di DAVIDE BELTRAME – Per la serie “dubbi amletici di dubbia utilità”, vorrei condividere e soprattutto raccogliere i vostri pareri ed esperienze su una domanda che mi sono posto qualche giorno fa, ovvero come da titolo: dopo quanti cani possiamo pensare di aver davvero capito e “vissuto” le caratteristiche di una razza e di conseguenza parlarne con cognizione di causa?
A farmi nascere questa domanda, l’aver cercato su Google “Staffordshire Bull Terrier” e aver visto la descrizione riassuntiva che ne viene offerta:

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Chiunque ci legga da un po’ di tempo potrà ben capire che alla parola intelligente io abbia subito pensato a Bisturi.

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quindi abbia sgranato gli occhi e poi sia esploso in una fragorosa risata.

Però qualche istante dopo mi è venuto in mente Bolo, lo staffy che avevamo prima di Bisturi.
No, fermi tutti: anche lui era un tontolone, ma per quasi tutto il resto era molto diverso da Biba: giocherellone, impazziva soprattutto per i palloni (è stato capace di farsi avanti e indietro più volte un campo da calcio da 11 per inseguire un pallone, e lo avevamo fermato noi per evitare che si facesse esplodere il cuore, altrimenti avrebbe continuato) e le bottiglie, ha legato molto con gli altri animali di casa e in particolare con Ciro.
Insomma l’esatto contrario di Biba che ha come approccio con il resto del mondo animale “non c’è nessun altro qui” e ha il culo pesanterrimo.

Per carità, è normale che i cani siano diversi tra loro, anzi è un errore fin troppo comune quello di cercare una “copia” del cane che abbiamo avuto in precedenza… però la quantità di moto o quanto un cane giochi sono caratteristiche che si guardano molto spesso, pensiamo solo a quanto siano sconsigliati ad esempio cani come i Border Collie a persone poco attive o che comunque non abbiano tempo da dedicargli, e su questo le differenze viste tra Bolo e Biba sono enormi.
Per dire, se io avessi dovuto parlare dello staffy a un amico basandomi su Biba non lo avrei certo definito un cane attivo, al contrario basandomi su Bolo lo avrei definito un cane capace di giocare per 2 giorni filati.

Insomma, pur continuando a ritenere che l’aggettivo “intelligente” per lo staffy sia tutt’altro che appropriato (anche perchè su questo mi baso anche sulle testimonianze di amici che hanno Staffordshire Bull Terrier o che li allevano, quindi il campione è più ampio!), mi sono reso conto che la mia esperienza di vita vissuta con questo dipo di cane vanta due esperienze molto diverse tra loro su tanti aspetti.

E qui è nata la seconda parte della riflessione: molto spesso sui social vediamo chiedere consigli su questa o quella razza e spesso – giustamente! – si chiede di rispondere solo a chi ha appunto un soggetto della razza X o Y.
Ma quanto sarà realmente attendibile la sua testimonianza?
Tornando all’esempio di Bisturi, se avessi avuto solo lei come staffy in vita mia, di fronte alla domanda “ma com’è vivere con uno staffordshire bull terrier?” avrei dato una testimonianza assolutamente in buona fede parlando di un cane che bada principalmente a mangiare e dormire e che a volte devi convincere a uscire a far pipì… ma il destinatario dei miei consigli dandomi eventualmente retta e trovandosi molto probabilmente poi un cane supergiocherellone e casinista, mi avrebbe detto di tutto e di più!
Lo stesso esempio posso portarlo per i Rottweiler: Samba è un borderweiler, Medusa (che è la mamma di Samba) è totalmente l’opposto tant’è che spesso la chiamiamo “maxi Biba”, nella cucciolata di Samba (11 cuccioli) ci sono caratteri molto diversi tra loro, insomma potrei fornire descrizioni più o meno differenti di un rottweiler a seconda del cane che scegliessi di usare come “riferimento”.

