di FABIANA BUONCUORE – Cara Lettrice, Caro Lettore. Oggi, mi duole scriverlo, non ti presento alcun cane.
Ti presento le persone, e nello specifico le persone che stanno facendo marcire senza possibilità di salvezza la nostra amata cinofilia.
Se mi conosci, sai chi sono; se è la prima volta che mi leggi, te la faccio breve. Sono una cinofila dalla nascita, nascita avvenuta in una famiglia di non-cinofili; dopo un’infanzia ed un’adolescenza passate con un cuore che anziché battere abbaiava, ho intrapreso la via per diventare allevatrice, ormai più d’un decennio fa, fino a riuscire ad acquistare la mia prima rottweiler, e piano piano di rottweiler ho riempito la mia casa e la mia vita. Ho amato con tutto il cuore ogni singolo cucciolo e ho sofferto nel vederlo andare nella sua nuova famiglia; ho sempre dedicato tutte le mie risorse ai miei cani, ho conosciuto la gioia di veder nascere nuove vite e l’impotenza di fronte a quelle che si sono spente tra le mie braccia. Credo di poter dare il nome “passione” a tutto questo. Una forte, ardente ed irrefrenabile passione. O per lo meno, irrefrenabile lo era. Oggi purtroppo non posso più dire così. Oggi, cara Lettrice o caro Lettore, ti racconto che ci sono persone capaci di spegnere la più ardente delle passioni.

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP

Ci sono persone che si presentano davanti a casa tua chiedendo un cane da regalare, un cane da mettere a guardia di un capannone, un cane da comprare con gli amici facendo una colletta per poi tenerlo a turno. Ti chiedono un cane che diventi alto così, bello così… Cattivo così. Ti chiedono dapprima sempre e solo i maschi, perché sono più grossi, più appariscenti, più imponenti. Poi cambia il vento e ti chiedono tutti la femmina, perché la pagano cara, sì, ma si fanno due conti e si convincono di diventar ricchi facendola figliare.

Ci sono persone che sminuiscono il tuo lavoro. Ti dicono che i tuoi cani costano troppo, che gli stessi cani si trovano sugli annunci online a un quarto della cifra, che se vendi a certi prezzi sei un truffatore. Tu provi a spiegargli che il tuo lavoro è a tempo pieno e consegni cuccioli sani ed equilibrati, fatti nascere uno per uno con cure ed attenzioni e seguiti personalmente 24/24h, cresciuti con stimolazioni sensoriali ed ambientali, socializzazione varia e mirata, controlli sanitari e regolare profilassi, oltre che tirati su ad omogeneizzati per neonati e poi a mangimi da sessantacinque euro al sacco, che moltiplicati per dieci/dodici cuccioli fanno una piccola fortuna. Loro ti rispondono che non gli interessa il pedigree, che tanto non vogliono mica fare le mostre.

Ci sono persone che ti chiedono di dargli fiducia. Concedi loro il cucciolo, per poi scoprire tempo dopo che sono dei delinquenti; ma delinquenti veri, gente che ha rapinato gli uffici postali con pistole e coltelli. Gente che ha fatto accoppiare senza controlli sanitari né preparazione alcuna il bellissimo maschio che gli hai venduto con una femmina di genealogia ignota, facendola partorire sul pavimento freddo e duro, e chissà com’è finita.

Ci sono persone che comprano un cucciolo, e due anni dopo comprano una “sorellina” (tra i due la parentela è zio/nipote, ma l’idea è quella di dare al primo una compagna di giochi). Non passa molto tempo che scopri che li hanno fatti accoppiare, dopo ore ed ore di parole fatte sull’allevamento responsabile. Li contatti, provi a farli ragionare e ti garantiscono che hanno capito di aver sbagliato, e che faranno senz’altro un’interruzione di gravidanza. Poi ti bloccano su facebook per nascondere che la cucciolata è nata eccome, altroché. E tu lo hai scoperto sul database dell’ENCI, dove le cucciolate sono visibili da chiunque, se si sa cercare.

Ci sono persone che prendono il cucciolo dopo averti detto quello che volevi sentirti dire al colloquio pre-affido, ma una volta preso il cane spariscono dalla faccia della terra e diventano irreperibili, e tu non sai che fine abbia fatto il tuo cucciolo.
A volte non spariscono; a volte ricompaiono dopo un anno confessandoti che ti hanno truffato, che la cucciola dolcissima che avevi rifiutato di vendere a un cagnaro è stata da loro presa e passata di proprietà al suddetto cagnaro, il quale aveva mandato all’attacco l’attrice di turno a fingersi una brava persona. Dopo settimane di indagini riesci a spacciarti per acquirente e ricomprare la tua cucciola al triplo della cifra a cui l’hai venduta, cucciola che nonostante sia tale è già stata fatta accoppiare e partorire, ovviamente con risultati disastrosi perché senza alcuna preparazione in merito. Ti porti a casa la cagna pelle e ossa e con una brutta tosse e dopo varie e costose indagini veterinarie scopri che ha una grave polmonite mai curata, il fegato e l’intestino presentano numerose macchie, di cui una molto estesa.
Siamo in attesa dell’esame istologico.

