di LAURA CIBECA – Nello scorso articolo abbiamo parlato delle caratteristiche che dovrebbe avere un cane coinvolto negli IAA ed una delle più importanti è sicuramente la naturale socievolezza verso l’uomo.
E’ chiaro che una simile caratteristica non potrà mai essere frutto di educazione e tantomeno di addestramento ma quando abbiamo soggetti che con tali propensioni possiamo sicuramente potenziarli.

L’educazione è fondamentale nel cucciolo fin da subito.
Il cucciolo dovrebbe venire in contatto con tutto quello che fa parte della nostra vita: ambienti aperti e chiusi, persone di ogni tipo, mezzi pubblici, auto e così via. Tutto ciò deve essere fatto rispettando i tempi di crescita fisica ed emotiva del soggetto. Coinvolgere il cane nelle nostre attività quotidiane tenendo conto sempre delle sue necessità. Personalmente ritengo che l’educazione del cane inizi fin da subito a casa. Un cucciolo inserito subito in un contesto familiare ricco di stimoli e attività ne farà sicuramente un adulto equilibrato e affidabile.
Includere il cane nella nostra vita non significa però calpestare le sue necessità e la sua indole. Ricordiamoci sempre che stiamo parlando di soggetti con caratteristiche proprie che vanno sempre considerate. Ci sono situazioni dove, secondo me, il cane non dovrebbe essere messo: tipo portarlo all’interno di situazioni troppo affollate (fiere, feste paesane in ambienti piccoli con troppe persone) o essere manipolato in maniera brutale da tanta gente estranea. Tutti noi sappiamo che un cucciolo scatena nella maggior parte della gente l’istinto ad accarezzarlo, se non prenderlo in braccio, in maniera scorretta, questo può portare il cucciolo, con il tempo, ad avere paura di essere toccato.

Socializzare un cucciolo non significa sovraccaricarlo di stimoli e attenzioni. Tutto deve essere fatto rispettando dei tempi ben precisi.
Abbiamo parlato nello scorso articolo che i cani che faranno progetti di IAA vengono coinvolti intorno ai due anni di età, questo proprio per dare il tempo al cane di crescere secondo i suoi ritmi. Niente deve essere forzato.
Nel cucciolone poi si inizieranno ad inserire i comandi di base, sempre in maniera giocosa e sfruttando le opportunità della vita quotidiana. Quando il cane vive in una famiglia numerosa, è molto positivo che tutti collaborino alla crescita dell’animale e contribuiscano alla sua educazione, questo permette al cane di abituarsi a ricevere attenzioni e anche qualche comando di base da più soggetti e non da una sola persona.

In famiglia, di solito, c’è sempre un membro che si occupa di più degli altri del cane e quindi sarà per questo il suo punto di riferimento, ma è importante che il cane non diventi “esclusivo”. Ricordiamoci sempre che un ottimo collaboratore negli IAA deve avere sempre la voglia di interagire con gli altri, deve avere una mente aperta e collaborativa.
Accanto all’educazione e alle attività della vita quotidiana si possono inserire nel cane che sta crescendo degli elementi di addestramento.
Un cane deve essere sempre, in caso di pericolo o incidente per esempio durante una seduta di IAA, sotto controllo del proprietario.

Mi è capitato, qualche anno fa, durante una seduta che due utenti, non coinvolti nel progetto ma con problemi psichiatrici molto importanti, si siano messi a litigare così violentemente da colpirsi a vicenda, ed è stato necessario per me e Kalì interrompere immediatamente la seduta e “scappare” dalla stanza. In quel momento ho messo al “piede” Kalì e l’ho avuta tutto il tempo che abbiamo impiegato ad uscire attaccata alla mia gamba.

E’ assai importante che un cane coinvolto negli IAA abbia anche delle basi di addestramento. Non volte ad ottenere chissà quale risultato in gare o sport ma con l’obiettivo di avere un cane che in qualsiasi momento di pericolo risponda al proprio conduttore in maniera pronta senza “ma” e senza “se”.
Vorrei aprire una parentesi su questo aspetto. Ci sono molti modi per insegnare ad un cane i comandi di base: seduto, terra, resta, condotta a guinzaglio e così via… ma qualunque metodo venga utilizzato non può prescindere dal rapporto che deve esserci tra cane e conduttore. Il cane non è una macchina e per quanto io possa insistere nell’insegnargli certi comandi, non potrò mai essere certa che nel momento del bisogno il cane li eseguirà prontamente se non c’è rispetto e collaborazione.

Per esperienza ho visto cani venire da anni di addestramenti di tutti i tipi che in momenti di forte stress, per svariati motivi, durante una seduta, andare completamente “in palla”, non rispondendo a richiami del conduttore, a stimoli come il cibo o giochi. Diventare totalmente “sordi”.
Questo purtroppo accade quando tutto il lavoro è basato solo su stimolo-risposta, quando ci si attacca solo al cibo o alle maniere forti.
Il cane dovrebbe sempre essere parte della vita del suo compagno umano e anche nei momenti di lavoro in un campo di addestramento dovrebbe essere basato tutto sulla complicità. La parola chiave di tutto è equilibrio.

Per riepilogare: il cucciolo dovrebbe essere subito parte della vita della famiglia e introdurre i principi di educazione rispettando i suoi tempi di crescita. Successivamente l’addestramento dovrebbe avere come obiettivo quello di fissare nel cane determinati comandi in maniera da avere sempre il cane pronto ad ascoltarci e in caso di “incidenti” salvaguardare lui e noi. L’addestramento dovrebbe potenziare e “tirar fuori” le caratteristiche positive di quel soggetto e non essere mai, solo, un percorso di “controllo” e chiusura del cane.
Nei progetti di IAA un cane troppo addestrato o un cane, viceversa, senza regole non solo non sarà positivo per gli altri, ma addirittura potrebbe diventare un rischio.

DAL NOSTRO PET SHOP...

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Nata a Perugia il 25 Marzo 1975 ha iniziato fin da piccola ha frequentare i campi di addestramento per cani. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione, frequenta un corso per operatori di pet therapy e certifica con la Delta Society l’american staffordshire terrier “Artù” che per 3 anni sarà il suo socio in tutti i progetti di pet therapy in Umbria. Successivamente frequenta il Master per coordinatore e conduttore di progetti di Attività e Terapie Assistite con l’Ausilio di Animali presso le facoltà di Veterinaria e Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia. Dal 2005 ad oggi ha elaborato e realizzato numerosi progetti di IAA in diversi contesti: residenze protette per anziani, centri diurni per malati di Alzheimer, centri diurni per ragazzi con sindrome autistica, scuole, asili e dal 2013 è presente con il Pastore Australiano “Kalì” presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Attualmente è Istruttore Cinofilo APNEC e CSEN, Delegato Regionale APNOCS (Associazione Nazionale Professionale Operatori Cinofili per scopi Sociali). Coadiutore del cane, Responsabile e Referente di Intervento in Educazione Assistita con gli Animali (idonea presso il Ministero della Salute – Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie). Presidente dal 2013 dell’ASD Speed Dog Perugia. Ha scritto diversi articoli sulla pet therapy e sul rapporto bambini – cani, due libri ed è docente in diversi corsi per coadiutore del cane. Fermamente convinta che l’educatore cinofilo debba essere innanzitutto un aiuto e un supporto per ritrovare e/o rafforzare il rapporto tra il cane e il proprio compagno umano. La vita con un amico a quattro zampe è un arricchimento per tutti.

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