di DAVIDE BELTRAME – Ci scrive un’amica per chiederci la nostra opinione sul “WaterCan”, un sistema che dovrebbe risolvere il problema delle deiezioni canine in città, e che verrà provato presso il comune di Corato: è prevista infatti per la prossima domenica l’inaugurazione dell’area con il WaterCan.
Stando a quanto riportato da “Lo Stradone”, il periodo di prova sarà gratuito per 120gg, dopo di che immagino verranno valutati i risultati e i costi.

Ma che cos’è questo Watercan?

Riprendo alla lettera la descrizione fornita sul sito ufficiale del prodotto, dove potete leggere come appunto si ponga come una soluzione efficace contro il nemico pubblico numero uno, ovvero le cacche dei cani.

Il watercan si presenta come soluzione efficace contro lo sporco delle strade, piazze, parchi e passeggiate, delle citta italiane e mondiali, invase in molti casei da deiezioni liquide e solide dei cani. Il sistema ha un mix di sabbia e breccia per consentire la fuoriuscita, dai dodici fori predisposti, dell’acqua piovana. La rimozione degli escrementi, puo essere manuale o meccanica. La costante rimozione degli stessi, e la disinfestazione del contenitore garantiscono il costante buon odore e l’immagine.

Ora, tra la descrizione e soprattutto vedendo le foto, a me sembra una sorta di enorme lettiera per cani, e nemmeno tanto enorme. Ovviamente il motivo per cui viene presentata come una soluzione efficace contro le deiezioni e lo sporco in città è che, banalmente, il cane dovrebbe entrare a sporcare dentro alla struttura, non imbrattando quindi le strade.
In teoria, un’ottima cosa, anche se ricordo che per le cacche normalmente basterebbe piegare la schiena e raccoglierle, per le pipì la pulizia può essere un pochino più scomoda anche se la ormai famosa bottiglietta d’acqua può aiutare quantomeno a evitare gli odori sgradevoli, specialmente in quei posti magari “presi di mira” da molti cani.

Però appunto, in teoria… perchè in pratica, pensare di risolvere il problema con questo WaterCan mi sembra una follia, per una serie di motivi.
Primo tra tutti, o si riempie la città di WaterCan, o è facilissimo che nel percorso da casa al WaterCan il cane almeno una pipì la faccia prima. Se poi è maschio e magari un po’ marcatore, ne smollerà ben più di una prima ancora di essere arrivato all’agognato traguardo.
Seconda cosa, non è affatto detto che il cane la faccia volentieri in una cosa del genere! Per quanto la sappia possa avere un “odore attrattivo per il cane”, come viene spiegato sempre all’interno del sito di presentazione del prodotto, ma ci possono essere svariati motivi per cui il cane non la vorrà fare. Consideriamo che molti cani tendono a “non farla” quando sono al guinzaglio, specialmente per quanto riguarda la cacca, e nel WaterCan ovviamente sarà necessario tenerli al guinzaglio, come del resto viene mostrato anche nelle foto di presentazione, anche perchè la struttura è facilmente superabile, e comunque perchè ci potrebbero essere più cani all’interno. Insomma, sarebbe difficile liberare il cane e al tempo stesso avere una buona condizione di sicurezza, anche considerando che il WaterCan potrebbe essere stato posto vicino a una strada o comunque in una piazza trafficata.

E qui l’altro punto che mi viene da contestare: l’eventualità che più cani siano all’interno della struttura nello stesso momento in uno spazio così ristretto, da un lato mi pare solo una possibile causa di “zuffe”, dall’altro anche qualora andassero d’accordo probabilmente penseranno più a interagire tra loro che a fare i bisogni.
Pensiamo poi magari banalmente al proprietario che ha magari la femmina in calore e la porta all’interno del WaterCan a fare una pipì… ce li voglio poi vedere due o più  maschi a stare insieme pacificamente all’interno della struttura, magari poco dopo che è passata la cagnetta.

