di ERNESTO DE SANCTIS – Ora che abbiamo visto i meccanismi energetici che stanno alla base di ogni gesto atletico del nostro amico peloso, procediamo vedendo le varie accortezze necessarie a garantire buone prestazioni e livelli di salute ottimali.

Innanzi tutto vorrei sottolineare l’importanza di un buon riscaldamento.
Questa pratica è fondamentale e serve all’apparato cardiocircolatorio ad “attivarsi”, consente al cuore di cominciare ad aumentare il volume di sangue pompato e alle arterie di aprirsi per far passare più sangue per sostenere il lavoro.
I muscoli scheletrici si riempiono di sangue e la frizione generata dal movimento porta ad un incremento della temperatura, il muscolo quindi si scioglie e si rende pronto ad innalzare le performance.
Quanto riscaldamento fare? Se siamo in una stagione fredda e il cane è magari riposto nel trasportino è buona cosa dedicare più tempo, anche 20 minuti, passeggiando a ritmo veloce, e aumentando ancora negli ultimi minuti.
In una stagione più calda invece possono essere sufficienti anche solo 10 minuti, fatti sempre passeggiando a ritmo sostenuto.

Un’altra regola da osservare sempre è gareggiare a stomaco ed intestino vuoti, quindi non alimentare il cane prima della gara e provvedere a farlo svuotare prima di iniziare.
Al pari del riscaldamento anche il defaticamento è essenziale, è necessario riportare il corpo alle funzioni basali in maniera graduale senza brusche interruzioni.
Quindi alla fine di un allenamento impegnativo o di una gara è consigliato mettere il guinzaglio al cane e portarlo a passeggiare a passo normale per 15-20 minuti.
Questa operazione è importante anche ai fini dello smaltimento dell’acido lattico, in quanto evita che ristagni e il suo circolare consente una sua migliore captazione da parte del cuore e del fegato.

Un altro aspetto fondamentale di un cane atleta è il peso di lavoro.
Il cane a differenza dell’essere umano non possiede una capacità termoregolatrice efficace nell’abbassare la temperatura corporea.
Le ghiandole sudoripare sono posizionate solo nei polpastrelli (in realtà sono su tutto il corpo ma quelle atte alla sudorazione sono solo nei polpastrelli) ed è facile capire quanto sia poco efficace abbassare la temperatura corporea affidandosi esclusivamente a una zona così piccola.
Deve così affidarsi alla respirazione, aumentando gli atti respiratori il nostro amico a 4 zampe aumenta l’entrata di aria nei polmoni che a sua volta raffredda il sangue e di conseguenza l’organismo.

Il peso in tutto ciò gioca un ruolo fondamentale, un peso di lavoro troppo alto coinciderà con uno sforzo maggiore per il cane per muovere se stesso e più l’intensità sarà alta più lo sforzo sarà maggiore, l’attività causa SEMPRE un innalzamento della temperatura, e di conseguenza un cane più pesante si riscalderà troppo e troppo in fretta.
Un eccessivo aumento della temperatura può mandare il cane in default, generando cali di concentrazione, confusione, stop psico-fisico.

Trovare il giusto peso di lavoro è fondamentale e non così semplice, perché è necessario trovare l’equilibrio perfetto tra prestazioni, peso, valutazione dell’aumento di temperatura. Per arrivare al peso corretto bisogna ovviamente lavorare sulla massa grassa e sull’idratazione del cane, nonché tenere sempre in considerazione l’attività che il cane andrà a svolgere (sprint – resistenza) e il clima a cui si svolgerà la competizione (stagione fredda – stagione calda).

Questa rubrica è realizzata grazie al contributo di DogPerformance

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1 commento

  1. grazie, articolo utilissimo per contenuti e chiarezza di esposizione..finalmente so cosa si intende per “fare riscaldamento”

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Personal Trainer e Preparatore atletico (umano) con una grande passione per i cani, proprietario di american pitbull terrier e preparatore atletico del Working Pitbull Club italia e Griso club. Si occupa della preparazione sportiva di cani destinati ad attività atletiche e lavorative.