Valeria in un suo articolo scriveva:

Personalmente, essendo da sempre innamoratissima del lavoro di Trumler, quando allevavo avevo tentato di imitarlo (in modo molto approssimativo, perché lui “osservava” e basta anche quando i suoi cani si scannavano, mentre io mi buttavo nella mischia urlando per dividerli: la freddezza scientifica non è mai stata il mio forte): per quasi dieci anni ho passato almeno due ore al giorno a prendere appunti su ciò che facevano i miei cani quando stavano in branco. Come ho già raccontato in altre occasioni, i miei appunti hanno poi fatto una triste fine (morti annegati durante un’alluvione) e quindi non ho mai scritto il libro che avevo in mente di trarne: ma SE fossi riuscita a scriverlo, probabilmente avrei scritto qualcosa di sensato e affidabile sul siberian husky, non sul “cane”. Perché in seguito, quando ho vissuto – per esempio – con un terrier di tipo bull, ho potuto verificare che moltissimi suoi comportamenti non rientravano neppure di striscio in quelli che avevo pensato di poter codificare osservando gli husky. E se oggi potessi fare lo stesso tipo di lavoro con altre due o tre razze diverse (o su altre cento), penso che troverei ulteriori discrepanze.

Penso che lo stesso ragionamento si possa “spostare” anche sulla singola razza: quanti di voi hanno avuto più cani di una stessa razza e hanno potuto notare differenze anche sostanziali?
Attenzione, non voglio dire che la razza non conti o non ci siano caratteristiche di base comuni a tutti i soggetti, ci mancherebbe! La riflessione è appunto quanto può volerci per poter dire di conoscere davvero a fondo una razza e poterla descrivere in maniera attendibile senza essere influenzati solo dalle proprie esperienze vissute magari con un singolo soggetto.
Del resto, se guardiamo gli Standard di razza, spesso si tengono abbastanza sul generico (soprattutto per quanto riguarda il carattere!), forse proprio perchè se provassero a essere più specifici, la quantità di soggetti che “smentirebbe” lo Standard sarebbe molto elevata.

Però il carattere è chiaramente una delle cose che più interessa l’aspirante proprietario, che proprio per questo cerca le testimonianze di “vita vissuta”… testimonianze che però rischiano di essere poco attendibili se basate solo su uno (o pochi) soggetti.

Concludendo, quindi: dopo quanti soggetti possiamo pensare di dare una descrizione davvero attendibile di una razza, se davvero possiamo pensare di farlo?
Voi cosa ne pensate?

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5 Commenti

  1. Io ho avuto sempre cani di razza diversa e nello scegliere una razza ricercavo la caratteristica “indipendente” -ovvero l’opposto del cane-cozza e poco incline alla guardia.
    Orientandomi opportunamente tra chow, levrieri e cani da caccia direi che ci ho sempre “preso in pieno” . Il carattere di un singolo cane può essere molto diverso, ma le grandi linee che si rifanno ad utilità antichissime : Guardiano-cacciatore-pastore direi che sono ragionevolmente probabili nella scelta di una razza più che un altra.

  2. Eh bella domanda. Io ho un mix volpino/jack russell. Ma sono a stretto contatto con 3 cani di razza: un pastore tedesco, un cocker spaniel inglese e un Setter Irlandese. Il pt é ub mammone, attivissimo che spesso mi ricorda un border collie con tanto di posa ipnotizzapecore, ma é anche collaborativo, rapido nell’apprendimento, cerca il contatto in modo discreto. La cocker é totalmente indisciplinata, testarda, ama correre ed esplorare, vuole fare quello che vuole lei, ottenere la sua attenzione é difficile, ama il contatto fisico. Il setter é un tontolone giocherellone e casinista, educato, affettuoso, ubbidiente e furbo. La proprietaria della madre dice che sua madre e sua sorella non sono come lui, dice che sono pigre, svogliate, pacate, preferiscono stare in casa piuttosto che uscire. I pastori tedeschi che ho incontrato prima di quello descritto sono cani calmi, amanti delle coccole, giocosi ma non dipendenti dal loro gioco preferito, quasi lenti rispetto al pt con cui sono in contatto io. La mia mix jack invece ha un carattere molto terrier mentre invece il jack russell della mia amica é la versione maschile di Bisturi quasi. Penso che per capire bene una razza ci sia bisogno di osservare almeno 6-7 soggetti di sesso ed età differenti, altrimenti non si avrà un quadro generale delle varie personalità possibili della razza

