domenica , 19 novembre 2017
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E’ veramente così?

di LUCA – Vorrei scrivere queste poche righe, che mi sono state molto utili per dare sfogo alla tristezza dopo la morte del mio “ciccio”.

Ore 2:30 del mattino: sento un rumore sospetto in cucina, mi alzo, tutto regolare: al mio vecchietto è scappata di nuovo la pipì in casa, questa volta invece che le solite 6 ore ne sono passate solamente 3 dall’ultima uscita.
Strano – penso – domani visto che sto aspettando esiti dalla veterinaria le farò presente anche questo.
Pulisco, sistemo, disinfetto e torno a letto.
Era da una settimana che non riusciva più a trattenerla per oltre 6 ore.
Siamo sotto visite mediche ed esami, non è in forma, ma ci può stare per un boxer di dieci anni e mezzo…

Ore 2:45 sento il cane che viene a dormire in camera mia, sulla pedana di mia moglie.
Strano – penso – lo fa solo quando ci sono temporali, si starà avvicinando brutto tempo.

Ore 3:00 il cane viene dalla mia parte del letto, sento un rumore strano, mi alzo: è a terra, ha delle specie di convulsioni mi avvicino gli parlo.
Ore 3:02 è morto…

La prima cosa che penso è che è venuto da me, è venuto da me per morire al mio fianco.
Piango, piango tanto, cazzo se piango sembro un bimbo, cerco di piangere piano, non voglio svegliare i bimbi, ma sto male.

I giorni passano, mi sembra strano parlare di un dolore così con le altre persone, veramente non pensavo, non credevo che la sua morte mi facesse stare così male.

Ieri sera dopo cena mi sono accorto per la prima volta da anni che avanza della pizza, mai capitato di vedere roba da mangiare nel pattume….
Sono stato un padrone fortunato: mi ha permesso di sbagliare e non ha mai lasciato che un mio comportamento pregiudicasse l’amore che aveva nei miei confronti.

È stato un gran cane.
Ho imparato tanto da lui.

Potrei, come tutti i padroni, raccontare un sacco di aneddoti su di lui, sulla sua vita, dal cane da bar al giocatore di rugby con mio figlio. Forse un’altra volta, quando starò meno male.
Io e il mio vecchietto ci siamo sempre capiti al volo, senza troppe parole o gesti, a volte bastava un mio sguardo o un movimento con la testa e già sapeva quello che c’era da fare.

Ci conoscevamo bene, ci frequentavamo da tanto tempo, negli ultimi anni non eravamo più gli stessi di quando ci siamo visti la prima volta, né io né lui, siamo cresciuti e cambiati tanto, entrambi.
Lui nonostante gli acciacchi, i blocchi mentali o le nuove insicurezze che gli erano venute rimarrà per sempre nella mia memoria come un amico meraviglioso.

Mi chiedevo, quando lo vedevo in una delle sue crisi, se dopo di lui ci sarebbe mai stato qualche altro cane.
La risposta l’ho avuta la prima volta che ho aperto la porta di casa e nessuno mi è venuto incontro.

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