Ci sono persone, cara Lettrice o caro Lettore, che di cinofilo non hanno nulla, ma che hanno ugualmente un cane per le mani.
Ad alcune di queste persone il cane l’ho dato io. E siccome non deve accadere mai più, io ho smesso di allevare.
Mi è passata la voglia.
Mi è passata la passione.

Articolo precedenteTi presento… la BARF – Organi nella BARF
Articolo successivoLe 6 fasi emozionali della Sciuramaria che diventa cinofila

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

16 Commenti

  1. Il problema credo sia quando l’allevamento diventa l’attività principale e dipendi dal dover vendere i cuccioli. Meglio avere un’attività lavorativa che ti possa far viver e fare l’allevatore come passione così le cucciolate sono più mirate e puoi selezionare i clienti.
    Almeno questo è il mio pensiero

  2. oltre a non avere niente di cinofilo non hanno niente nemmeno di umano…..All’estero per alcuni comportamenti sconsiderati verso gli animali c’è il carcere e l’inibizione a possedere cani per il futuro. ( vedi il caso di Bentley Valdez https://petrescuereport.com/2017/22-french-mastiffs-found-dead-starving-ny-rural-property/ ) . Purtroppo l’ente italiano che dovrebbe “vigilare” non adempie ai suoi doveri ed è più concentrato a fare cassa con ogni mezzo.

  3. Mi dispiace Fabiana. Quando l’incidenza delle cose che ti levano la fiacca supera quello delle soddisfazioni purtroppo è fisiologico che passi la voglia. sarebbe magnifico poter fare per lavoro quello che ci appassiona, purtroppo bisogna anche salvaguardare la propria sanità mentale.

  4. Quanto dolore…
    Uno dovrebbe allevare per passione sapendo che i propri soggetti, nati dal nostro allevamento, con cui ci si mette anima, corpo, cuore, soldi, salute mentale, etc etc etc vadano a stare bene.
    Immagino ad allevare molossi cosa significhi, trovarti di fronte a str… che pensano che faccia essere fichissimi avere un rottweiler bruttoecattivoespavaldo. Mezzi delinquenti (o anche interi delinquenti). Futuri cagnari col cane “maluichailpidicriii”.
    Mi permetto di darti del tu nonostante non ci siamo mai conosciute personalmente ma qua dentro leggo molto molto molto spesso (ed essendo spesso a Carmagnola mi viene da pensarvi). Ma sai che Fabiana? Allevare è costantemente fare errori di valutazione. Ci rimarrai male, sempre. Che tu allevi una razza di cane, di gatto, delle specie di pappagallo, criceti, sbaglierai sempre. Anzi, sbaglieremo visto che anche io allevo, non cani, ma allevo. Ho sbagliato anche io tante volte a valutare la nuova casa di qualche soggetto. E’ un dolore che rimane ma che, se non ti annienta, ti dà la spinta ad essere più scrupolosa e meticolosa le volte successive. A volte va semplicemente “a fortuna”.

    Però se vuoi smettere di allevare, come potrei darti contro? Il problema non siamo noi che ci facciamo il mazzo tanto per farlo nel migliore dei modi. Il problema è degli altri.
    Ti direi che sì, mi dispiace. E mi dispiace davvero che tu smetta. Mi dispiace perché si sente veramente l’amore, la cura e la passione che ci metti nell’allevare. E di questi allevatori ne mancano sempre. Ma attualmente mancano anche gli adottanti seri.

  5. Purtroppo concordo su tutto e mi rendo conto che per questi motivi, unitamente ad uno Stato assente nel settore e nella tutela degli animali, gli allevatori (quelli seri e appassionati) stanno scomparendo. Posso solo dirti che i tuoi sforzi non sono stati invani.

    • Non vengono neanche denunciati negozianti che vendono da svariati anni esotici senza documentazione, giusto qualche volta denunciano per traffico illegale dall’est di cuccioli… che tutela di animali ed allevatori ci sarà? Ah ci sono anche alcune lacune normative varie nel sistema Cites (sempre per gli esotici). Tu hai mai visto qualche scucciolatore che viene denunciato per vendita senza pedigree? Io mai…
      Gli allevatori seri non vengono tutelati, ma si devono autotutelare da sé.

