di DILETTA BETTACCINI – Capisci che l’argine del fiume è il posto preferito dalla tua bestiaccia per la passeggiatina serale, anche perché quando siete ancora a tre svolte dal parcheggio lei comincia a uggiolare in perfetto stile “cane ENPA” e sarebbe capace di catapultarsi fuori dal finestrino pure a 160 km/h.
Ogni giorno temi che qualche passante dal marciapiede ti scambi per una padrona degenere e ti corchi di botte appena scendi.

Però lei è felice. E tu sei felice che lei sia felice.

Quindi ogni sera ti armi di lunghina, giaccone, scarpe comode e sorriso. E via in macchina.
Poi arrivate e:
– Erba alta due metri e mezzo perché nessuno ci passa mai a dare una sistemata e mannaggiamé ho dimenticato il machete a casa!
– Appetibili carogne di tutti i tipi che se non hai occhi anche dietro la testa lei è capace di farsi antipasto, primo, secondo, dolce, caffè e ammazzacaffè.
– Insetti strani che ti planano in bocca con sconcertante semplicità (e quasi quasi hanno pure un saporino gustoso)
-NOPPORCAMISERIA KORA LASCIA STARE IL LEPROTTOOOooo

Ti improvvisi scalatrice perché la sua attività preferita è fare su e giù per la ripa, ma pure senza motivo eh. Basta che si sudi e ci si stanchi. Tanto. Possibilmente tantissimo.
Alla fine ti guardi intorno. Sono passate le otto ed è così buio che fatichi a distinguere la tua cagnotta nera da un cespuglio, giusto perché una si muove come se fosse posseduta e l’altro no. Ti pervade un vago senso di morte, immagini del film horror visto la sera precedente infestano la tua mente mentre lei e la sua lingua penzolante ti stanno felicemente trascinando dentro un canniccio.
Decidi che è troppo.

La inviti a risalire la ripa per tornare alla macchina, bestemmiandole contro perché non fa mai il cane da traino quando dovrebbe, e arrivi in cima con un entusiasta “CAMPIONI DEL MONDO, CAZZO!”.
Solo per trovarti davanti una coppietta che ti guarda con occhi sgranati, intimoriti. Dal cane o da te, è un dettaglio che preferisci non conoscere.
Te ne vai borbottando qualche scusa imbarazzata.

Però lei è felice. E tu sei felice che lei sia felice.
Anche col rischio che qualche volta vi ritrovino a mollo.
Ah, l’amour.

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