di VALERIA RAPEZZI – Esistono diverse scuole di pensiero all’interno di quella che viene definita genericamente dieta B.A.R.F., esse differiscono per quanto riguarda la percentuale consigliata di alcune materie prime (es. ossa polpose, verdura e frutta).
In particolare, la percentuale di ossa polpose (OP) varia da un 10% a un 60%, anche in base a cosa si considera come OP.
Pensando ad esempio a un collo di pollo, esso contiene una quantità di osso maggior rispetto alla quantità di carne.
Viceversa, una quaglia contiene una quantità di carne maggiore rispetto alla quantità di ossa.
Pertanto, se usiamo prevalentemente OP con tanta carne, e le calcoliamo come sole OP, avremo per forza una percentuale di OP maggiore rispetto a chi usa OP con meno carne.

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Altro fattore che influenza la percentuale di OP è il “comportamento digestivo” del singolo cane, oltre al suo fabbisogno di calcio e altri minerali contenuti nelle ossa, in funzione della fase di vita.
Esiste una suddivisione ulteriore tra “scuole di pensiero”, quella tra chi sposa il “prey model” e chi parla di BARF.

Nel primo caso, chi segue questa scuola di pensiero cerca di ricostruire nella ciotola una preda intera. Pertanto cercherà di ricreare le seguenti percentuali:
– 80-85% Carne senza osso (CSO)
– 10-15% OP
– 5-10% organi e frattaglie

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Da questo tipo di dieta sono esclusi:
– Frutta e verdura
– Latticini
– Eccessiva integrazione

L’altra versione, ovvero la dieta BARF, è basata sul concetto che il cane è sì un carnivoro, ma anche onnivoro opportunista, pertanto in questo stile alimentare sono inseriti i seguenti elementi:
– CSO
– OP
– Organi e frattaglie
– Frutta e verdura
– Saltuariamente latticini
– Integratori

Le percentuali, in questo tipo di dieta, sono molto più elastiche ma indicativamente le linee guida sono le seguenti:
– 70% CSO
– 10% OP
– 10% organi (di cui la metà è costituita da fegato)
– 10% frutta, verdura e/o latticini

La regola aurea, ad ogni modo, è la personalizzazione della dieta sul singolo soggetto, che permette di modulare le diverse percentuali in base alle esigenze e alle risposte dell’organismo (modalità di digestione delle diverse materie prime, esigenze nutrizionali variabili in base a stato di salute, attività fisica e stile di vita e così via).
Il punto chiave è la tipologia delle materie prime che vengono usate.

Se si scelgono materie prime singole, ogni proprietario potrà modulare la dieta in funzione del singolo soggetto, modificandola sul medio e lungo periodo, se necessario.
Un’alternativa è data dai mix pronti presenti in commercio. Questi possono essere un punto di partenza, o un supporto in alcune circostanze, ma consentono meno elasticità nella personalizzazione della dieta, pertanto potrebbero non andare ugualmente bene per 2 soggetti differenti (anche se fossero della stessa razza, sesso ed età).
Personalmente preferisco scegliere materie prime singole, il meno lavorate possibile (pezzi interi al posto di macinati), in modo da poter effettivamente valutare anche a vista la reale qualità di quello che metto nella ciotola dei miei cani, e poter modificare al volo la composizione delle loro ciotole se necessario.

Nei prossimi articoli vedremo più nel dettaglio cosa si intende per Carne senza osso (CSO), Ossa polpose (OP), organi e frattaglie.
Vedremo assieme anche come scegliere la frutta e la verdura e come prepararla per renderla più assimilabile dai nostri carnivori domestici.

Le foto con le ciotole personalizzate sono tratte tratte dal gruppo Facebook “BARF&C”.
Il bull terrier ritratto nella prima foto è Trullo, e sta cercando casa! Se siete interessati ad adottarlo – o conoscete qualcuno che potrebbe esserlo – potete contattare Daniela Puiatti, 347-6479723.

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3 Commenti

  1. Bene. Abbiamo una PMA di 14 mesi. Siamo passati alla BARF da circa due settimane, dopo un periodo di pasticci alimentari e conseguenti diarree. Siamo stati favoriti dal fatto che da cucciola è stata svezzata dall’allevatore a pollo crudo, e che noi le abbiamo mantenuto la sana abitudine di masticare ali di pollo. Abbiamo però preferito ricorrere all’aiuto di una nutrizionista per evitare di fare pasticci. Empiricamente possiamo dire che mangia con molto gusto, sono migliorate le feci (ora in minor quantità e poco puzzolenti), ha rimesso su il peso che aveva perso tra gennaio e febbraio… quindi tutto bene.
    Unico appunto: parlare di “scuole” (di pensiero) non consente in realtà di valutare con adeguata razionalità la bontà di affermazioni che vengono a basarsi su un credo di parte, definito a priori, cosa che assomiglia più a una fede, a un tifo calcistico che a una seria determinazione scientifica.
    Un esempio per tutti: perché si dovrebbe fare il digiuno settimanale (calma! Le motivazioni addotte le conosco, quello che vorrei trovare sono dei seri studi comparativi che diano ragione a quella regola che altrimenti resta solo…un parere). E come per il digiuno, così anche per tutti gli altri aspetti della questione. Insomma, fuori le prove!

    • in ogni puntata della serie verrà sviscerato un argomento specifico. I primi 2 articoli sono un’introduzione generale, un primo approccio per chi non conosce questo tipo di alimentazione, senza assolutamente cercare di fare “proselitismo” verso una visione o un’altra della questione (almeno, ci provo).

      Man mano che entreremo nel vivo dell’argomento specificherò meglio i vari aspetti, trattandoli uno alla volta.

      Però si tratta comunque di articoli divulgativi, non di articoli scientifici o “manuali di istruzioni del fai da te”. Perchè, almeno in alcuni casi, è fondamentale rivolgersi a un professionista che valuti il caso specifico e ci dia quantomeno una traccia da seguire con quel singolo cane

  2. Il mio meticcio di quasi 6 anni ed 11 kg ha iniziato da un giorno, e questi articoli cadono proprio nel momento giusto, la veterinaria ci ha iniziato a dare le indicazioni e le dosi per il passaggio, tra una settimana inseriremo il cuore e tra una ventina di giorni valuterà il tutto, per ora non abbiamo parlato della gestione ossa o pezzi di carne perche’ vuole che il passaggio sia più graduale possibile. Siamo arrivati alla barf perche’ abbiamo riscontrato problemi digestivi che si trasformavano in crisi convulsive.

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Laurea in Allevamento e Benessere Animale, conseguita nel 2007 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano. Ho approfondito l'argomento "alimentazione naturale", dedicandomi nello specifico all'alimentazione BARF negli ultimi 6 anni. Come istruttore cinofilo sono convinta che l'alimentazione abbia un grosso peso sul benessere e sul comportamento dei nostri cani. Un altro modo che utilizzo per lavorare per il benessere dei cani che seguo, è il TTouch. Sono diventata Practitioner 1 nel 2011 e nel 2016 ho conseguito la qualifica di Practitioner 2. Applico il TTouch in ambito di educazione, riabilitazione comportamentale e disabilità.

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