di SARA GHIDONI – Questa è la storia di Nova, una storia come tante altre storie: dura, fatta di abbandono e maltrattamenti, ma per noi che la viviamo tutti i giorni è la nostra storia.

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L’abbiamo trovata il 10 aprile 2016 abbandonata, anzi in realtà è lei che ha trovato noi; sì, perchè quel giorno è bastato poco per farci innamorare, una semplice carezza da parte mia su quel corpicino che con titubanza e timore ha deciso di accogliere e da lì in poi è stato Amore.
Non era messa bene fisicamente, le zecche se la stavano succhiando viva e le pulci a sciami visibili pur essendo nera, i suoi polpastrelli erano devastati spaccati a sangue e la magrezza era impressionante, ma il dolore più grande lo portava negli occhi,la sua anima era stata maltrattata e ferita a tal punto che le sue paure verso il mondo e verso il genere umano l’avevano imprigionata.

I mesi iniziano a passare e noi nel frattempo abbiamo riorganizzato casa, giardino, abitudini per lei ma i suoi timori, la paura e le fobie erano troppe, chiedeva aiuto ed io non ero in grado di darglielo; non avevo le competenze e così Nova continuava ad urlare il suo grido d’aiuto come poteva e ciò significa una serie di danni a casa, il pinzare qualunque uomo le si avicinasse ,temere ogni altro animale, scappare di casa ogni volta che provavo ad andare a lavoro per venirmi a cercare.
Sì, Nova era diventata la mia ombra in maniera ossesiva, non mi lasciava mai, non conosceva i giochi , le innumerevoli notti passata sveglia a contenere il suo stato d’ansia e a contenere i danni materiali, ma l’apice lo raggiungeva con botti o temporali: lì si arrivava alla fobia vera, quella dove il cervello non ragiona più e tutto si fa nero.

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Decidiamo così di rivolgerci a dei veterinari comportamentalisti che dopo aver visitato Nova la reputano un caso da psicofarmaci/calmanti/ansiolitici.
Uscivamo da quegli studi distrutti e con il cuore a pezzi. Nova avrebbe dovuto prendere psicofarmaci a vita, quegli psicofarmaci che avrebbero aperto nuovi canali di comunicazione e che leavrebbero dato sollievo (dicevano loro) e durante i temporali il Killitam era l’unica soluzione.

Io l’immagine di Nova stordita e sedata che comunque si struscia sul pavimento per provare a nascondersi da una paura tremenda durante un temporale non la scorderò mai.
La cosa mi fece talmente male. nel vederla stordita da tutto ciò che gli era stato prescritto da chi ne doveva sapere per forza più di me, che decisi allora di dire NO A TUTTE QUELLE PASTICCHE E GOCCE!
In altrettanto modo non mi scorderò mai quella notte di fine estate, sveglia a contenere i danni durante un temporale seduta su un divano davanti un pc nella ricerca disperata di risposte e di aiuto: quella notte che ho trovato chi ci avrebbe cambiato la vita per sempre.

Lessi BORDER COLLIE RESCUE ITALIA e scrissi un’email. Mi arrivò dopo poco un messaggio e il giorno dopo, che era domenica, parlai per la prima volta con Michele Pucci presidente del Border collie Rescue Italia, nella telefonata più lunga della mia vita.
Michele raccolse la mia disperazione e la trasformò in FORZA.

Su una cosa ci trovammo subito d’accordo_ gli psicofarmaci devastano e non aiutano.
Se pur lontani, iniziò così un lungo percorso fatto di piccole conquiste quotidiane, la priorità era Nova per tutti in famiglia e ogni giorno era un passo in più, finalmente io e Nova avevamo i mezzi per poter comunicare e lei iniziò a trovare il coraggio che era sempre stato in lei e iniziò piano piano a fidarsi.
Michele mi presentò poi Federico Mancini, braccio destro del BCRI. Da soli che eravamo con Nova, ora avevamo due persone che quotidianamente ci hanno guidato e sostenuto e poi ci hanno accompagnato ed indirizzato verso nuovi orizzonti che mi avrebbero permesso di comprendere sempre meglio quel mondo a me sconosciuto che mi aveva fatto sentire così impotente, tanto da credere che delle pasticche avrebbero potuto risolvere una problematica. La mia voglia di sapere era diventata tale da iniziare un percorso di conoscenza in ambito cinofilo comportamentale, iniziai con Nova un corso con il team INPETRA ITALIA.
Michele e Federico ci stavano guidando sempre di più verso la consapevolezza.
Conoscendo così Michele Caricato, Laura Di Marco, Francesco Caricato, Jaean Jacques Peton cinque istruttori cinofili specializzati in recupero comportamentale della The Pet’s Academy.
Intorno a me e Nova si era creato un universo parallelo fatto d’impegno, forza di volontà, lezioni, esercizi, e sapere tutto è servito per rendere Nova sempre più libera e la sua mente ha trovato, grazie all’impegno e alla costanza, nuovi canali di comunicazione tornando ad essere così un cane libero di fare il cane, senza psicofarmaci!

SE VUOI, PUOI! Questo è quello che il BORDER COLLIE RESCUE ITALIA insieme al TEAM INPETRA ITALIA mi hanno fatto capire.
Non esiste farmaco che possa battere la forza di volontà, non esiste problema comportamentale che non possa essere gestito se affrontato nel giusto modo.
Viviamo nell’epoca delle scorciatoie e del poco impegno, pensando che per ogni problema ci sia la pasticca o la soluzione facile, ma è la conquista fatta di piccoli passi, sacrificio e sicuramente tanto impegno che ci dà la vera risoluzione al problema arrivando fino alla radice e sdradicandone ogni traccia.