  3. Non esiste, a mio parere, una risposta. Le variabili sono talmente tante che anche all’interno della stessa razza, ferme restando le attitudini della razza stessa, le differenze possono essere enormi. I miei due rottweiler (femmina e maschio rispettivamente) provengono dallo stesso allevamento, ma hanno due caratteri completamente diversi.
    Nell’attività sportia con la femmina bisogna “spingere”, mentre col maschio bisogna “frenare”. Una ha un apprendimento più veloce, l’altro più lento.
    Lui è più prevedibile (se non gli va qualcosa lo capisci subito, ti sfida a viso aperto, quando accetta qualcosa stai sicuro che è assodato), lei è stronza (sembra sempre che vada tutto bene, viene a prendersi la coccola, si sottomette velocemente ma come ti distrai un attimo ti frega).
    Anche nelle abitudini quotidiane sono molto diversi: a Zeus l’acqua piace moto e ad Era no, neanche quando fa un caldo boia. Per Era il cibo è la risorsa più importante, mentre per Zeus il cibo a volte può attendere, salvo poi trovarsi il pasto spazzolato dalla betoniera di Era.
    Entrambi però sono molto socievoli, molto cozze, molto dormiglioni e molto protettivi quando serve.
    quindi mi dispiace Davide, ma non saprei come aiutarti se non dicendo che l’occhio del cucciolo dice molto. Ricorderò sempre lo sguardo di Zeus il giorno in cui l’ho portato a casa e la sua testardaggine a non voler essere sottomesso da Era che aveva già un anno. Nonostante si fosse trovato con collo e desta dentro le sue fauci, ancora tentava un appiglio per “morderla”. Poi col tempo ha capito che non c’è niente da fare: son sempre le donne che comandano

  4. Io dopo un certo numero di meticci, e quindi non posso dire nulla sul carattere, se non che tutti quanti sono stati sempre estremamente obbedienti, attaccati a tutti i componenti della famiglia, ma sopratutto a me, poi ho avuto l’esperienza con un collie, un cane strepitoso sia in fatto di bellezze che come carattere. Dopo la dipartita dell’ultimo cane dopo 16 anni di convivenza tranquilla, tranne per i peridi in cui c’era qualche femmina in calore nelle vicinanze, che allora non lo tenevi nemmeno a legarlo, ho voluto provare l’esperienza con un cane di razza. Dopo essermi documentata, avere scartato quelli che mi piacevano fisicamente, ma che per diverse ragioni non sarei poi stata in grado di gestire correttamente, la scelta è caduta sul samoiedo. Ero consapevole del carattere testardo che si attribuisce alla razza, ma tutti, proprio tutti, mi avevano assicurato che sono cani dolcissimi, molto coccoloni che si attaccano al loro umano e al loro branco…… ecco a me ne hanno rifilata una che è coccolona sì, ma soprattutto con gli estranei, stronzetta anzicheno, ti obbedisce solo se vede che hai qualche cosa in mano di commestibile, e che ti sfida ogni giorno per stabilire il ruolo nel branco. Quando ti guarda con gli occhi che io dico da lupo, diffidente, mi domando dov’è la dolcezza del samoiedo. Poi nel gruppo su FB sento e vedo cani dolcissimi…… mahhhhh!!!!!

  5. Be’, un cane non fa statistica. Chi ha o ha avuto un cane ben che vada conosce molto bene il proprio cane. Ma anche chi ha avuto cani per tutta la vita, uno alla volta, non fa statistica perche’ avra’ avuto “qualche cane”.

    Certo se il proprio cane e’ particolarmente rappresentativo delle caratteristiche che mediamente si riscontrano nella razza, si avra’ anche una buona conoscenza della razza ma cio’ non vuol dire che la propria conoscenza sia accresciuta da questo; e’ sempre la stessa – cioe’ quella del proprio cane – e casualmente coincide.

    Insomma, con buona pace del parere dell’amico, del vicino di casa, e dei propri contatti social, se non si ha a che fare on un allevatore navigato, bisogna farsene una ragione: ad andar bene ti potra’ raccontare com’e’ il proprio cane e la rispsta alla domanda credo sia:

    dopo un numero di cani abbastanza alto da poter avere un peso statisticamente misurabile ma sfortunatamente comunque e sempre troppo alto perche’ una persona che possa contare su una vita sola e non lo faccia di mestiere possa mai raggiungerlo.

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

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