di NICOLETTA CONTE – Bentornati all’appuntamento con la cerca del tartufo!
Oggi affronteremo un tema importantissimo, il passaggio dalla cerca simulata (sia in campo che in bosco) alla cerca vera e propria su tartufaia naturale.
Il cosidetto “sblocco sul naturale” consiste nel battesimo del cane da tartufo, da questo momento in poi inizia l’avventura nel mondo del tartufo.
Importante da sottolinerare è che da ora in avanti, per uscire a cercare, il conduttore necessita del patentino di idoneità alla cerca del tartufo, un documento che si consegue nella proprio regione, in seguito al superamento di un apposito esame; come si fa per prenderlo e cosa c’è da studiare sarà oggetto di uno dei prossimi articoli, quindi non disperate!
Il conduttore non ancora in possesso del patentino dovrà necessariamente essere accompagnato dal proprio istruttore oppure da un amico che ne è gia in possesso, poiché raccogliere tartufo privi di questo importante documento è contro la legge.
Ci tengo molto a sottolineare questo aspetto perché la tutela dell’ecosistema legato al tartufo va di pari passo col seguire le norme di legge vigenti, ma soprattutto è compito di ognuno di noi prendersene cura.

Dopo questo inciso, torniamo a noi: come si fa per “spiegare” al nostro cane che il tartufo ora “se lo deve cercare da solo”?
Ci si fa aiutare da un cane esperto ed equilibrato che “l’allievo” seguirà durante l’uscita.
Per prima cosa scegliamo il luogo adatto: una condizione necessaria affinchè lo sblocco vada a buon fine, è che ci sia abbondanza di tartufo, sia per facilitare il cane nella sua prima esperienza, ma soprattuto perché avere molta disponibilità di tartufo ci permette di premiare, quindi rinforzare spesso il cane, fissando cosi il comportamento voluto.
L’ideale per iniziare è dunque una tartufaia coltivata, dove la presenza di tartufo è praticamente certa, ma anche un bosco naturale particolarmente ricco può andare benissimo.
Scelto il bosco più adatto si può cominciare!

Il conduttore terrà il suo cane al guinzaglio, mentre l’istruttore invierà il suo cane esperto in ricerca, questo inizierà a cavare e verrà interrotto “a metà dell’opera”, lasciando quindi il tartufo scoperto ma ancora nella terra, possibilmente senza che venga toccato dalla mano dell’istruttore.
Verranno fatte una serie di buche (più sono meglio è) lasciate scoperte con il tartufo interrato, a questo punto il cane esperto verrà fermato e si invierà “l’allievo” in cerca.
Il cane che inizia a cercare potrà essere leggeremente spaesato essendo abituato ad una cerca esclusivamente artificiale, è importante quindi dare tempo al cane di concentrarsi per capire cosa gli è stato chiesto, senza incitarlo eccessivamente.
E’ ideale dare la cerca una sola volta e solamente in caso di bisogno si può indicare una buca scoperta, in modo da indirizzare il cane e facilitarlo.
L’eccessivo incitamento, le troppe parole ripetute, oltre a confondere il cane (questo lavoro richiede parecchia concentrazione) possono far perdere valore alla parola scelta per cercare , un po’ come chiamare eccessivamente il cane: alla fine il comando “vieni” perde di significato e risulta essere un suono come tanti altri.

Tornando al nostro cane in cerca, superate le eventuali incertezze, troverà i tartufi delle buche scoperte.
A questo punto è fondamentale premiare al momento giusto, ovvero al momento dell’abboccata del tartufo, con cibo ma anche con apprezzamenti sociali per confermare il comportamento richiesto. Può accadere che in questa prima fase il cane si pappi il tartufo ma, se abbiamo lavorato bene in campo, basterà ricordargli il “lascia” appreso per farci mollare il bottino.
In ogni caso MAI e ripeto MAI, sgridare il cane che mangia il tartufo: per lui è molto appetibile e soprattutto è il frutto agognato della sua ricerca, quindi può facilmente cadere in tentazione. Ciò che gli è stato chiesto è di CERCARE e questo comportamento l’ha messo in atto perfettamente, quindi sgridandolo mentre mangia il tartufo gli state dicendo che quel che gli avete appena chiesto è sbagliato… capite bene che potrebbe essere parecchio incoerente per il vostro cane.
Quindi, ricapitolando non si sgrida il cane che mangia il tartufo, ma gli si chiede un bel “lascia”… e se il “lascia” non funziona vuol dire che non l’avete lavorato bene e si dovà fare un passo indietro.
La fase con le buche scoperte lasciate dal cane esperto avrà una durata variabile in base alla competenza del cane che deve imparare, se ha delle difficoltà durerà più a lungo, se invece trova tutto senza problemi si può andare avanti nello sblocco.

La fase successiva sarà di inviare il cane esperto in cerca insieme al cane allievo. Questa fase è davvero affascinante, perché il cane esperto costiuisce una vera e propria guida per “l’allievo”, questi lo seguirà passo passo, annuserà, si soffermerà e scaverà insieme al cane esperto, inizialemente condivideranno la stessa buca, scaveranno lo stesso tartufo e verranno premiati entrambi. Piano piano poi “l’allievo” un po’ per curiosità, un po’ per competizione e un po’ per emulazione (ed un po’ perché glielo stiamo spiegando da mesi 🙂 ) comincerà a scavare tartufi per conto suo.
Fondamentale premiare spudoratamente il cane al suo primo tartufo vergine scavato, perché quello e solamente quello sarà il comportamento ultimo che gli si richiede e va rinforzato. Il cane deve avere l’impressione di aver compiuto l’azione migliore del mondo.

Mi rendo conto che spiegato cosi può risultare semplice e qualcuno si chiederà: tutto qui?
Eh beh ragazzi, sì tutto qui, ma questi due semplici passaggi racchiudono l’essenza dellla cerca del tartufo.
Come già vi ho accennato il cane sa già cercare, la bellezza di questà attività è che voi non insegnate nulla di nuovo, in questa ultima fase semplicemente gli spiegate dove vanno messi gli ultimi pezzi del puzzle.
Avrete l’impressione che il vostro cane seguendo l’istruttore ed il cane esperto abbia un’illuminazione, perché di punto in bianco comincerà a scavare tartufi come se l’avesse sempre fatto, perché avete solo rispolverato qualcosa che fa parte della sua natura. Insomma a questo punto comincia la magia, il vostro cane inizierà a scavare tartufi da solo e voi penserete che fino a quel momento qualunque cosa fatta insieme costituiva solo un piccolo tassello che vi ha portato verso quel momento carico di emozione, fascino e magia. Finalmente potrete andare insieme nel bosco e farvi guidare dal vostro cane fidandovi l’uno dell’altro, ma soprattutto voi di lui e non il contrario, perché nel bosco voi sarete fuori posto, lui invece è a casa sua.
Ma poi dai, alla fine diciamocelo… un cane da tartufo vi considererà sempre un po’ dei bambocci che camminano alla cieca nel bosco dove lui si muove da padrone.
Non solo! vi capiterà decine di volte di vedere il cane tornare indietro da voi, che gia state pensando a quanto vi ama perché torna da voi festante, e invece no, lui torna per scavarvi un tartufo sotto ai piedi, ed allora capirete molto bene perché il cane da tartufo vi considera dei bambocci, ed in fondo in fondo ha ragione. Se poi è un lagotto allora, state certi che ve lo farà capire!!!
Arrivederci alla prossima puntata 😉

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