Insomma, mi sembra che i difetti oggettivi per una soluzione del genere siano numerosi.
E da qui il motivo per mi chiedo “ma serviva davvero un’invenzione del genere?”; in molte città sono presenti le aree di sgambamento cani dove è normale portare anche Fido a fare i propri bisogni (garantendogli però anche la possibilità di farsi un paio di corse)… bisogni che ovviamente andrebbero raccolti, anche se molti invece pensano che l’area cani sia una sorta di “zona franca” dove le cacche si possono lasciare allegramente a terra a decorare il terreno.
Ecco, mi pare sinceramente che solo questa categoria di persone potrebbe apprezzare il WaterCan, dato che la parte di pulizia sarebbe delegata al comune o comunque a qualche incaricato, infatti come viene spiegato sempre sul sito del prodotto

L’utilizzo del Water can è molto semplice. L’utente guida il suo cane alla porta d’ingresso del contenitore affinchè lo stesso entri. La sabbia utilizzata ha un profumo attrattivo per gli animali. Una volta all’interno, il cane potra depositare le feci e le urine nella sabbia che forma la base del contenitore, evitando cosi al proprietario il recupero e lo smaltimento. In seguito, il sistema di raccolta escrementi del Water can, programmerà il recupero al fine di garantire le migliori condizioni d’igiene all’interno del serbatoio.

Quindi… gli escrementi banalmente restano lì finchè non viene pulito il tutto, come spiegato anche nella sezione “Manutenzione e pulizia”

La manutenzione del watercan è semplice ed economica. Dopo uno studio dettagliato di ogni situazione, il contenitore è situato nel luogo piu appropriato. La pulizia avviene con il recupero giornaliero delle parti solide con conseguente disinfestazione del contenitore. Il cambio delle sabbia puo essere eseguita con aspirazione o manualmente rispettando le migliori condizioni igienico sanitarie.

Ora, magari a Corato e con un solo WaterCan in tutto il comune, il problema non si porrà… ma immaginate uno di questi contenitori che venga utilizzato da tanti cani per tutta una giornata. Magari in estate. Non credo che l’odore nei dintorni sarebbe esattamente dei migliori, almeno da come viene presentato il funzionamento della questione “pulizia”. Anche ammesso che ci sia qualche buon meccanismo per prevenire l’odore, per quanto mi è dato di capire le cacche resteranno banalmente nella sabbia, roba che se sei tra i primi della giornata a utilizzarlo, va anche bene… ma magari se col cane passi verso sera, il cane dovrà fare il caccaslalom.

Concludendo: a me sembra un’invenzione davvero poco pratica e con più contro che pro. Ignoro quale sia il costo di installazione e manutenzione di un WaterCan, ma penso che con la stessa cifra si potrebbero tranquillamente mettere un po’ più di cestini e magari qualche dispenser di sacchetti (anche se purtroppo questi tengono a venire facilmente svuotati) e quindi offrire meno alibi a quei proprietari che tendono a dimenticarsi sempre il sacchetto a casa o “eh ma se la raccolgo devo portarmela in giro per mezza città perchè non c’è un cestino”.
Fermo restando che basterebbe un po ‘di sano senso civico in più da parte dei proprietari per non rendere un problema le deiezioni canine, ma visto che su questo a quanto pare non si può contare, invece di installare delle sabbiere che difficilmente risolverebbero il problema (perchè tanto chi non si cura di dove e come fa sporcare il proprio cane non penso si preoccuperebbe di andare apposta al WaterCan), perchè non aumentare i controlli e multare i proprietari incivili, andando così anche magari a ottenere un’entrata per le casse comunali e non una spesa di dubbia utilità?

Ovviamente la mia è un’opinione puramente personale, utilizzate pure lo spazio commenti per dire la vostra, soprattutto se trovate dei vantaggi in questa “invenzione”, perchè io sinceramente fatico a trovarli e temo verrebbe utilizzata solo da chi magari ci abita proprio sopra. Perchè se proprio devo andare apposta da qualche parte per far fare i bisogni al cane, vado dove abbia magari anche la possibilità di farsi qualche sana corsa. E se proprio gli scappa durante il tragitto, piego la schienina santa e raccolgo.
Se davvero volete inventare qualcosa che risolva il problema delle deiezioni canine, inventate il Vapoorize.

