lunedì , 20 novembre 2017
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Cosa abbiamo imparato alla giornata #ILVETLOSA

di BARBARA GALLONE – Lo scorso 27 Settembre si è tenuto l’incontro #Ilvetlosa, nella bellissima cornice del Parco Forlanini, posto davvero splendido come splendida la “padrona di casa” Luna che ci ha accolto al borgo antico del parco.
Scopo della giornata, informare i proprietari sulla prevenzione delle malattie dei propri amici cani e gatti e come questo aiuti anche la nostra stessa salute. L’incontro è stato reso possibile dal contributo non condinzionante di MSD Animal Health.
A illustrare i vari temi, Marco Melosi, presidente ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), “toscanaccio DOC” di Pisa ora trapiantato a Livorno.
Il Dottore ha illustrato come ormai il 50% delle famiglie italiane abbia un cane o un gatto, proseguendo la storia che ha visto i primi contatti con questi animali fin dalle origini dell’homo sapiens: si può parlare di un “triplo salto” per quanto riguarda il cane, che è passato dal vivere prevalentemente esternamente agli ambienti domestici (pensiamo alla classica cuccia degli anni ’70, in ambito rurale e spesso lontane dall’abitazione), al giardino di casa fino a entrare prepotentemente nelle case degli italiani, con accesso anche a divano, letto e in generale tutte le “comodità”. Questo è frutto di un cambiamento culturale avvenuto soprattutto negli ultimi anni, dove il cane è diventato sempre più un membro della famiglia a tutti gli effetti e non solo un mero “ausiliario” com’era considerato alcuni decenni fa.
Questa interazione sempre più stretta tra uomo e cane rende ovviamente fondamentale il ruolo del veterinario per gestire la salute dei nostri animali da compagnia, e di conseguenza anche per proteggere il più possibile la nostra salute. E’ ad esempio molto importante un protocollo di protezione antiparassitaria che sia personalizzato in base al cane e in base alla zona in cui si vive.
Bisogna poi ovviamente fare attenzione a evitare gli eccessi, che come sempre possono portare dei rischi: far leccare il viso di un neonato, condividere il gelato con il cane, sono atteggiamenti che a livello sanitario andrebbero evitati, date le abitudini del cane; basti pensare ad esempio a come abitudinariamente il cane annusi o lecchi le ghiandole perianali degli altri cani, o a fenomeni quali la coprofagia.
Farsi leccare subito dopo che il cane ha compiuto attività di questo tipo è un rischio, soprattutto per quanto riguarda la diffusione delle zoonosi (malattie trasmissibili dall’animale all’uomo).
Anche sulla questione morsi e aggressioni, tristemente di attualità, bisogna fare chiarezza e soprattutto ricordarsi che cane e uomo “parlano” due lingue molto diverse tra loro, basti pensare a come per noi umani il sorriso è un segno distensivo e positivo, ma per il cane sia invece un segnale negativo che potrebbe interpretare in maniera scorretta… e da una errata interpretazione dei segnali possono poi nascere anche episodi di morsicatura.
Come sempre la prima regola è non lasciare i bambini da soli con il cane nella stessa stanza, a maggior ragione perché il bambino avrà ancora meno competenze di noi nella comunicazione con il cane e in più il suo viso si trova facilmente all’altezza del muso del cane e quindi è molto facile che un morso anche dato senza eccessiva foga dal cane finisca sul volto del bambino causando grossi danni.

Quali sono i rischi del contatto con il cane e il gatto?

