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Anche i cani nel loro piccolo si annoiano

di DAVIDE BELTRAME – Lo conferma un recente studio: anche i cani provano noia. Sinceramente mi pare un po’ la scoperta dell’acqua calda per certi versi, penso che chiunque abbia o abbia avuto un cane lo avesse quantomeno ipotizzato, però è sempre interessante quando degli studi scientifici confermano “ufficialmente” certi temi, anche perchè danno comunque modo di appoggiarsi a evidenze scientifiche quando se ne parla e non andare solo a impressioni.
Trovo comunque giusto far notare come appunto in molti casi si stia confermando quanto era stato supposto in passato magari solo con meno “ufficialità”, ma basandosi comunque sull’osservazione.

Comunque, passando ai fatti: Charlotte C. Burn, docente del Royal Veterinary College a Londra ha cercato di capire se anche gli animali possano provocare noia cronica, e quali siano gli effetti della stessa.

La noia cronica è distruttiva e dannosa negli esseri umani eppure studiata appena negli animali.

La ricerca infatti non era specificatamente rivolta ai cani, ma al “mondo animale” in generale.
Un aspetto importante è distinguere la noia dalla depressione: la noia si registra quando gli stimoli ambientali sono pochi o nulli, ma la motivazione e l’arousal sono invece alti. Questo si traduce principalmente nel fatto che un animale annoiato cerchi una via per “uscire dalla monotonia”, mentre un animale depresso spesso non cerchi nessuna alternativa alla sua condizione e si rassegni ad essa.

Bisogna però fare attenzione, perchè la noia può poi portare alla depressione: la psicologa Stacy M. Lopresti-Goodman ad esempio dichiara

La noia in cattività può portare alla depressione. Molti animali in cattività arrivano a comportamenti anormali e ripetitivi, ad esempio auto-mordersi, nel tentativo di auto-stimolarsi in assenza di stimoli sociali, cognitivi o ambientali.
Questi comportamenti si osservano in molte specie, tra cui primati, elefanti, cani, felini di grandi dimensioni.

A ulteriore conferma di questo fatto, una delle conclusioni dello studio della Burn è che per evitare la noia gli animali siano disposti anche a comportamenti rischiosi, o cercare stimoli avversi.
Un gruppo di topi è stato osservato mangiare del cibo che sapevano essere tossico, pur di uscire dalla noia.

Questo non fa altro che confermare l’importanza di passare della qualità del tempo che si passa con il cane, e non solo della quantità.
Stare semplicemente “con” lui senza fare nulla per delle ore lo soddisferà molto meno che magari poche ore passate insieme facendo cose divertenti, che siano giochi, uscite, attività sportive o utilitaristiche e via dicendo.
Insomma, dato che la noia come dimostra anche questo studio porta a cercare delle alternative, non dovete ovviamente stupirvi se il cane lasciato troppe ore a casa senza far nulla poi possa trovare interessante e divertente masticare le vostre scarpe, i mobili o altro ancora.

E no, non basta l’ammmore, la stessa Burn dichiara:

Per quanto riguarda gli animali domestici con cui viviamo, bisogna ricordare che se anche sono in salut ee amati, possono comunque soffrire – e soffire MOLTO – la ripetitività o la mancanza di stimoli. La noia animale è un problema potenzialmente grave, che è stato trascurato troppo a lungo.”

Noi avevamo toccato il tema della noia in questo articolo sullo stress, a cui vi invito a dare un’occhiata se volete approfondire il discorso (abbiamo parlato ad esempio anche dei “momenti di noia” di Bisturi e di alcuni modi in cui vi poniamo rimedio).

Insomma, per l’ennesima volta, non basta l’ammmore e il cane non ci offre amore incondizionato: il suo amore ce lo dobbiamo meritare.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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