di MARIO GIOVANNINI – Sono fatto così. Se dico una cosa è quella. E basta… non transigo. Cuccioli mai più in questa casa, sono tanto impegnativi e io troppo vecchio per queste cose. Ti stravolgono la vita, starci dietro ti prosciuga… Se (e sottolineo se) prenderemo altri animali, saranno già adulti.
E quindi… il 27 di luglio scorso ha fatto il suo trionfale ingresso in casa nostra Sissy, 800 gr di gatto tutta ossa e orecchie. E’ bastato vedere una foto e ci sono cascato come una pera matura… Tre mesi, grigia e bianca, trovata appena nata con il cordone ombelicale ancora attaccato e salvata da una mamma gatta che l’ha accolta nella sua cucciolata. Non posso neanche dare la colpa al caso, sono andato a prenderla in gattile. Tanto meno a mia moglie, per una volta. Ho proprio fatto tutto da solo. Mi sono dato un alibi con il nostro 20esimo anniversario di matrimonio, che cadeva proprio quel giorno. Il “regalo” in effetti è stato molto apprezzato.

Ed è andata esattamente come immaginavo: ci ha massacrati! L’impatto di un cucciolo su un branco come il nostro – tre gatti e un cane – ormai consolidato da anni è stato forte. Dopo un breve periodo in isolamento, per un raffreddore che sembrava non passare mai, l’abbiamo gradualmente introdotta agli altri con strani risultati.
Nougat, la gatta più anziana (16 anni), quella che temevo di più, sostanzialmente la sopporta, senza darle troppa corda. Non ha atteggiamenti materni ma nessuna ostilità, lasciandola abbastanza da parte. Immagino che anche lei pensi di essere troppo vecchia ormai per star dietro a un cucciolo.
Leo, 9 kg di morbidezza (di cui avevo raccontato in Le apparenze ingannano), invece non mi sorpreso affatto: esattamente come aveva fatto con Mia qualche anno fa, l’ha ‘corteggiata’ per un po’ e poi ha cominciato a giocare come un pazzo. Così i diavoli della Tasmania in giro per casa sono due. A volte lo vedo un po’ provato, ma per il momento tiene duro.
Mia… ecco, qui mi sono sbagliato alla grande: pensavo trovasse una compagna di gioco – in fondo è giovane – e magari che le risvegliasse un po’ di istinto materno. Invece è partito un embolo di gelosia notevole. Ci sono voluti quasi quaranta giorni perché smettesse di soffiarle addosso, anche se non è mai passata alle vie di fatto. E me sta facendo pagare cara: ha capito perfettamente di chi è la colpa e me lo sta dimostrando ampiamente.
Una cosa che non avevo proprio considerato, invece, è che la piccola potesse avere paura di Afra. Non mi sembrava possibile. Non si può avere paura di Afra. E invece… assolutamente terrorizzata. Ma Afra, che di paure se ne intende, è stata bravissima. Si è avvicinata con garbo, senza mai essere invadente. Ha gestito a meraviglia le distanze, senza mai esagerare. Non l’ha ignorata, ma le ha lasciato spazio, comparendo ogni tanto quando Sissy e Leo stavano giocando, oppure dandole qualche leccata sulla testa mentre stava dormendo. Oppure infilando la testa nella ciotola mentre stava mangiando, ma questo è un altro discorso.
E alla fine, ovviamente, la principessina ha capitolato. Ieri sera le guardavo dare la caccia a una mosca insieme, una a fianco dell’altra, con il sorriso soddisfatto del vecchio patriarca.

Ovviamente tutti si sono presi il raffreddore… ho dovuto chiamare la vet e implorare una visita a domicilio perché non ce la potevo fare a portarli tutti in studio.
Ovviamente ho le gambe e le braccia ricoperte di graffi.
Ovviamente si dorme a corrente alternata, nel senso che dipende a chi decide di rompere le palle di notte: a me o a mia moglie.
Ovviamente non me ne sono pentito neanche per un attimo.

L’importante, nella vita, è essere coerenti!

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