venerdì , 24 novembre 2017
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Un sacco di strada e una bella gara in Francia

di CLAUDIO CAZZANIGA – Duemila quattrocento e rotti km… in tre giorni!
Una bella galoppata. Tanti i km passati sotto il culo per andare e tornare dal lago Du Lambon, nei pressi di Celles sur Belle, guardando la cartina francese al centro ma tutto verso sinistra.
Quando faccio queste facchinate, avendo un pochino di tempo a disposizione mi viene in automatico di fare un po’ di outing… di pensare che diavolo mi scatta in testa per prendere la macchina da solo, viaggiare viaggiare viaggiare, mollare a casa tutto, spendere una barcata di soldi solo per il gusto di fare un po’ di lavoro in acqua.

Siamo stati ospiti del Club Canin Aquatique 79. Era la prima volta che arrivavo fino a lì.
Una piccola base nautica ai bordi di un piccolo lago. Credo che visto in piena estate il posto avrebbe avuto un diverso appeal… siamo arrivati ed il lago era ricoperto da una coltre di nebbiolina. Piano piano che il sole ha fatto capolino, la zona è apparsa molto più carina. Difficoltosa anche l’entrata in acqua, probabilmente un vecchio scivolo per l’ingresso delle barche. Molto bello il campo di lavoro a terra. Un prato tagliato alla perfezione e direi anche molto valida l’attrezzatura nautica tra cui due gommoni.
Sessione di gare, visto l’alto numero di binomi partecipanti, divisa in due.

Sabato i primi gradi (6) ed i secondi (11). La domenica terzi (5) e i selettivi (11).

Tanti binomi e tante razze. Terranova, Labrador, golden, Cao de agua, Hovawart, Leonbergher, un Berger Blanc svizzero, un Bovaro del Bernese e una Chesapeake.
Mi piace molto quando ci sono così tanti binomi, vedere tante facce nuove, ma tanti anche i vecchi amici con cui scambiarsi opinioni e pensieri su cosa poteva essere… ma non è stato. Pazienza.

Piccolo nota a margine: presenti in due giorni di gare gli ultimi 4 vincitori del Championnat de France, Aurelie Denis, Jean-Yves Faguer, Joseph Paulin ed il sottoscritto.

Il giudice di gara designato avrebbe dovuto essere Dominique Gre. Purtroppo il suo cane ha avuto un problema di salute la notte prima della gara e Dominique non ha potuto essere presente: al suo posto Denis Le Berre che è anche il segretario della CUNSE.

Siamo arrivati al lago di Lambon per disputare il secondo grado dei brevetti di lavoro in acqua sportivi.

Una volta per me ogni gara era una cosa a sè. Lavoravo solo in funzione della stessa, di far bene, prendere il massimo del punteggio e vincere.
Con il tempo ed integrandomi nei meccanismi francesi ho iniziato a lavorare un po’ più di prospettiva. La gara rimane qualcosa di serio, da preparare comunque al meglio e da affrontare sempre con il massimo impegno, ma la vedo più come un gradino che mi porterà poi (spero) a qualcosa di più importante, un passaggio per crescere, una verifica sul lavoro fatto e un avvicinamento a qualcosa di più prestigioso. Prima facevo le gare, adesso cerco di fare un percorso.

La prova di secondo grado è divisa in tre parti: lavoro a terra, nuoto e lavoro in acqua.
A terra una condotta su 20 metri, con un seduto, in piedi, gira ed un terra. Ci siamo giocati un doppio comando sull in piedi. Ma direi non male.
In acqua dieci minuti di nuoto dietro al gommone. Come al solito la Mave ha dato un’occhiatina ad una grossa boa, ma anche qui direi che ha fatto un buon lavoro.
Il lavoro in acqua prevede il recupero di un figurante in difficoltà, posto a 30 metri da riva ed il recupero di un manichino, sempre posto a 30 metri da riva.
Il recupero del figurante mi è piaciuto molto. Sul manichino c’è stato un aggiustatina della presa, e a riva un doppio comando per fare il lascia.

Venti punti massimo per esercizio. Più venti punti a discrezione del giudice come impressioni generali. Direi che non è andata male, ma pensavo di aver fatto un po’ meglio: abbiamo chiuso con 87 punti su cento con la qualifica di eccellente al secondo posto.
Allora… A terra 18/20. Nuoto 19/20. Manichino 16/20. Figurante 17/20. Impressioni 17/20.

Se a terra ci può stare e forse nel nuoto mi sarei tolto un punto in più… Mi sembra un po’ basso il punteggio sul figurante, non ho capito dove ho perso i tre punti. Sul manichino accetto il voto, ogni giudice “vede” a modo suo. Dove io vedo un’aggiustatina può essere che venga considerato ha mollato e poi ripreso. Giusto.
Le impressioni generali solitamente vengono uniformate al punteggio più basso che viene preso.

Ma va bene così. Anche se per poco, si era ancora una volta il binomio più giovane in gara, la Mave non ha sofferto la nuotata, è partita e rientrata sempre al piede, bella presente e decisa. Sono molto contento!

La vittoria è andata Stephane Heno con il Terranova Potam con 92/100.
Al terzo posto un Hovawart condotto da Railey Laurence.
Bravissimi!

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