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4 Commenti

  1. Lo trovo piuttosto antiigienico… tutte le cacche radunate lì per ore… Praticamente una fossa biologica a cielo aperto…
    Senza contare che se qualche cane ha parassiti o malattie intestinali, contaminerà l’area, propagando a iosa l’infestazione… (Insomma, se le cacche sono sparse possono essere contagiati animali nella stessa zona, ma se concentri in un unico punto le cacche di tutti i quartieri, sono esposti al contagio tutti)
    Sinceramente sì, quei soldi potevano essere spesi meglio per cestini e sacchetti…

  2. Mi sembra che sia veramente una cosa ridicola, uno spreco di soldi pubblici inutile. La mia amica pelosa può magari stare una buona metà di un pomeriggio al parco, interagire con tutti gli altri amici pelosi, poi la smolla (la cacca ehhh, che per la pipì non c’è verso, la tiene finchè non è libera nel giardino di casa sua), magari mentre stiamo attraversando i binari del treno, e mentre son lì che aspetto che finisca per raccoglierla, le stanghe cominciano ad abbassarsi per il sopraggiungere di un convoglio. Se io la portassi in un luogo del genere, potrei farmi vecchia prima che lei si decida ad espletare. Come diceva quel comico, mi si perdoni la non finezza della citazione “A ma, me pare ‘na strunzata”

  3. Questo coso non mi convince mica. Oltre al discorso igienico -una pulizia al giorno mi pare proprio pochina- mi pare anche difficile trovare una collocazione sensata. Voglio dire, in una città come la mia (Trieste) dove lo piazziamo? Nei luoghi centralissimi delle passeggiate di fatto imbruttendoli e impuzzolendoli? Ma nelle zone poco percorse non ha senso e quindi che si fa?
    Penso anche a cani fortemente dotati di pelo tra i polpastrelli, sai lo schifo che raccolgono lì dentro?
    E ancora: ma il proprietario ora è costretto dal comune a farla fare solo lì al cane? Perché altrimenti ha comunque poco senso.
    Buh, una ennesima complicazione di affari semplici secondo me, meglio applicare con continuità le norme che già ci sono credo.

  4. Giusto questa mattina sono passato di fianco a un’area cani in un parchetto cittadino. Sul lato opposto della stradina che costeggia l’area cani c’e’ quanto rimane di quella vecchia che consisteva in una recinzione di circa 16 metri quadri fatta con una siepe su un lato della quale si apriva un varco di accesso al quadrato recintato; il tutto corredato da un cartello che ancora adesso recita che il distributore di sacchetti eroga due pezzi x 500 lire. Quello, all’epoca, era il concetto di area cani, cioe’ una lettiera dove pero’ uno doveva pulire da se’ servendosi dei sacchetti da acquistare al distributore a caro prezzo.

    A parte l’auto-pulizia, in quel reperto archeologico non c’e’ niente di diverso da quello che viene proposto come una grande innovazione: sempre di cacatoio si tratta con la differenza che all’epoca si pensava che quella dovesse essere la funzione dell’area cani, ora ci ritroviamo qualcosa di veramente simile a una lettiera per gatti spacciata per una grande innovazione presentata come appartenente “a una nuova generazione di contenitori” dalle proprieta’ tanto mirabolanti quanto inesistenti.

    Chi ha qualche anno alle spalle, magari si ricorda delle bizzarre invenzioni presentate a Portobello. Adesso, finche’ rimane una simpatica notiziola legata a un’iniziativa strampalata e divertente va bene, ma un amministratore che spenda soldi pubblici per mettere una lettiera per cani nella piazza del paese andrebbe francamente spalmato di pece e cosparso di piume facendolo correre nudo sulla pubblica piazza intorno alla sua lettiera almeno la popolazione potra’ ben dire di aver speso un sacco di soldi ma di aver riso cosi’ tanto da farsi venire le lacrime agli occhi.

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.