Oggi noi ci godiamo la vita con Nova e lei si gode la sua nuova realtà. Quel ricordo di giorni tristi è cancellato e si è andato a creare un rapporto di fiducia reciproca: lei sa di poter affrontare il mondo ma è anche perfettamente consapevole che io sono con lei.
Io e Nova camminiamo insieme, pur restando per lei il suo leader la sua famiglia.
L’impossibile non esiste se davvero lo vuoi puoi!
Affidarsi allo psicofarmaco non è mai la scelta migliore: Nova ne è l’esempio!

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7 Commenti

  1. Complimenti per i risultati, sarebbe bello leggere in un altro articolo che tipo di lavoro è stato fatto. Nova è stupenda, bello vederla giocare

  2. Quello che ho sempre sostenuto! Ho provato in prima persona (inutilmente, peraltro) la funzione degli psicofarmaci. Ero un’altra persona, in un mondo ovattato. Ho avuto più problemi quando li assumevo di quando non ne prendevo.
    Si lavora meglio a correggere un problema quando il cervello è reattivo, non quando è ovattato. Questo vale sia per un umano che per un animale.

    • Infatti! Nemmeno i “medici” sanno come agiscono realmente queste sostanze sulla psiche umana…figuriamoci su quella canina….sono solo delle droghe, purtroppo…

  3. Anche io ho un cane problematico che avrebbe bisogno di essere seguito da un educatore/addestratore ma dalle mie parti non saprei davvero a chi affidarmi. Il piccino (un meticcetto di appena 3 Kg e un po’ preso da due mesi dal canile dopo una situazione di maltrattamenti) quando vede i suoi simili (probabilmente per mancata socializzazione) va fuori controllo in ansia, tanto da non fare i suoi bisognini quando lo portiamo. Abbaia nervosamente a tutti e se dietro ad un cancello c’è un pelosetto o ne scorge uno a spasso beh apriti cielo, se si avvicina ringhia e morde anche verso di noi se cerchiamo di manipolarlo. Facciamo slalom per evitargli questo stress ma non sempre è possibile. Mi è stato consigliato di trattarlo con psicofarmaci leggeri per attutire aggressività ma non so se sia il caso. Avete dei suggerimenti? sono di vicino Roma.

    • ciao, mia sorella aveva lo stesso problema con un bassotto. Iper protettivo e iper attivo, ma alla fine era soltanto una questione di gerarchie formatesi male e di conseguenza il cane sentiva su di sè tutta la reponsabilità della casa intesa come luogo fisico, ma anche come insieme di persone. E stato sufficiente lavorare su questo e il cane è cambiato in poco tempo dal giorno alla notte.
      Parlo di una mia esperienza personale, quindi statisticamente non significativa, ma rima dei psico farmaci, a mio avviso vale la pena tentare la semplice educazione, se ancora non l’hai fatto.
      In bocca al lupo

  4. Esperienza molto significativa! E’ bello leggere queste storie di recupero, impegno e lavoro.
    L’unica cosa sulla quale sono in disaccordo, non tanto in riferimento all’esperienza di Nova, ma piuttosto ai commenti sotto, è l’atteggiamento versi gli psicofarmaci. Ora, farò l’avvocato del diavolo, però negarne l’efficacia in determinate situazioni (tanto per umani come per i nostri pelosi) è controproducente e anti-scientifico. Un caro saluto a Nova e alla sua bipede!

  5. Mie personali considerazioni:
    1) non si è rivolta ad un vet. comportamentista, ma ad un veterinario generico, perchè un veterinario comportamentista non farebbe mai una prescrizione del genere. Il Killitam è un preanestetico, tende a paralizzare il cane lasciandolo però perfettamente lucido; cosa che ovviamente peggiora la situazione perchè il cane avverte la paura della situazione che sta vivendo più lo sconcerto e paura di prendere coscienza che le sue capacità di reagire, muoversi, scappare sono inibite. Purtroppo capita ancora che un veterinario generico, di fronte a problematiche che non sa risolvere, per ignoranza o gelosia nei confronti del collega comportamentista, prescriva il Killitam pur di far vedere al cliente che gli si da una risposta e farlo uscire dall’ambulatorio.

    2) Onde per cui fare di tutta un erba un fascio è sbagliato. L’abuso degli psicofarmaci è sbagliato, cosi come le prescrizioni a cacchio di cui sopra, ma in certi casi gli psicofarmaci servono eccome. Specie se l’alternativa è il canile. Quando chiama un cliente con un cane che soffre di ansia da separazione e gli sfascia la casa ogni giorno e/o ha già litigato n volte coi vicini, i tempi di intervento sono brevissimi, e se un periodo di Clomipramina può aiutare la terapia comportamentale ben venga. Meglio 3/4 mesi di Clomicalm che andare a finire reietto in canile, questo poco ma sicuro, almeno secondo me. Inutile che ci raccontiamo le favolette, il mondo non è fatto purtroppo di proprietari di cani appassionati e disponibili come la proprietaria di Nova, ma di gente che vuole risolvere solo i problemi senza sforzi e tempo da impegnare, e se si risolvono le cose in un tempo ragionevole bene, sennò facilmente il cane viene ceduto, quando va bene, o portato in canile o abbandonato.

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