di LAURA CIBECA – L’affiatamento tra cane e conduttore è alla base di tutte le attività cinofile (agonistiche e non) e spesso ne determina la qualità delle prestazioni.
Negli IAA non si parla di prestazioni ma di risultati in termini di obiettivi raggiunti in quel singolo progetto e anche questi sono spesso determinati dalla qualità del rapporto tra il cane e il suo conduttore.
Il coadiutore deve poter fidarsi sempre del proprio socio a 4zampe, così come il cane deve sentirsi sempre a suo agio con il compagno umano. Per arrivare ad un’intesa perfetta si pongono le basi sin da quando il cucciolo entra in casa. La socializzazione e l’educazione devono essere sempre fatte in maniera divertente e positiva, rispettando i tempi della crescita del cane e soprattutto di quel particolare soggetto.
E’ fondamentale che il conduttore osservi e comprenda il proprio cane in tutte le situazioni possibili e che ne conosca i lati positivi e negativi.
Una delle regole fondamentali è sicuramente quella di non mettere mai il cane in una situazione, per lui, stressante o non adeguata alle sue caratteristiche. Per esempio se abbiamo un soggetto di struttura fisica molto grande non dovremmo mai metterlo a lavorare in un ambiente troppo stretto e con troppi utenti.

Oppure un cane particolarmente vivace e amante del gioco fisico potrebbe non essere adatto ad un progetto con bambini piccoli. Il conduttore saprà sempre dove e con chi è meglio inserire il proprio cane.
Intesa significa conoscenza, affetto e rispetto.
Negli IAA abbiamo già detto che alla base di un intervento, oltre alla progettazione, c’è la relazione che si instaura tra utente e animale. Il cane potrà trasmettere serenità, allegria, sicurezza, affetto e fiducia solo se verrà messo nelle migliori condizioni possibili per interagire con l’utente.
La scelta da parte del coadiutore dell’animale da inserire in un determinato progetto è fondamentale per la riuscita. Ed egli può scegliere bene solo se conosce in maniera approfondita e senza preconcetti il proprio animale.

Uno dei problemi più grandi che deve saper gestire il conduttore è l’aspettativa, a volte, troppo alta o non realistica, che proietta sul proprio cane. Il fatto che una persona voglia dedicarsi agli IAA e quindi decida di prendere un cane per fare ciò, non significa che poi l’animale al 100% andrà bene. I cani vengono inseriti nei progetti intorno ai 24 mesi di età, proprio perché devono aver completato la crescita fisica e psichica. Ci sono cuccioli che all’inizio sembrano essere adeguati ma che crescendo sviluppano dei comportamenti o hanno un carattere che non è adatto agli IAA.
Altri aspetti di cui si deve tener conto sono i lati negativi e positivi del cane. Molti conduttori spesso sono proiettati solo sui lati positivi non tenendo conto degli altri, danneggiando il cane e l’utente.
Per esempio: il nostro cane è molto socievole e aperto con le persone, ma potrebbe essere troppo fissato sul cibo.
Nei progetti spesso gli utenti, anziani o bambini che siano, chiedono di poter dare un biscotto al cane. Se sappiamo che il nostro animale, in presenza di cibo, diventa troppo irruento o non riesce a controllarsi, dovremmo trovare delle alternative con gli utenti e nello stesso tempo lavorare su quel particolare problema in altra sede. Ma, fino a quando il cane non sarà affidabile in presenza di cibo occorrerà stare molto attenti durante le sedute.
Si potrebbero fare tantissimi esempi, ma la cosa fondamentale è avere sempre il massimo rispetto per il nostro socio.
Una coppia ben affiatata farà grandi cose e sarà di aiuto a moltissime persone.

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Nata a Perugia il 25 Marzo 1975 ha iniziato fin da piccola ha frequentare i campi di addestramento per cani. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione, frequenta un corso per operatori di pet therapy e certifica con la Delta Society l’american staffordshire terrier “Artù” che per 3 anni sarà il suo socio in tutti i progetti di pet therapy in Umbria. Successivamente frequenta il Master per coordinatore e conduttore di progetti di Attività e Terapie Assistite con l’Ausilio di Animali presso le facoltà di Veterinaria e Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia. Dal 2005 ad oggi ha elaborato e realizzato numerosi progetti di IAA in diversi contesti: residenze protette per anziani, centri diurni per malati di Alzheimer, centri diurni per ragazzi con sindrome autistica, scuole, asili e dal 2013 è presente con il Pastore Australiano “Kalì” presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Attualmente è Istruttore Cinofilo APNEC e CSEN, Delegato Regionale APNOCS (Associazione Nazionale Professionale Operatori Cinofili per scopi Sociali). Coadiutore del cane, Responsabile e Referente di Intervento in Educazione Assistita con gli Animali (idonea presso il Ministero della Salute – Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie). Presidente dal 2013 dell’ASD Speed Dog Perugia. Ha scritto diversi articoli sulla pet therapy e sul rapporto bambini – cani, due libri ed è docente in diversi corsi per coadiutore del cane. Fermamente convinta che l’educatore cinofilo debba essere innanzitutto un aiuto e un supporto per ritrovare e/o rafforzare il rapporto tra il cane e il proprio compagno umano. La vita con un amico a quattro zampe è un arricchimento per tutti.