di VALERIA RAPEZZI – Addentriamoci nell’analisi dei diversi elementi che compongono il menu di un cane barfista.
Il primo “ingrediente” che vorrei analizzare assieme a voi sono le ossa polpose (OP), che devono essere ossa ben ricoperte di carne e tessuti connettivi.
Devono essere abbastanza morbide, in funzione anche della tipologia di cane (o gatto) che le deve mangiare, della sua abitudine a mangiarle e dalla sua modalità di masticazione. Per animali che tendono ad ingoiare senza masticare, è meglio usare OP di dimensioni maggiori, in modo che si abituino a masticarle.
Ricordo nuovamente che le ossa vanno date esclusivamente crude.

Le OP vengono inserite nella dieta BARF per il loro apporto di calcio e minerali, oltre che per soddisfare il fabbisogno di masticare, proprio di ogni carnivoro.
Per cani con problematiche di salute o digestive, è possibile utilizzare OP macinate, oppure sostituire questo alimento con gusci d’uovo e/o integratori appositi (es. farina d’ossa).
A seconda della taglia, possiamo scegliere tipologie di ossa differenti.
Per i gatti e i cani di taglia piccola sono maggiormente indicate, tra le OP più comunemente reperibili:

– Quaglia intera
– Ali di pollo
– Colli di pollo

Per i cani di taglia media, in aggiunta alle ossa precedenti, possiamo utilizzare anche:

– Schiena di pollo
– Colli anatra
– Quarti di pollo
– Ali anatra
– Anteriori di coniglio (torace + arti anteriori)

Per i cani di taglia grande e gigante dobbiamo usare OP di dimensioni maggior, per promuovere la masticazione ed evitare i rischi di soffocamento.
Sceglieremo, ad esempio:

– Coniglio come preda intera
– Collo di tacchino
– Testa di agnello
– Costolette di agnello (almeno 4-5 pezzi attaccati tra loto, NON pezzi singoli)
– Pollo (mezzo/intero, anche in base alla dimensione del pollo)

Come somministrare le ossa polpose?

E’ bene non iniziare subito la dieta BARF con le OP; inizieremo con un primo periodo di sola carne, per abituare il cane a digerire alimenti crudi (soprattutto se il passaggio a dieta BARF non avviene in fase di svezzamento, ma in un’altra fase della vita del cane).
La quantità di OP, come già accennato, varia da un 15% a anche un 70%, a seconda del tipo di OP preso in considerazione e delle esigenze nutrizionali del cane/gatto per cui si formula la dieta.

Le prime OP ad essere somministrate, indipendentemente dalla taglia del cane, dovranno essere quelle più morbide (quaglia, colli e ali di pollo, colli di tacchino femmina ecc) aumentando via via la consistenza delle ossa, parallelamente alle abilità masticatorie e all’adattamento digestivo. Per i cani di taglia grande/gigante possiamo partire da schiene di pollo e/o ali di pollo non separate (chiamate anche “pipistrelli” di pollo).
In un secondo momento, se la digestione di questo tipo di OP è corretta, e le feci sono della corretta consistenza e colore, potremo passare a OP più consistenti.
Se le feci sono gessose e si sgretolano, vuol dire che la quantità di ossa è esagerata, se contengono schegge di ossa vuol dire che queste non vengono masticate sufficientemente e/o sono troppo dure.

Esempi di ossa da poter usare in una seconda fase sono: anatra, oca, faraona, anteriore di coniglio e testa di salmone.
Se anche questo tipo di ossa viene digerito correttamente, possiamo passare ad ossa più impegnative, quali: cosce di pollo, posteriore di coniglio, testa di coniglio, costine di agnello da latte (almeno 4-5 unite assieme e mai singole).
Infine, se abbiamo un cane che mastica e digerisce correttamente tutte le tipologie di ossa precedenti, possiamo passare a ossa ancora più dure come la testa e il collo di agnello, oppure costole di animali giovani e giovanissimi.

Le ossa portanti di grossi animali (ad esempio il classico ginocchio bovino) non sono MAI da considerarsi come OP da inserire nella dieta.
In alcuni casi possono essere date come ossa ricreative, ma vanno lasciate a disposizione del cane solo se si limita a spolparle e al massimo rosicchiare le cartilagini, e tolte se/quando arriva ad intaccare l’osso. Per la loro composizione e densità, infatti, se lasciate a disposizione di un cane che tende ad ingerirle integralmente, potrebbero portare a diversi problemi di salute: rottura di denti, fecalomi e/o ostruzioni intestinali.

Come per qualsiasi elemento della dieta BARF, è bene osservare il comportamento e il tipo di digestione del proprio cane, per personalizzare il più possibile l’alimentazione.
Nella prossima puntata analizzeremo le diverse possibilità per quanto riguarda la carne senza ossa.

Le foto con il confronto tra ossa polpose e ossa non polpose sono tratte dal gruppo “Barf & Co”

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Laurea in Allevamento e Benessere Animale, conseguita nel 2007 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano. Ho approfondito l'argomento "alimentazione naturale", dedicandomi nello specifico all'alimentazione BARF negli ultimi 6 anni. Come istruttore cinofilo sono convinta che l'alimentazione abbia un grosso peso sul benessere e sul comportamento dei nostri cani. Un altro modo che utilizzo per lavorare per il benessere dei cani che seguo, è il TTouch. Sono diventata Practitioner 1 nel 2011 e nel 2016 ho conseguito la qualifica di Practitioner 2. Applico il TTouch in ambito di educazione, riabilitazione comportamentale e disabilità.

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