere una certa età, qual’è la razza migliore per farmi da badante?

  2. L’autore dell’articolo e’ per caso uno di quegli allevatori plurirazze che ha un esubero in “magazzino”?
    Vi immaginate alla festa di compleanno del bimbo di casa, con il cane da montagna dei Pirenei in giardino, quando arriva il Pagliaccio ad intrattenere che fine faccia.
    Comunque ho deciso per il compleanno a sorpresa di mia mamma le regalo un Fila Brasileiro per andare a passeggio in centro con le amiche.

  3. Mah! Non ho ben capito che cosa faccia esattamente il gruppo mcontigo che sembra essere proprietario di svariati siti in piu’ lingue, tra i quali anche quello dell’articolo. Non mi e’ chiaro perche’ in nessuno di essi sono presenti banner pubblicitari e francamente non ho il tempo necessario ne’ la curiosita’ sufficiente per approfondire le ie conoscenze sul gruppo spagnolo anche se credo si occupi di store virtuali

    Dal momento che per una volta non ci troviamo di fronte ne’ a un sito “simil-giornalistico” ne’ al blog di un privato e visto la frequenza delle pubblicazioni immagino che paghi qualche pubblicista in erba praticamente a cottimo. Se cosi’ e’, chi fa il lavoro deve consegnare a scadenze determinate scrivendo sul tema che gli viene assegnato nei termini prefissati. Per intenderci, non e’ contemplato che chi scrive sappia di cosa sta scrivendo, ma solo che produca quanto richiesto entro il termine richiesto e generalmente non di parla di mesi per documentarsi ma di qualche ora per ogni argomento.

    Chiaro, con queste premesse non si puo’ pretendere che i contenuti abbiano un qualche senso, ma d’altra parte immagino che lo scopo della loro esistenza sia fare massa e diffusione e infatti, come fanno in molti, la societa’ ha una serie di siti tematici, ognuno con versioni in piu’ lingue e ognuno dei quali con la corrispondente pagina Facebook sulla quale vengono linkati gli articoli pubblicati nel sito. Lo scopo nell’immediato francamente mi sfugge o almeno ho un paio di ipotesi che pero’ non posso testare.

    Il problema pero’ non sono le sciocchezze che scrivono, ma il fatto che si rivolgono a un pubblico che se le beve come acqua fresca e questo pubblico costituisce un potenziale bacino d’utenza numericamente predominante. Insomma, il rischio e’ che delle incredibili cialtronate finiscano per fare opinione.

  4. Eh certo, solo i miei corgi dopo 4 ore a scarpinare in montagna mi portano la pallina nella doccia. Devono avermi tirato un bidone. Che poi vorrei vedere un fila o un montagna dei pirenei lasciati in giardino senza interazione, gli danno da mangiare con la fionda?

  5. NO MA CERTA GENTE VA SEGNALATA! POI chi (cmq deficiente di fosforo) da retta e crea un animale solo, frustrato, abbandonato a se stesso e associale contribuisce a diffondere l’ignoranza dei cani feroci e killer. perchè non lo sono…ma ce li fanno diventare!!! Almeno con 4 razze consigliate come sfamalo e sei a posto, (che non vale nemmeno con un pesce rosso) parliamo di razze che se non riconoscono un guida rischiano di creare seri danni ogni volta che escono..o che qualche persona con cane passi davanti al cancello sbagliato! Probabilmente come se crescessimo figli (forse autore articolo cresciuto così) a sberle 23 ore su 24, chiusi in una stanza buia, senza vedere mai nessuno ne insegnargli a comunicare, e 1 a mangiare e defecare davanti a casa. Non è che gli esseri umani sono psicopatici. Ci diventano!

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

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