di KATYA CERVIO – Eccoci al nostro terzo incontro del viaggio nell’alimentazione casalinga per cane, oggi vorrei portarvi sul sentiero della calma e dell’appagamento del cane.
Avete mai visto i vostri amici a quattro zampe masticare con calma e gusto le crocchette?
Qualche cane lo fa per un retaggio ancestrale o perché ha un carattere molto calmo e riflessivo, ma sono veramente pochi.
Del resto, noi mastichiamo il riso? Sommariamente, e alcuni non lo fanno proprio perché non è necessario dover masticare cibo di piccola pezzatura per riuscire ad ingurgitarlo.

Purtroppo, troppo spesso, nella nostra società iperveloce abbiamo tempi molto ristretti per poterci alimentare, per cui ci dimentichiamo anche di masticare.
Il cane se non si trova costretto, non mastica; a volte anche per loro la causa è data da una mancanza di tempo: insegnamenti cinofili sedimentati nella nostra cultura ci indicano che per mantenere il controllo sul cane, dobbiamo concedergli la ciotola a disposizione per soli 10/15 minuti. Il cane si è abituato, anche quando è domestico, a mangiare velocemente. Dobbiamo ricordarci, sempre, quando applichiamo dei modelli cinofili che in primo piano ci deve essere sempre l’INDIVIDUO cane che vive con noi: la variabilità di possibilità di applicazione passa su un continuum che parte da un cane che ha necessità di mangiare molto velocemente, per uno stato emotivo particolare, ad uno che richiede più tempo e magari anche una ciotola sempre a disposizione o ripresentata per più volte al giorno.

I CANI HANNO BISOGNI ED ESIGENZE INDIVIDUALI E PARTICOLARI in base al loro carattere ed alla loro emozionalità.
Dehasse afferma, in un suo libro, che masticare è un bisogno etologico del cane, dovremmo, secondo l’autore, permettergli di masticare almeno 3 ore al giorno, per poter scaricare tensioni e/o emozioni forti accumulate. Ecco, tre ore mi sembrano anche troppe, ma almeno una media di 30 minuti al giorno dovrebbe diventare una regola, magari evitando palline da tennis, bastoni e sassi che sono pericolosi e deleteri per i denti.
Il cibo naturale masticato procura appagamento: i gusti, le consistenze diverse, gli odori sprigionati: pensate quanto defraudiamo il cane dando giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno, lo stesso cibo, uguale in ogni sua forma e sapore.
Ogni tanto mi scrive qualche lettore della mia pagina Facebook o del blog e mi chiede. “Il mio cane mangia industriale da 12 anni, sempre la stessa marca, pensi che possa iniziare con la cucina casalinga?”
Assolutamente , in modo razionalmente costruito, iniziando con pochissimi alimenti, aumentando poi il panorama gradualmente, ma diamo la possibilità al cane di GUSTARSI la vita.

Ricordiamoci che la cucina casalinga veicola una relazione intima nel binomio uomo-cane, proprio quando il cane diventa anziano e non riesce più, come da giovane-adulto, a svolgere tutte le interessanti attività che conduceva insieme a noi. Anche negli ultimi anni della sua vita, può invece condividere i tanti momenti ricchi di atmosfera emotiva che arricchisce la preparazione della ciotola. Il cane ha intrapreso, più di 15000 anni fa, a camminare insieme a noi perché cacciavamo insieme: il nostro rapporto è iniziato con una stretta collaborazione e condivisione di momenti di predazione e consumazione della preda.
Impensabile in questa modernità riproporre quotidianamente questa attività, che però possiamo nobilitare con la preparazione della ciotola. Insieme possiamo procedere alla preparazione.
Il cane non vi lascerà mai da soli in cucina, perché dai vostri comportamenti ed atteggiamenti sa sempre capire quando è l’ora X.

La somministrazione del cibo è anche un momento intimo importantissimo, perché permette al cane di capire quanto lo conoscete, rendendovi autorevole ai suoi occhi. Il poter e dover imparare i bisogni individuali del nostro cane, attraverso quello che ci comunica nel momento della preparazione, somministrazione e consumazione del pasto, è una parte considerevole di conoscenza che rende una relazione funzionale: quanto e cosa deve mangiare, quante volte, dove affinché mangi sereno, con chi e in quale momento proporre, come e in che modo (ciotola rialzata o ciotola modificata in base ai comportamenti alimentari), sono solo alcune delle osservazioni che dobbiamo fare. Quali sono i cibi che gradisce maggiormente? Preferisce un pasto tiepido, a temperatura ambiente o freddo? Quali sono gli alimenti più funzionali per il suo benessere psicofisico?
Mangia più volentieri in compagnia dei suoi conspecifici o preferisce mangiare da solo isolato perché patisce la competitività?
Avere tutte queste risposte ci rende più autorevoli, coscienti e conoscitori di quello che è più adeguato e funzionale per il nostro amico a quattro zampe.

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