Il rischio più noto e di cui si parla più spesso è sicuramente, per quanto riguarda la convivenza con il gatto e soprattutto per le donne in gravidanza, la toxoplamosi.
Bisogna però ricordare che il rischio è molto basso, perché un gatto che contraesse la toxoplamosi libera con le feci le oocisti, che impiegano però alcuni giorni per diventare infettanti: sarà quindi sufficiente pulire frequentemente la lettiera del micio per non correre rischi, oltretutto se anche il gatto l’avesse contratta, passerà dopo 15 giorni e a quel punto sarà immunizzato a vita.
In pratica è molto più probabile prendere la toxoplamosi a causa di verdure non lavate bene, magari raccolte dal proprio orto, o mangiando carne cruda.
Proteggendo gli animali si protegge anche l’uomo: ad esempio la leishmaniosi è una zoonosi, può essere contratta tramite la puntura di un insetto vettore infetto, il pappatacio, attivo dal tramonto all’alba, il rischio maggiore è quindi la sera o il primo mattino. Per questo motivo un cane che dorme in casa sarà molto meno a rischio essendo meno esposto alle punture.
La diffusione della leishmaniosi è anche indicativa del cambiamento climatico, dato che i pappataci ormai sono diffusi su quasi tutto il territorio nazionale. Per l’uomo la leishmaniosi può essere pericolosa per i soggetti immunodepressi, specialmente bambini e anziani.
Il periodo maggiormente a rischio per la leishmaniosi a livello di infezione è tra maggio e ottobre, ma la malattia solitamente viene individuata circa 6 mesi dopo l’infezione, si consiglia quindi di eseguire il test prima del periodo di attività del vettore, indicativamente nel mese di aprile così da verificare se il cane è venuto a contatto con il parassita. Facciamo molta attenzione perché le conseguenze della leishmaniosi possono essere gravi e in caso ad esempio di danni renali si può anche arrivare alla morte del cane; fortunatamente oggi esiste una vaccinazione, che si consiglia effettuare in associazione all’applicazione di presidi ad attività repellente che riducono il rischio di puntura.

Altro pericolo sono la tenia e i parassiti intestinali, per questi è bene creare uno “Scudo” che protegga l’animale e di conseguenza anche noi, considerando ad esempio che il rischio di infestazione da pulci dura tutto l’anno e nelle case ci possono essere ottime condizioni per il loro sviluppo.
Per questo motivo, gli antiparassitari e i controlli periodici durante l’anno sono ormai inevitabili o quasi, ed è bene abbinare protezione passiva (tenere il cane in casa la sera, dotarsi di zanzariere, ad esempio) e attiva (per esempio il classico collarino antiparassitario).
Sempre contro i parassiti è bene tenere ben spazzolato il pelo del cane in modo da togliere polvere, pulci, e pelo morto, se vive in casa è consigliabile lavare occasionalmente il cane, ma senza esagerare per non compromettere il film lipidico che protegge la pelle: per questo la razza e la taglia del cane ovviamente influiscono molto dato che ci sono diversi tipi di pelo.
Il protocollo prevede una vaccinazione da ripetere tutti gli anni, che è quella per la leptospirosi (anch’essa una zoonosi) mentre gli altri vaccini vanno effettuati con cadenza triennale.
Infine un consiglio molto utile che ci è stato dato dal dott Melosi, da tenere presente solo in condizioni di emergenza, è quello di portare con se un flacone di acqua ossigenata 10 volumi da utilizzare nel caso in cui si avesse necessità di indurre il vomito. Se si è in passeggiata nel bosco e il nostro fedele amico ingerisce qualcosa che non dovrebbe (es. carcasse di animali morti), la somministrazione di 10-30 ml di acqua ossigenata (a seconda della taglia del cane) può essere molto utile nel caso in cui non ci fosse la possibilità di raggiungere un ambulatorio veterinario in tempi brevi.
Insomma, la giornata è stata formativa sotto molti aspetti, abbiamo toccato tanti argomenti e imparato qualcosa in più sugli animali con cui condividiamo gran parte del nostro tempo e della nostra vita, ponendo l’accento su come sia fondamentale prendersi cura della loro salute non solo per evitare a loro malattie e spiacevoli inconvenienti ma anche per proteggere noi stessi.


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