di CLAUDIO CAZZANIGA – Le prove di lavoro in acqua sportive si dividono in tre parti: lavoro a terra, nuoto ed esercizi in acqua.
Oggi mi piacerebbe porre il focus sul lavoro a terra.
Spesso, troppo spesso questa parte del lavoro viene sottovalutata, tenuta poco in considerazione e addirittura snobbata.
Molte volte anche dagli stessi giudici.

Ed è un vero peccato. Da giudice molto spesso quando valuto questa parte di lavoro, mi rendo conto di che tipo di binomio mi trovo davanti.
Si va dal conduttore super chiacchierone che propina al proprio cane una vera e propria messa cantata… E si arriva al super conduttore “rauusss” che se non fai quello che dico non mangi per tre giorni. Nel mentre cani che tirano, annusano ogni dove, abbaiano ecc. ecc. ecc.

Ora, come in tutte le cose c’è sempre una via di mezzo. Soprattutto nel lavoro in acqua italiano non c’è nessuna pretesa di vedere condotte da obbedience o simili. Ma davvero nessuna.
Il cane lavora – o dovrebbe lavorare – con un collare a fettuccia, niente strozzo o semi strozzo. Sono ammesse le pettorine, non quelle correttive, e solitamente indossano l’imbracatura che poi utilizzeranno in acqua. Il conduttore non può utilizzare giochino e premietti per condizionare il cane.

Facendo un discorso che possa accomunare i tre maggiori gruppi di lavoro sportivo (SAT, CIT e CSEN) nei primi gradi viene richiesta una condotta semplice semplice.
Il binomio deve effettuare un piccolo percorso mantenendo il cane a sinistra, di solito un quadrato di non più di 10×10 metri. A metà strada può essere richiesto un seduto a volte un terra. Nulla di più.
Si può comunicare con il cane, ripetere i comandi ed accompagnarli con i gesti.
Nei secondi livelli viene chiesto il 50% del percorso con il guinzaglio ed il restante 50% senza.
Nei terzi gradi, tutto il percorso viene effettuato senza guinzaglio.

Il giudice deve valutare che vi sia un minimo di rapporto nel binomio.
Le penalità da rilevare, ma come già detto si va da giudice a giudice, sono la corretta posizione tra cane e conduttore, il fatto che il cane esegua stia nel percorso ed esegua le posizioni e che il conduttore non debba ripetere più volte i comandi.

La cosa peggiore da vedersi sono quei conduttori che una volta arrivati al campo gara con quelle due ore di anticipo… Iniziano in modo estenuante a provare, riprovare, così all’infinito il percorso con il proprio cane.
Mi sembra di vedere me negli anni ’90 quando frequentavo le superiori ed aprivo un libro sul bus che mi conduceva da casa a scuola prima di una interrogazione sperando poi di ricordare qualcosa… Non serve a nulla!

Il lavoro a terra è, dovrebbe essere una disciplina nella disciplina. Va studiato, preparato ed allenato nella maniera più corretta.
Porta 20 punti che a fine giornata sommati a nuoto ed esercizi in acqua, pesano. Tanto.
Avete… Anzi abbiamo tutto l’inverno per lavorarci. Il soccorso sportivo non è una disciplina estiva. Va lavorata e curata durante tutto l’anno.
Condotta con e senza guinzaglio, tenuta degli oggetti, seduto, terra, apporti e riporti…. Benedetto inverno!!!

Per fare bene queste cose occorre tanto tempo. Ore ed ore di lavoro sul campo. Con il proprio cane. È lì che rafforziamo il rapporto con il nostro cane, è lì, in tutte quelle ore insieme che diventiamo BInomio.
Come dicevo prima, secondo me anche alcuni giudici hanno la loro parte di responsabilità. Iniziassero a valutare con voti bassi le condotte che vedono e di conseguenza a “bocciare” i binomi anche molto bravi in acqua, si farebbe alla svelta ad alzare anche la qualità del lavoro a terra.
Io ad esempio che non sono particolarmente amante del lavoro a terra, in inverno, mi sono dato alla rally-o. Una disciplina “semplice” quanto volete ma che per farla in una certa maniera necessità di allenamenti ed ore spese al campo. Questa disciplina mi ha permesso di “regolare” l’esuberanza del mio cane e di migliorare molto il rapporto con esso.

In Svizzera e nei paesi scandinavi la parte di lavoro a terra del nautico è molto importante. Addirittura, ma lì si chiama cultura, il lavoro a terra è preteso come o quasi l’obedience. Viene richiesta la massima precisione nell’esecuzione degli esercizi con il minimo di comandi vocali. Capita che molte volte la valutazione del lavoro a terra sia determinante per il successo in una prova.
Un po’ più morbidi in Germania, Belgio e Lussemburgo. La Francia per ciò che riguarda i primi tre gradi direi che non vi sono molte pretese. Mentre diventano molto più esigenti quando si passa a giudicare le prove selettive per le due finali di lavoro nella Coupe de France e nel Championnat.

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