sabato , 18 novembre 2017
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Il Codacons commenta il caso di Flero, ma faceva meglio a tacere

di DAVIDE BELTRAME – Come ampiamente prevedibile, dopo l’ampio risalto mediatico avuto dalla vicenda di Flero, è partita la solita schiera di commenti in attacco e in difesa dei cani e in particolare di determinate razze.
Non ha fatto mancare la sua opinione il Codacons, ma per quanto hanno partorito sarebbe stato decisamente meglio se avessero trovato altro da fare.
Nella loro breve dichiarazione sono infatti riuscirti a partorire una serie di affermazioni quantomeno opinabili.

Questa la nota rilasciata, che potete trovare anche sul loro sito.

Una tragedia annunciata. La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata una volta per tutte; da anni chiediamo di prendere provvedimenti ma le istituzioni rimangono immobili a guardare bambini sbranati da cani. Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’aggressione di Flero, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’uomo – afferma il Codacons – Indipendentemente dall’educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che alcune specie, come i pitbull o i rottweiler, per le loro caratteristiche proprie (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura.
Per tale motivo da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino, infatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un pitbull. L’aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ex Ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari.

Per prima cosa, partiamo da un freddo dato: parlare di “istituzioni che rimangono immobili a guardare bambini sbranati dai cani” è una frase ad effetto che cavalca l’onda del momento, ma non rispecchia la realtà dei fatti, perchè per quanto ovviamente ogni episodio di questo tipo abbia un enorme risalto mediatico, si contano in realtà pochi episodi all’anno di aggressioni gravi e di “bambini sbranati”, e bene che sia così.
Ma proprio il fatto che si tratti in concreto di pochi casi l’anno, invita a fare un attimo due conti.
Ricordiamo per prima cosa ai media che “rottweiler” solo quelli con pedigree che li definisce come tali, non qualsiasi cane nero e massiccio, così come non è un pitbull qualsiasi cosa che non sappiano identificare come rottweiler, dobermann, dogo o pastore tedesco.

Quindi, dato che il Rottweiler è una razza riconosciuta dall’FCI (e quindi dall’ENCI), possiamo guardare come nel 2016 risultino 4200 iscrizioni, 4100 nel 2015 e 3700 nel 2014. Questo vuol dire che negli ultimi 3 anni sono nati circa 12000 Rottweiler.
Avrete già capito dove voglio arrivare: quanti “bambini sbranati da rottweiler” (e che fossero realmente tali) abbiamo avuto, negli ultimi 3,5,10 anni?
Lo stesso discorso possiamo farlo per qualsiasi altra razza, con il pitbull diventa più scomodo fare il conto perchè non essendo una razza riconosciuta dall’FCI l’ENCI non ne conteggia le iscrizioni in Italia.

Anche se mettessimo insieme tutti i casi di aggressione, non solo quelli gravi o fatali, otterremmo probabilmente una percentuale bassissima… e questo, andando a logica, dovrebbe dimostrare come il problema non sia la razza di appartenenza del cane, ma come viene gestito e tenuto il cane stesso.

Nel caso di Roma di 3 anni fa, come nel caso di Mascalucia, e come in molti altri casi, si trattava di cani che non avevano alcun contatto con la famiglia, venivano solo sfamati e tenuti in spazi ristretti vedendo solo chi gli portava da mangiare… come si fa anche solo a pensare di dire che “sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’aggressione” ?
Le dinamiche sono importantissime, perchè aiutano a capire le cause e gli eventuali errori fatti a monte, in modo da poterli analizzare, spiegare ed evitare in futuro. Non esiste un discorso come quello fatto dal Codacons, è mera disinformazione che butta la solita palata di letame su due razze che già ne ricevono a iosa dai media ad ogni minimo episodio di morso, perchè tanto nel dubbio buttano sempre lì il pitbull, il rottweiler, il dobermann, insomma i soliti noti, a seconda di ciò a cui “più o meno somiglia” il cane.

E’ possibile che non si parli mai ad esempio dell’importanza della selezione caratteriale, della socializzazione, dell’educazione del cane?
No, se è un pitbull o un rottweiler è “potenzialmente pericoloso”, a prescindere.
Il fatto che cambi leggermente le carte in tavola se il cane venga preso da un allevamento serio e cresciuo correttamente piuttosto che prendendolo dal cagnaro che lo butta in vendita senza preoccuparsi nulla, non viene filato manco di striscio. Complimentoni.

Attenzione, lungi da me voler dire che sono “cani per tutti”, che i cani sono tutti “angeli pelosi” e via dicendo.
Sempliemente, specialmente per i bambini visto che di questi si parla, è pericoloso pressochè qualsiasi cane, perchè il bambino è fragile ed è per questo che si devono avere mille occhi e non lasciarli giocare da soli, perchè rischiano di farsi male anche quando il cane nemmeno c’è!
Se invece non vogliamo parlare di bambini, rendiamoci conto che praticamente qualsiasi cane dai 15 Kg in su è potenzialmente letale anche per un adulto, per il semplice fatto che siamo tendenzialmente abbastanza indifesi contro un cane che ci voglia davvero mordere!

