di KATYA CERVIO – Vorrei intraprendere insieme a tutti voi un piacevole ed interessante viaggio nel mondo poco conosciuto dell’alimentazione del cane ed in particolar modo della cucina casalinga, che in molti ancora identificano con la “cucina dell’avanzo” e di conseguenza con una nutrizione poco funzionale e di scarto.
Non vi consegnerò certezze e formule auliche che risolveranno tutti i vostri problemi di quantità, razionamenti, comportamenti ma attraverseremo insieme un magico mondo inesplorato fatto di dubbi, leggende metropolitane, falsi miti e verità universali, che ci porteranno a riflettere e a capire che il nostro cane è un individuo UNICO, non omologabile a dei numeri generali.

La domanda che sorge spontanea ora nelle vostre teste è:
“Perché dovrei cucinare per il mio cane, spendendo tempo e denaro, se l’industria mangimistica mi fornisce varie possibilità di alimentarlo in modo veloce, equilibrato e bilanciato?”
Iniziamo il nostro viaggio e vedrete che lungo la strada troveremo insieme molte risposte.
La cucina casalinga è etologicamente corretta per i nostri cani principalmente per un motivo semplice e poco calcolato nelle nostre comuni valutazioni: contiene naturalmente acqua, mentre le crocchette industriali, per potersi conservare nel tempo, non ne contengono se non in trascurabilissime quantità.
Sembra cosa di poco conto, ma invece è un punto fondamentale per il benessere psicofisico ed emotivo dei nostri amici a quattro zampe: il nostro Pianeta è costituito per il 70% di acqua (tanto che dovrebbe chiamarsi Acqua invece che Terra!), noi uomini siamo un 70/80% di acqua come il nostro cane e tutti gli esseri viventi.
Anche gli alimenti sono costituiti da una percentuale alta di acqua, dal 90% dell’anguria al 70-65% della carne, che li rende così più facilmente biodisponibili per la digestione dei nostri cani.

Considerate che un cibo crudo viene digerito dall’apparato gastrointestinale del cane in circa 3-5 ore, un cibo cotto in 5-8 ore mentre le crocchette industriali vengono smaltite in 15 ore circa.
Una differenza temporale notevole, vero? Il motivo è dato dal bisogno di reidratare all’interno dello stomaco il cibo industriale per poi digerirlo: avete mai notato quando il vostro cane rigurgita o vomita (vedremo nei prossimi articoli la differenza tra le due azioni), dopo molte ore dal pasto, che le crocchette sono in perfetta forma ma sembrano grosse il triplo? Sono passate molte ore dal pasto e il lavoro dell’apparato gastrointestinale è stato quello di reintegrare acqua invece che di digerire, un passaggio che con cibi naturali crudi e poco cotti non avviene: con le crocchette costringiamo lo stomaco a fare gli straordinari non pagati!
Su ogni sacco di mangime è indicato di mettere a disposizione abbondante acqua vicino al cibo: con il cambio di alimentazione tantissimi responsabili umani si stupiscono di quanta poca acqua bevono i propri cani.

“Sta male, che non beve più?” mi chiedono.
Non ne hanno più bisogno perché la preziosa acqua, fonte di vita, la trovano già nella ciotola del cibo.
Un altro vantaggio del cibo casalingo è che il cane ridurrà la quantità di feci e di urina, migliorandone anche l’odore: come è possibile questo miracolo?
Nel cibo industriale è presente uno zavorrante, solitamente fibre di barbabietole, che ha la funzionalità di aumentare la quantità fisica del pasto, perché il cane ha un concetto di quantità ben chiaro nella sua testa. Lo zavorrante non venendo digerito, viaggia lungo tutto l’intestino facendo un tour gratuito e viene espulso come scarto nelle feci. Il cibo casalingo, costituito come abbiamo visto per la maggior parte da acqua e da preziosi nutrienti, viene digerito quasi totalmente, crea poco scarto, riducendo così sia la necessità delle uscite per espletare i bisogni fisiologici che la quantità degli stessi.
L’odore acre delle urine del cane, invece è dato dal sovradosaggio delle vitamine idrosolubili presenti nel cibo industriale: essendo sostanze deperibili nel tempo, ne vengono immesse quantità maggiori, visto che il cane non le accumula, come invece accade per quelle liposolubili, ma le smaltisce quotidianamente facendo pipì.
Quando ancora avevo i miei due levrieri irlandesi, che insieme pesavano circa 160 chili ed erano ingombranti quanto un’Ape car, la gente mi chiedeva, ridacchiando, se giravo con i sacchetti del supermercato per raccogliere le loro feci: mangiando casalingo potevo sfoderare dei sacchettini minimali per raccogliere le loro deiezioni e godermi la faccia incredula degli altri proprietari!
Per ora vi lascio meditare su queste poche e semplici informazioni e vi anticipo che nel prossimo articolo parleremo del perché la cucina casalinga crea benessere psicofisico ed emozionale nel cane.

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Educatrice cinofila Operatrice in zooantropologia assistenziale Presidente e fondatrice dell’associazione culturale Cino_Cibo Blogger di Cucinacasalingapercani.it Laurenda in Psicologia con indirizzo psicosociale Autrice dei libri “Manuale di alimentazione naturale per il tuo cane. Per conoscerlo e farlo stare bene attraverso il cibo” Ed. Gribaudo “Ricette a sei zampe. Piatti sani e appetitosi per cani, gatti e umani.” Ed. Giunti

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