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I cuccioli sequestrati senza documenti NON-SONO-DI-RAZZA

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di DAVIDE BELTRAME – Ennesimo episodio di sequestro di cuccioli provenienti dall’Est Europa, questa volta in provincia di Udine. Ne ha parlato il Messaggero Veneto e vorrei fare alcuni appunti, relativi non solo a questo articolo ma in generale alle frasi che accompagnano sempre la cronaca di questi episodi.

In questo caso le forze dell’ordine hanno trovato ben 65 cuccioli stipati nel bagagliaio di una Fiat Croma; riporto un paio di frasi dall’articolo:

Quando gli agenti della pattuglia della sottosezione della Polizia stradale di Amaro hanno fermato l’auto sospetta sull’autostrada A23, all’altezza di Carnia, non potevano immaginare quello che avrebbero trovato: 65 cuccioli di varie (e pregiate) razze canine. […] Non solo: una rapida verifica ha permesso di appurare che le bestiole erano tutte prive di chip, di documenti di accompagnamento e tutte non in regola con la prassi vaccinatoria.I cuccioli, come detto, sono tutti di razze particolarmente ricercate: bulldog francese, chihuahua, cocker e barboncino.

Ecco: varie e pregiate razze canine un enorme paio di ciufioli, diciamolo una buona volta!
I cuccioli provenienti dall’Est non hanno praticamente mai i documenti in regola, in questo caso a quanto pare non avevano alcun documento di accompagnamento ma anche le (rarissime) volte in cui li hanno, sono comunque valevoli quanto la carta straccia tanto i “simil-pedigree” che a volte gli vengono appioppati, quanto anche i libretti sanitari che accompagnano questi cuccioli (spesso banalissimi pezzi di carta con due righe scritte a mano…).
Questi cuccioli comunque a quanto dichiarato nell’articolo documenti non ne avevano e di conseguenza sono meticci, perchè ricordiamo che è definibile come “di razza” soltanto il cane provvisto di pedigree e quindi registrato all’ENCI.

C’è qualcosa di male nel fatto che siano meticci? Ovviamente no, anzi è il punto meno rilevante come vedremo tra poco, il problema nasce però nel fatto che questo continuo definire tali cuccioli “di razza” fa sì che ogni volta arrivi l’ondata di persone che – spinte sicurissimamente solo dal proprio buon cuore – si precipitano a volerne adottare uno (spesso pensando di proporsi commentando l’articolo su Facebook…).
La stessa “coda” di aspiranti adottanti però non c’è praticamente mai in nessun canile o per nessun appello sui social: sarà un caso, o sarà che molti sono attratti dal “cucciolo di razza gratis” (che però di razza non è manco di striscio) ? Ai posteri l’ardua sentenza.

Non sarebbe forse il caso di smetterla di far credere alla gente che si tratti di cuccioli di razza, quando al massimo FORSE ci somigliano vagamente, e soprattutto le caratteristiche caratteriali difficilmente corrisponderanno alla razza a cui “somigliano”?

Purtroppo la disinformazione fatta da questi articoli non finisce qui. Leggendo ieri l’articolo sul Messaggero Veneto ero quantomeno rimasto positivamente stupito dal fatto che non indicassero come “clienti” di questi traffici gli allevamenti. Manco tempo di stupirmi che nella revisione più recente è apparsa la frase

Un carico che (non necessariamente sul mercato nero, considerando la possibilità di un “riciclo” delle bestiole in allevamenti conniventi), soprattutto nel periodo che precede le festività natalizie, avrebbe potuto fruttare fino a 70 mila euro.

Consueta capocciata nei muri… chi rivende i cani dell’Est non va definito allevatore, va definito CAGNARO. Gli allevatori (seri) sono un altro pianeta e sarebbe ora che la si smettesse di alimentare la confusione tra le due figure buttando tutto nello stesso calderone.

Questi cuccioli normalmente finiscono nei negozi, o in molti annunci online nelle varie pagine di “cuccioli di tutte le razze”, come una volta finivano nelle fiere del cucciolo.
Che poi purtroppo ci siano tanti cagnari, e molti abbiano anche magari il “vestito buono”, è tristemente vero, ma se non vengono spiegate le differenze al “lettore medio” non si fa altro che alimentare l’ignoranza.

Una volta avrei potuto aver da ridire almeno sul prezzo, dato che 65 cuccioli a 70mila euro vorrebbe dire più di 1000 euro l’uno… ovvero in molti casi un prezzo di soggetto da allevamento serio.
Ora non me la sento pù di non considerare credibile questa cifra: fino a qualche tempo fa i cagnari e i trafficanti puntavano solo sul prezzo basso, ora si sono accorti che tanto trovano comunque chi ci casca anche vendendoglielo a prezzo più alto e ci sguazzano bellamente. E questo è anche colpa proprio di questi articoli che non spiegano minimamente le differenze e fanno credere che un cucciolo sequestrato da un traffico di questo tipo sia pari a un cucciolo di allevamento (e anzi che magari l’allevatore importi proprio questi cuccioli).

Ecco, lo ripetiamo per l’ennesima volta: NON SONO LA STESSA COSA. Ma nemmeno ci vanno vicino, sono proprio due rette parellele.
E non per una questione di “pedigree o meno”, come ho detto prima alla fine il non essere di razza è il problema minore, ma è tutto il contorno a essere drammatico perchè non c’è la minima selezione alle spalle, nè a livello caratteriale nè a livello di salute.
E parliamo di cuccioli che viaggiano senza vaccinazioni, senza aver fatto controlli sanitari, in pessime condizioni igieniche, stipati in gran numero in spazi minuscoli e in viaggi spesso molto lunghi: cosa pensate che possa comportare per la loro salute?

Se non lo sapete, rimando a due articoli in cui abbiamo raccontato la storia di qualche cucciolo dell’Est. E se cercate sul sito ne potete trovare altri.

Triste storia di un cucciolo dell’Est

Ennesima (triste) storia di un cucciolo dell’Est

Questo è quello che succede, questo è il rischio che si corre andando ad adottare di corsa un cucciolo proveniente da uno di questi sequestri pensando di fare l’affarone e accaparrarsi il cucciolo di razza a poco prezzo (pensando magari pure “non come quello scemo del mio amico cha ha speso 1200 euro in allevamento!”): avere un cucciolo malato che rischia di lasciarci dopo pochi giorni, o che dovremo fare i salti mortali per salvare, con tutto ciò che ne consegue a livello affettivo ed economico.

Questi cuccioli come sempre accade nei sequestri sono già stati accasati, a quanto viene scritto nell’articolo:

Una storia triste, ma capace di scatenare ancora una volta l’amore per gli animali dei friulani: già nel primo pomeriggio di ieri, infatti, praticamente tutti i cuccioli erano stati affidati a privati o volontari.

Permettetemi di dubitare sul fatto che si tratti di “amore per gli animali”. In molti casi sicuramente sì, ma solo se chi ha adottato uno di questi cuccioli era consapevole dei rischi a cui andava incontro. In tutti gli altri casi non è amore per gli animali, è ignoranza mista al credersi più furbi degli altri.

Il secondo aspetto non si può combattere molto, ma magari scrivendo informazioni corrette quando si parla di sequestri di cuccioli senza alcun documento si potrebbe almeno provare a constrare l’ignoranza invece di alimentarla.

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