di VALERIA RAPEZZI –B.A.R.F. è un acronimo che ha 2 significati: Bones And Raw Food (ossa e cibo crudo) oppure Biologically Appropriated Raw Food (cibo crudo biologicamente appropriato).
Indipendentemente da quale delle 2 accezioni decidiamo di fare nostra, è chiaro che si tratta di un tipo di alimentazione a crudo.
In questa rubrica tratteremo di volta in volta i vari aspetti e concetti chiave per capire di cosa si tratta, quali sono pro e contro, a cosa fare attenzione nella scelta dei prodotti e tanto altro.

Ormai da un po’ di anni, anche in Italia si sente parlare di questo tipo di alimentazione, ma ci sono diversi punti poco chiari su questo tema.
Innanzitutto, chiariamo in breve cosa FA e NON FA parte di questo tipo di alimentazione, riservando approfondimenti specifici ai prossimi articoli:

– Ossa cotte e ossa completamente spolpate NON sono BARF.
Le ossa che si usano in questa dieta sono ossa polpose, coperte di carne e/o pelle, appartenenti a piccoli animali.
Non si usano ossa portanti (delle zampe) e nemmeno ossa di grossi animali.

– Carne cruda e pesce crudo: va usata carne cruda con alcune eccezioni (NO maiale e cinghiale crudo, per via della malattia di Aujeszky); la carne in alcuni casi va congelata per tempi più o meno lunghi, per via di alcuni parassiti che potrebbero essere presenti (es. trichinella nel cavallo e anisakis nel pesce).

– Organi e trippa verde: possono essere usati organi e trippa verde (trippa sporca, non lavata né sbiancata) di diverse specie animali, con percentuali adeguate.

– Frutta e verdura: l’ideale sarebbe usare frutta e verdura di stagione, frullate finemente in modo da rompere le fibre e rendere più assimilabili le vitamine e i principi nutritivi contenuti.

– Uova: possono essere date, in quantità dipendente dalla taglia dell’animale, crude, con o senza guscio.
I gusci possono essere utilizzati, dopo apposito trattamento (lavaggio, trattamento termico in forno e polverizzazione) come fonte di calcio.

– Olii: In molti casi potrebbe essere necessaria un’adeguata integrazione di Omega 3, utilizzando oli vegetali (es. olio di semi di lino) o animali (es. olio di pesce)

– Avanzi della tavola NON sono BARF

In alcuni casi, in base alle condizioni fisiche e la fasi di vita del singolo cane, possono essere necessarie integrazioni di altro tipo (nutraceutici, probiotici ecc)-

Ma, in pratica, cosa significa alimentare il proprio cane con dieta BARF? E perché farlo?

Alimentare il proprio cane con una dieta naturale, come quella in oggetto, significa prima di tutto poter formulare la dieta basandosi sulle esigenze del singolo soggetto, e anche sui suoi gusti!
Inoltre, cosa non meno importante, possiamo riprenderci la libertà e responsabilità di valutare le singole materie prime, diventando NOI coloro che prendono decisioni sull’alimentazione degli animali di cui ci occupiamo (cani e gatti), senza essere esageratamente vincolati a quello che ci impone il mercato o la pubblicità dell’azienda produttrice del mangime Y o Z.

Ultimamente sono fioriti i produttori e rivenditori di “pasti pronti BARF”, che confezionano mix composti da percentuali variabili (indicate in etichetta) di tutti gli elementi che dovrebbero comporre la dieta del nostro animale.
Questa è sicuramente una comodità, soprattutto perché siamo abituati ad usare alimenti pronti (umido o crocchette) che ci hanno tolto la voglia di ragionare su percentuali delle singole materie prime e di fare 2 calcoli prima di formulare una razione.

Siamo anche convinti di dover bilanciare il singolo pasto, perché così ci è stato detto negli ultimi 50 anni dalle case mangimistiche, ma pensiamoci bene: perché dovrebbe essere così strettamente necessario bilanciare al milligrammo ogni singolo pasto?
Lo facciamo anche per noi (con le dovute differenze di specie)?
La bellezza della dieta BARF è che, una volta capiti i concetti fondamentali, possiamo bilanciare i principi nutritivi variando le materie prime nell’arco di 7-10 giorni, in modo da non dover essere precisi al milligrammo in ogni singolo pasto.

Quindi, come possiamo calcolare le percentuali delle diverse materie prima da utilizzare?
Lo scopriremo assieme nel prossimo articolo, dove approfondiremo anche le diversità di pensiero tra le diverse “scuole” in ambito di alimentazione BARF.

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Laurea in Allevamento e Benessere Animale, conseguita nel 2007 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano. Ho approfondito l'argomento "alimentazione naturale", dedicandomi nello specifico all'alimentazione BARF negli ultimi 6 anni. Come istruttore cinofilo sono convinta che l'alimentazione abbia un grosso peso sul benessere e sul comportamento dei nostri cani. Un altro modo che utilizzo per lavorare per il benessere dei cani che seguo, è il TTouch. Sono diventata Practitioner 1 nel 2011 e nel 2016 ho conseguito la qualifica di Practitioner 2. Applico il TTouch in ambito di educazione, riabilitazione comportamentale e disabilità.

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