di NICOLETTA CONTE – Buongiorno a tutti, in questo appuntamento con la rubrica sulla cerca del tartufo parleremo della disciplina sportiva legata al mondo del tartufo: la ricerca del tartufo sportiva su ring.
Ma prima di spiegarvi come funziona, vi racconto un po’ la sua storia.
Questa attività è in attivo gia da parecchi anni, nasce come competizione dilettantistica tra tartufai.
Inizialmente le gare erano organizzate dai tartufai per mettere alla prova i propri cani, eventi molto rustici senza un vero e proprio regolamento, seguendo linee guida generali.
Le gare si svolgevano essenzialmente nei paesi ove la cultura del tartufo era già molto presente, raccogliendo quasi esclusivamente tartufai delle zone limitrofe.

Nel corso degli anni la cerca sportiva acquisí sempre più notorietà e con l’aumentare dei partecipanti si rese necessario dare una forma più omogenea alla disciplina.
Nel 2014 da un gruppo di amici tartufai assidui partecipanti delle gare nasce il l’associazione “tartufai centro italia”, capitanata dal Presidente Diego Palombi.
L’associazione si pone l’obbiettivo di riunire sotto un unico dictat tutti gli eventi sportivi legati alla cerca del tartufo.
Diego e la sua associazione creano un vero e proprio regolamento, basandosi su quello che erano le linee guida delle prime gare di paese e arricchendolo con l’esperienza maturata nel corso dell’organizzazione di decine e decine di gare.
Ad oggi Diego è l’organizzatore del campionato “tartufai centro italia” , un circuito che copre quasi tutto il territorio nazionale, unito da un regolamento comune, che raccoglie garisti tartufai da tutta italia.
Recentemente, l’associazione si sta adoperando per fare in modo che la cerca del tartufo sportiva venga riconosciuta come un vero e proprio sport cinofilo per dare a tutti la possibilità di conoscerla e viverla, mettendosi alla prova e divertendosi col proprio cane.
Far conoscere questa disciplina è davvero molto importante, perchè costiuisce il mezzo per diffondere la cultura e la cinofilia legata al tartufo.
Una cinofilia che non vuole più essere retaggio di tradizioni passate, non vuole più essere ricordata perchè legata a metodi di addestramento antidiluviani e spesso cruenti, ma baluardo di sana cinofilia, dove la cerca del tartufo è vera e propria passione.

Bene, ora che vi ho fatto questo bell’excursus storico, vi spiego come funziona la disciplina della cerca del tartufo sportiva su ring, o meglio vi racconto come funzionano le gare organizzate dal campionato “tartufai centro italia”, che ad oggi è quello più noto.
Innanzitutto vi parlo di uno strumento che recentemente è stato introdotto in tutte le gare e che ormai risulta essere fondamentale: quello che si chiama “Tartufo Majella”.
Un contenitore in silicone a forma di “tartufo” con un tappo svitabile, all’interno del quale si inserisce tartufo fresco che, grazie ai numerosi fori presenti sulla superficie, può sprigionare il suo profumo.
La scelta di utilizzare questo strumento è dettata soprattutto dalla sicurezza, in quanto è molto difficile ingerire il tartufo majella o parti di esso, al contrario di altri contenitori surrogato, come ovetti di plastica o di ferro, molto pericolosi se ingeriti dal cane.
Un’altra motivazione è la possibilità di standardizzare la ricerca, in quanto si inserisce in ogni majella sempre la stessa quantità di tartufo.

Ora entriamo nel vivo della disciplina, la cosa più importante da precisare è che questa attività è aperta a tutte le razze e anche ai meticci:tutti i cani possono partecipare.
La disciplina si suddivide in tre categorie in base all’età dei cani partecipanti: Classe Baby (3-8 mesi), Classe Junior (9-16 mesi) e Classe Libera (13 mesi in poi). A seconda della classe aumenterà il livello di difficoltà della prova.

Lo scopo è quello di trovare un determinato numero di tartufi majella nel minor tempo possibile.
Per comodità vi descriverò in dettaglio solamente la classe libera, dal momento che per baby e junior le variabili in gioco che vengono modificate sono solamente il numero di tartufi da rinvenire e la possibiiltà di seguire il cane all’interno del ring.
Nella classe libera vengono fatte in totale 15 buche, 8 buche “calde”, cioè con la presenza di tartufo majella, e 7 buche fredde, cioè completamente vuote. Il cane dovrà scavare 5 tartufi majella nel minor tempo possibile, in un tempo massimo di 3 minuti.
Il proprietario dovrà rimanere fermo al centro del ring e potrà muoversi solamente dopo la raspata del cane, successivamente il proprietario dovrà rimanere sulla buca appena escavata fino allla successiva raspata del proprio cane.
Il cane che esce dal ring non è penalizzato, ma chiaramente perderà del tempo, di conseguenza è auspicabile che durante la cerca resti all’interno del ring.
Il proprietario può a sua scelta premiare il cane dopo ogni tartufo majella rinvenuto, oppure solamente alla fine della cerca, ovvero quando avrà rinvenuto tutti e 5 i majella oppure sarà scaduto il tempo limite di 3 minuti.

In conclusione, la cerca del tartufo sportiva è una disciplina che permette a tutti di cimentarsi nella cerca del tartufo, anche a chi per qualche motivo non può andarsene in cerca a spasso per i boschi. Anche i cani cittadini possono divertirsi a cercare tartufi e mettersi alla prova in gara, sfidando veri e propri tartufai.
In aggiunta, la gare non sono solo degli eventi sportivi, ma danno la possibilità di raccogliere e scambiare le proprie esperienze all’interno del mondo del tartufo.
Quando io ho iniziato, per me partecipare alla gare è stato un modo per imparare a conoscere il mondo del tartufo, ma soprattutto i tartufai, che sono una categoria troppo spesso malgiudicata. A questi eventi partecipano i “tartufai buoni”, quelli che amano il proprio cane e vanno a tartufo per passione.
Si incontra anche il vecchio tartufaio, quello che vi racconterà gli aneddoti e la sua esperienza, che nessun libro protrà mai insegnarvi. In una gara ho incontrato il mio maestro, il “vecchietto” Renato Tomassetti, al quale devo tutto quello che sono ora: grazie a lui ho intrapreso questo stupendo percorso che chissà ancora dove mi porterà.
Spero che anche voi abbiate la mia stessa fortuna, mi auguro di avervi coinvolto e lasciato con un po’ di curiosità che vi permetterà di avvicinarvi a questa nuova disciplina!

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Classe 1989, laureata in Biologia con specializzazione in Biodiversità e gestione degli ecosistemi. Da sempre innamorata del mondo naturale. Mette in pratica la sua passione al servizio della natura, come guida naturalistica, finche la cinofilia entra a gamba tesa nella sua vita e decide di diventare addestratore cinofilo enci. Unendo le sue grandi passioni la natura e la cinofilia, lavora come addestratore di cani da tartufo, cercando di costruire la sua strada un tartufo dopo l’altro.

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