mercoledì , 22 novembre 2017
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Quando il cane è vittima dell’incuria umana

di DAVIDE BELTRAME – Nel mese di Agosto ci sono stati due episodi di cronaca che hanno visto vittime dei cani, episodi di cui probabilmente molti non sono a conoscenza.
Il primo episodio è del 4 agosto, mentre il più recente è successo il 15, entrambi purtroppo con esito fatale per il quattrozampe protagonista della vicenda ed entrambi causati da incuria e negligenza, perchè sinceramente non penso si possa parlare di semplice fatalità, soprattutto nel primo caso.

Il primo episodio è avvenuto a Predazzo, sulle Dolomiti: una famiglia in vacanza da quelle parti stava passeggiando con i propri due cani quando uno dei due, Oliver, un labrador di 8 anni, si è avvicinato a quella che sembrava una piccola pozza d’acqua ed era invece l’imbocco di una cisterna sotterranea.
Cisterna che non era in nessun modo segnalata e non c’era alcuna protezione; per il povero cane non c’è stato niente da fare, il terreno ha ceduto, lui è scivolato: il suo proprietario ha provato a salvarlo mettendo le mani nel misto di acqua e melma che riempiva la vasca, ha anche afferrato una zampa e pensava fosse Oliver, ma invece si trattava della carcassa di una pecora.
E’ stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per poter svuotare la vasca e recuperare il corpo del povero Oliver.
Della vicenda hanno parlato pochi giornali, principalmente locali, tra cui Il Dolomiti da cui si evince anche che il responsabile della struttura non si sarebbe nemmeno sforzato di scusarsi con la famiglia di Oliver e avrebbe solo detto che “il cane doveva essere al guinzaglio e loro non dovevano essere lì”. Per quanto possa anche essere vera la prima parte, questo comunque non giustifica l’assoluta indecenza di lasciare senza la minima segnalazione delle cisterne del genere; ovviamente dopo l’episodio a quanto pare sono state messi dei bancali e delle transenne. Dopo, come al solito.
Ovviamente i proprietari di Oliver sono sconvolti, anche perchè avevano con sè anche i due figli di 6 e 3 anni: il padre ritiene che il sacrificio di Oliver abbia probabilmente salvato suo figlio (che era pochi passi dietro al cane), perchè l’imboccatura della cisterna risultava scarsamente visibile.

Il secondo episodio è invece avvenuto a Pescara, dove un cane è morto folgorato dopo aver messo un piede  in dell’acqua che aveva bagnato un tombino dove a quanto pare c’era una dispersione di energia elettrica.
Secondo le prime ricostruzioni sembrava che il cane avesse bevuto da un pozzetto, ma la ricostruzione più recente diffusa da “Il centro” spiega invece come ci sia probabilmente stata una dispersione di energia nel pozzetto di illuminazione coperto dal tombino, tombino che in quel momento era bagnato (pare a causa del sistema di irrigazione delle aiuole adiacenti). La concomitanza di questi due eventi ha reso il tombino una vera e propria trappola, tanto che oltre al cane anche un altro cittadino a quanto sembra aveva subito una forte scossa, cadendo a terra e riportando traumi ai polsi.

In questo caso quantomeno il vicesindaco di Pescara si è dichiarato “allibito e costernato” per quanto accaduto, spiegando che gli incidenti sono stati causati da una serie di casualità difficilmente ripetibili.

da una prima ricognizione è emerso che c’è stata una serie di coincidenze difficilmente ripetibili, ma sconvolge che non abbia funzionato il differenziale che avrebbe messo in sicurezza da perdite di tensione. È capitato infatti che il cavo avesse la muffola leggermente rovinata e che lo stesso cavo toccasse il pozzetto; ma soprattutto è capitato che, per cause da accertare, non è scattato il differenziale che avrebbe isolato la zona, con gli effetti che sono purtroppo diventati cronaca. Da questa mattina alle 8 è stata ripristinata integralmente la muffola, per cui tutto ora è in sicurezza. Ma l’incidente è inspiegabile, soprattutto alla luce dell’appalto affidato da Pescara Energia ad Enel Sole per la gestione, la manutenzione e la riqualificazione della pubblica illuminazione con impianti a led.

In ogni caso, nel giro di poche settimane due famiglie hanno perso il loro cane a causa di quantomeno poca attenzione da parte di chi invece dovrebbe fare il possibile per vigilare sul territorio e sui pericoli, il caso di Oliver a molti complice il rischio che a finire nella cisterna fosse uno dei bambini di famiglia ha ricordato il caso di Alfredino Rampi, e proprio anche per i casi precedenti di questo tipo è davvero folle pensare che ci siano ancora cisterne, pozzi e similari totalmente non segnalati, e che solo quando avviene una tragedia ci si muova per porre rimedio.

Si potrebbe pensare che siano casi molto rari, tuttavia a collegare questi due episodi c’è una beffarda coincidenza: nel 2011, nel luogo della prima tragedia era capitato un episodio con la stessa dinamica del secondo caso: un cane era morto folgorato a causa di una perdita di energia durante dei lavori di manutenzione di un pozzetto elettrico.

Oltre ovviamente al dispiacere per i due sfortunati cani di queste vicende e per le loro famiglie, personalmente mi rattrista molto notare come in questi casi dove i cani sono stati vittima, le due notizie siano state riportate principalmente da siti e giornali locali (concedetemi peraltro una polemica verso alcuni di quei siti e giornali che hanno parlato della notizia: sopratutto nel secondo caso in tantissimi articoli c’è la foto del cane vittima dell’incidente, e su un giornale è stata pubblicata anche la foto del corpo di Oliver… l’ho trovato alquanto inopportuno), tant’è che penso di poter dire con relativa sicurezza che molti lettori di questo sito non fossero a conoscenza di almeno uno dei due episodi, e sicuramente ce ne saranno stati molti altri di analoghi di cui non sappiamo nulla.
Sappiamo invece benissimo quale sia di solito la copertura mediatica quando il cane è il “colpevole”, casi in cui vediamo l’immancabile commento “e se ci fosse stato un bambino?” anche quando magari la notizia è relativa a una banale zuffa tra due cani.

Io trovo molto più sensato domandarselo riguardo a questi due episodi, “e se ci fosse stato un bambino?”.
Perchè in questi due casi c’è stato quello che per molti è “solo un cane” (ma per chi chi li ha persi era sicuramente molto di più), ma spero che almeno faccia da monito a chi dovrebbe vigilare sul territorio, perchè controllino in maniera più efficace e non lascino senza segnalazione trappole potenzialmente mortali, per cani o umani che siano.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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