E’ aberrante passare il messaggio che l’educazione del cane non sia importante, e soprattutto è una palese negazione della realtà: lo dimostrano esattamente tutti quei rottweiler e pitbull (cito queste perchè messe nel bersaglio dal Codacons, ma vale per tutti) che vivono tranquillamente in città, in mano a proprietari responsabili, che non aggrediscono niente e nessuno.
Di cani, cose, persone, che “possono provocare ferite letali”, ce ne sono a migliaia: la differenza la fa proprio l’uso del cervello e del buon senso.

Infine, la chicca finale: rimpiangere l’abomino che era l’ordinanza Sirchia riguardo alle “razze pericolose”, roba per cui ci spernacchiano ancora adesso.
Ricorderei agli esimi signori del Codacons quali erano le 17 razze nella lista che tanto rimpiangono:

Rottweiler
Cane da pastore di Charplanina
Cane da pastore dell’Anatolia
Cane da pastore dell’Asia centrale
Cane da pastore del Caucaso
Cane da Serra di Estrela
Fila Brasileiro
Mastino napoletano (poi escluso dalla lista, NdR)
Perro da canapo majoero
Dogo canario
Pit bull mastiff
Pit bull terrier
Rafeiro do Alentejo
Bulldog americano
Bull Terrier
Tornjak
Tosa inu

Certo, c’erano il pitbull e il rottweiler, quindi probabilmente per il Codacons era a posto così… ma per il resto erano razze nella maggior parte dei casi pressochè inesistenti in Italia (del resto chi non conosce il famosissimo e diffusissimo Rafeiro do Alentejo…), con poi la perla del pit bull mastiff (che non esiste).

Non bastasse rimpiangere una lista che era palesemente fatta coi piedi, il Codacons dichiara che L’aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ex Ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari. Ecco, questa è una clamorosa inestezza, perchè ovviamente come per tutti i cani vige l’obbligo di portare con sè la museruola.
Altri obblighi sono stati semplicemente estesi a tutte le razze, e comunque tuttora ci portiamo dietro gli effetti di quella stupidata di lista con ad esempio maggiori difficoltà nell’assicurare cani di determinate razze.

Curioso peraltro che proprio l’attuale ordinanza, che ha “sostituito” la lista delle razze pericolose nel 2009, riporti questa chiara indicazione

Ritenuto di dover adottare una nuova Ordinanza in materia, in  quanto l’allegato A (ovvero la lista di razze pericolose, NdR) non solo non ha ridotto gli episodi di aggressione ma, come confermato dalla letteratura scientifica di Medicina Veterinaria, non e’ possibile stabilire il rischio di una  maggiore aggressivita’ di un cane sulla base dell’appartenenza ad una  razza o ai suoi incroci;

Che contrasta pesantemente con quanto dichiarato dal Codacons, e si suppone fosse comunque basata su dati e numeri e non su unicorni rosa volanti.
Peraltro, l’ordinanza Sirchia obbligava alla museruola le “razze pericolose” nei luoghi pubblici. Peccato che questa aggressione, come la maggior parte di quelle recenti che hanno avuto esito fatale ai danni di bambini, sia avvenuta in ambito domestico… cosa avrebbe risolto quindi la tanto rimpianta lista?

L’unica proposta sensata di questo sproloquio è quella del patentino.
Peccato che il patentino dovrebbe riguardare tutti i possessori di cani, non creare proprietari “di serie A e di serie B” a seconda del cane che si porta al guinzaglio. Anche perchè se no ci troveremmo con quei padroni resposnabili che già adesso hanno cani che non aggrediscono nessuno che ligiamente andrebbero a fare il patentino, e gli altri che invece li gestiscono malamente che continuerebbero a fare quello che gli pare, anche perchè come già abbiamo sottolienato più e più volte, i presunti rottweiler, pitbull e similari dei giornali sono in realtà semplicemente degli incroci che “somigliano vagamente a…”.
L’unica proposta sensata sarebbe quindi un patentino, ma fatto con lo scopo di aumentare la cultura cinofila, la consapevolezza di cosa voglia dire avere un cane, come educarlo, come gestirlo e come farlo convivere al meglio con la famiglia.

Concetto che non sembra proprio in linea con la dichiarazione del Codacons, che per la consueta serie “un bel tacer non fu mai scritto” avrebbe fatto decisamente miglior figura a evitare di palesarsi con affermazioni che ci si può aspettare di sentire tutt’al più dal cuggino al baretto sotto casa.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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