di CHIARA MECCOLI e LUSY IMBERGEROVA – Come abbiamo visto negli articoli precedenti, la dogdance si divide in freestyle e heelwork to music.
E’ una disciplina in cui si può decidere di inserire nella routine (insieme di esercizi eseguiti con una base musicale) un’infinità di esercizi diversi.
Entriamo ora nel vivo della disciplina e andiamo a vedere come possiamo costruire un esercizio, dall’impostazione al risultato finale che sarà il solo il comando vocale.
Giova sottolineare ancora una volta che solo quando il cane avrà appreso il comportamento, lo potrò a inserire nella mia routine.
Si incomincia insegnando al cane esercizi più semplici, che costituiscono le fondamenta delle sequenze che andremo a costruire, per poi sbizzarrirci ed arrivare ad insegnare tutti i tricks (esercizi) che vogliamo.
La strada più veloce e più precisa è quella di condurre il cane dietro a un bocconcino (un pezzettino di wurstel, formaggio ecc.) facendogli compiere il movimento nella tecnica nota come “luring”.
In questo modo possiamo lavorare sulla precisione e sulla velocità del cane. A seconda del tipo di esercizio che vogliamo insegnare possiamo utilizzare delle barriere, degli ostacoli, dei target che obbligano il cane a muoversi in modo preciso, così da fargli compiere da subito esattamente il movimento che vogliamo fargli memorizzare impedendogli così di sbagliare.

Prendiamo come esempio la costruzione dell’andatura all’indietro (back): se ci costruiamo un corridoio (es. muro/sedie) insegniamo al cane fin dall’inizio ad indietreggiare dritto, cosa che invece non succederebbe se lo facessimo arretrare senza barriere. Senza alcun contenimento dello spazio infatti il cane non sarebbe costretto ad andare dritto e fisserebbe il comportamento sbagliato, e poi per correggerlo impiegheremmo il doppio del tempo.

Cerchiamo di capire adesso come è possibile impostare un esercizio di base come lo “spin”: posiziono il cane di fronte a me, nella mano tengo un bocconcino, che faccio seguire dal cane e, senza perdere il contatto con il suo naso, gli faccio compiere un giro su se stesso e solo quando si troverà di nuovo nella posizione di partenza (cioè di fronte a me) lo premierò. Faccio qualche ripetizione e poi chiudo.
Nelle successive sessioni di lavoro faccio compiere questo movimento al cane e quando lo esegue in scioltezza aggiungo il comando verbale, continuando a fare in modo che il cane segua il bocconcino. E’ importante tenere presente che prima tolgo il premio dalla mano e prima ottengo il risultato finale. Una volta eliminato il bocconcino, continuo l’esecuzione della routine dando il comando e facendo il gesto, premiando solo ad azione compiuta. Per riuscire ad arrivare al solo comando verbale devo procedere dando sempre prima il comando e poi aiutando con il gesto, fino a che questo si ridurrà via via fino a scomparire; più veloce sono a togliere gli aiuti prima ottengo il comportamento desiderato.
Il premio finale deve essere sempre dato. Anche in questo caso possiamo utilizzare sia delle basi rialzate dove far compiere il giro al cane sia delle barriere laterali, così da “costringere” il cane a compiere il movimento su se stesso senza compiere un giro troppo ampio. I criteri sopra descritti possono essere usati per l’impostazione di tantissimi esercizi, perché tutti consentono di fissare subito il comportamento che vogliamo ottenere.

Nella foto di apertura Viki, nelle foto dell’articolo Giove che mostra l’apprendimento del “back” e Thunder che esegue lo “spin”.

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Chiara Meccoli Referente Nazionale Dogdance Csen, giudice internazionale DDI e Pro-DD, Presidente Italia Dogdance, partecipa agli Europei 2014, dal 2016 è membro della nazionale Italiana dogdance CSEN, finali-sta al Campionato del mondo di Mosca, 9° posto; finalista al Campionato del mondo di Leipzig, 5° posto FS. Lusy Imbergerova Responsabile Nazionale Dogdance Csen, giudice internazionale DDI e Pro-DD, partecipa ai Campionati Europei 2014, al Crufts 2015, dal 2016 è membro della Nazionale Italiana Dogdance CSEN, finalista al Campionato del Mondo a Mosca (RU) 2016 2° posto; finalista al Campionato Europeo Krieglach (A) 3° posto; al Crufts 2017 ottiene 2° posto. E’ Campionessa Italiana CSEN FS 2016, e Campionessa Italiana HTM CSEN 2017.

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