venerdì , 17 novembre 2017
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Un viaggio nel tempo per il brevetto di secondo grado SAT

di CLAUDIO CAZZANIGA – La macchina del tempo esiste… Lo giuro!
Per tornare indietro nel tempo, dovete andare a Calci, nei pressi di Pisa.
C’è un piccolo laghetto, un’oasi dove lavora il gruppo SIT (Scuola Italiana Terranova) e dove il “padrone di casa” è Marco Zaccagni.
Arrivando lì sabato mattina, mi è sembrato di fare un salto all’indietro di 20 anni.

Si badi bene che il mio vuole essere ed è un complimento.
Atmosfera conviviale, posto molto bello, tanta ombra per i cani, panchine a disposizione per il pubblico… Ma un posto fuori dal mondo.
Cani, come una volta, stazionati da una parte. Campo di lavoro a terra molto vicino all’acqua.
Gommoni protetti con le coperte… Vintage.
Il massimo che mi ha colpito però è stato il manichino. Vi mostro la foto, perchè a parole non renderebbe… una roba così non me la ricordavo, ma aveva un suo perché!

Perfetta l’organizzazione della gara. Una segreteria molto efficiente e veloce ha regolarizzato le iscrizioni. Tre i gommoni a disposizione. Ben visibili le boe di segnalazione distanze, molto funzionale il campo di lavoro a terra. BRAVI.
Più che una gara, devo dire che è una bella rimpatriata tra amici.

Giudice di gara, Francesca Vitelli per secondo/terzo/quarto grado e, all’esordio assoluto, Sara Di Giovanni per il primo grado.
Figurante Alberto Pasquetti, e qui apro una parentesi e faccio tanti applausi. Veramente la correttezza in persona. Ha la capacità più unica che rara di creare lo stesso scenario per tutti i cani. Se un cane sbaglia, lo prende male o qualcosa del genere, Lui rimane impassibile, si rimette in posizione e fa conclude l’esercizio. Bravo Alberto.
Ad onor del vero anche il sempre disponibile Giorgio Pettini si è messo la muta e, per un esercizio ha fatto il secondo figurante.

Giornata bella: a parte un po’ di nubi il mattino, il sole ha fatto capolino per tutto il giorno.

Il motivo per cui siamo stati a Calci, è per disputare il secondo grado del brevetto SAT.
Come detto tanti amici: Giorgio Seppia, nome storico del lavoro in acqua giudice CIT e responsabile del gruppo Glap di Pisa, Giancarlo Fontanelli, giudice SAT del gruppo Orsi del Tirreno, Gianluca Spina del soccorso nautico Trasimeno, Lucio Scarabino che sta costituendo un gruppo a Modena… Se siete della zona e siete interessati vi metto in contatto.

Abbiamo visto del buon lavoro in acqua ma – e qui riprendo le parole della giudice Vitelli –  il lavoro a terra è da rivedere.
E non dovrei nemmeno parlare visto che, la perla dell’inguardabile lo abbiamo offerto proprio io e la Mave!

Andiamo per ordine. Davvero tanti i binomi presenti, soprattutto per essere l’ultima sessione dell anno.
Undici primi gradi. Sei secondi. Un terzo e due quarti. Oltre al nostro Chesapeake abbiamo visto Terranova, Golden, Labrador, un pastore tedesco… e credo di non aver dimenticato nessuno.

Il menù di giornata prevedeva per noi, lavoro a terra con e senza guinzaglio; dieci minuti di nuoto dietro al gommone; recupero del manichino (non faccio altri commenti!); recupero di un figurante partendo da riva e di uno partendo dal gommone.

A bocce ferme, in uno dei tanti discorsi fatti in spiaggia, ci si è resi conto che forse forse il secondo grado è uno dei più completi e impegnativi che la SAT abbia messo insieme.

Il nostro lavoro a terra è stato tra l’inguardabile ed il vergognoso.
Quadrato 10×10. Due lati al guinzaglio. Poi alt/seduto/terra. Togliere il guinzaglio e ripartire fino al punto di partenza senza lo stesso. Mah, arrivati all alt/seduto/terra… la Mave è partita a tutta verso l’acqua, esibendosi in un tuffo che nemmeno la Cagnotto dei tempi migliori…. e ritorno da me. Mai successo in 23 anni di lavoro che un cane mi scappasse!

Sono andato verso la giudice Vitelli, l’ho salutata e mi sono diretto verso la mia auto.
Ero più deluso che arrabbiato… Ma forse neanche, ero proprio senza parole. A quel punto la giudice Vitelli e’ stata brava… mi ha parlato e mi ha (da regolamento) dato la possibilità di rifarlo. È andata meglio, ma insomma…

Siamo poi andati in acqua e la storia, fortunatamente è cambiata.
Bella la nuotata. Ottimo il tuffo è una seguita perfetta.
Siamo poi passati al manichino. Partenza fuori acqua, Arrivo nelle vicinanze del manichino e un’occhiata che sembrava dire… “Sei diverso dal solito, ma so cosa devo fare!”
Bene l’esercizio anche se c’è stata un po’ di sistemazione.

Ottimo i due recuperi di figurante.

Alla fine il tabellino riportava:
13/20 a terra
20/20 il nuoto
19/20 il manichino
20/20 figurante da riva
20/20 figurante dal gommone.
Totale 92/100, eccellente.
Terzo posto. Che per come si era messa…. È tantissima cosa.
Vittoria (super meritata!) per Gianluca Spina con 97/100, secondo posto per Marina Pitanti con 94/100.

Non posso, da cronista molto sui generis, non segnalare due bellissimi siparietti.

Il primo dell’amico Spina: sul richiamo del cane Lui lavora con il fischietto. Mentre il suo Nanuk andava come un treno (non ricordo se sul figurante o sull uomo), a Gianluca è “scappato” un fischio. Il cane ha preso il fischio come meglio non poteva, pareva telecomandato… e si è girato verso la riva. Gianluca ha dovuto rimandarlo e si è bruciato un punto… Spina zero – Nanuk 1!!!

Il secondo ha visto protagonista il boss, Marco Zaccagni.
Durante un esercizio del quarto grado, Marco era sul gommone e avrebbe dovuto prendere una cima portata dal cane. Nello svolgimento dell esercizio Marco si è sporto un po troppo dal gommone… Facendo un tuffo fragoroso. Risate da parte di tutti i presenti, ma Marco senza batter ciglio (ma ridendo pure lui di gusto!), si è rimesso subito al suo posto e ha ripreso il lavoro: Attendiamo sui social foto e video del accaduto!

Concludo con due veloci pensieri personali.
Inutile dire, ridire, stradire che che con il lavoro a terra non ci siamo. Nonostante tanti accorgimenti non riusciamo ad ingranare come si deve e si buttano via punti su punti…
Bene in acqua, sopratutto per il fatto che la cagna giovane non soffre il cambio di figuranti, i gommoni nuovi e tutto il resto. In particolare mi ha colpito per come ha risolto con il manichino “anomalo”. Lo ha studiato, capito e portato a casa.

È stata davvero una bella trasferta, mi sono divertito e trovato veramente bene. Grazie a tutti i ragazzi della SIT!

Un ringraziamento a Lucio Scarabino per le foto.

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