  6. Maddai nooooo, non smettere di allevare! Se smetti, vuol dire che la dai vinta a loro, e il mondo diventerà un posto un po’ più brutto in cui per prendere il cane devi andare per forza dai cagnari (o come li chiamo io, i “cagnaccia”, cioè l’equivalente canino dei magnaccia).
    Resistere, resistere, resistere! anche se è dura e capisco bene la delusione, ci vuole tempra, la stessa tempra dei tuoi amati rottweiler… fallo per loro, continua ad allevare! e magari, puoi cercare di usare questo sito per far partire una qualche iniziativa anti-cagnaro a cui penso che tanti lettori aderirebbero volentieri.
    Io non ho cani ma ho due gatti di razza (comprati da allevatore, con pedigree ecc), e la situazione non è granché diversa. Però, nel mondo dei gatti c’è una piccola grande differenza: gli allevatori pretendono la sterilizzazione del cucciolo, altrimenti non rilasciano pedigree. Purtroppo però anche questo non sempre è servito a scoraggiare gli scucciolatori, quindi negli ultimi tempi moltissimi allevatori preferiscono consegnare solo cuccioli già sterilizzati da loro (anche se questo comporta il fatto che non possono consegnarli a 3 mesi ma devono aspettare di più). Questo fatto ovviamente scoraggia molto gli scucciolatori dal rivolgersi ad un allevatore.
    Non sono molto esperta di questioni cinofile e magari dico una castroneria, ma non sarebbe possibile introdurre la sterilizzazione anche per i cani, soprattutto le femmine di alta genealogia come la tua poverina che avete recuperato e ora si trova in quella terribile situazione?

  7. Con queste cose purtroppo bisogna farci i conti e capita in qualunque professione.

    Capita di avere a che fare con persone e situazioni che con tutte le ragioni del mondo non ci piacciono e capita anche di fare degli errori di valutazione. Conviverci non e’ proprio una passeggiata di salute, si puo’ piu’ che legittimamente decidere che e’ intollerabile e fare l’unica cosa possibile: rinunciare.

    Su questo niente da dire; e’ una scelta individuale fatta per ottimi motivi che non si discute.

    Certo che il cagnaro di turno, che vive professionalmente di espedienti e alla giornata, non e’ che si strappi le vesti per la dipartita professionale di un buon allevatore; non si dispiace per la persona a causa della sua grettezza e non si dispiace per la dipartita della sua fonte di cani buoni per la sua stoltezza. Si sfreghera’ le mani per avere ottenuto un maggior campo libero.

  8. MI dispiace tantissimo, non so dirti quanto, ma oltre alle persone merdose pensa che esistono anche tante persone che vogliono un cane per avere e dare amore, persone che capiscone la fatica che ci vuole ad allevare, spero che sia un momento di scoraggiamento profondo e che ti passi, gli stronzi esisteranno sempre , è per questo che ci vogliono i buoni per combatterli!

  9. Sono abbastanza d’accordo con quello che hai scritto, eccetto alcuni punti. Innanzitutto mi ha davvero scioccata che tu ti sia permessa di telefonare a uno per dirgli di far abortire la cagnolina che si era accoppiata con lo zio… Quando per voi allevatori gli accoppiamenti fra consanguinei sono all’ordine del giorno per “fissare alcune caratteristiche” …se lo fate voi va bene, se lo fa un’altra persona invece deve far abortire la cagnolina? Ma stiamo scherzando???
    Inoltre, se una persona compra un cucciolo e poi non ha voglia di restare in contatto con te, non hai nessun diritto di incazzarti o giudicare male quella persona. E un suo diritto, magari il cane lo tratta meglio di come lo trattavi tu, semplicemente vuole farsi i fatti suoi. Nelle tue parole leggo una grande arroganza, il difetto di voi “allevatori” è che vi credete tanto superiori agli altri che hanno un cane e gli fanno fare qualche cucciolata… Li chiamate cagnari per prenderne le distanze con disgusto, ma spesso io ho visto più passione e amore in famiglie private che fanno fare i cuccioli alla cagnolina di casa che negli allevamenti sovraffollati dove i cani sono chiusi in box di cemento. Gli allevatori con affisso si riempiono la bocca con grandi discorsi sull’imprescindibilita’ del pedigree per verificare che il cane abbia questo o quel requisito quando lo sappiamo tutti che la maggior parte dei pedigree richiesti dai grandi allevamenti sono falsi, nel senso che i genitori dichiarati non sono quelli reali, mentre questo fenomeno è quasi del tutto assente nelle cucciolate private. Mi dispiace se ti è passata la passione per colpa della gente. Anche a me è passata, frequentando gli allevatori.

    • Forse, per poter sputare sentenze, dovresti come minimo prima conoscermi e sapere come lavoro.
      A me sembra molto più arrogante chi giudica qualcuno senza saperne nulla.
      Se hai bisogno mi trovi sempre a casa con i miei rottweiler, ti aspetto.

  10. Gentilissima Signora Buoncuore.
    Ho letto, solo ora, il Suo sfogo accorato e mi dispiace che tanti anni di esperienza nell’allevamento dei cani Le abbiano fatto perdere la voglia di continuare.
    Non vedo come non si possa essere d’accordo su quanto ha scritto.
    Probabilmente, al Suo posto, mi sarei stancato anche prima.
    Dissento invece, totalmente, dalle parole della signora Nicoletta.
    Sarò un po’ troppo drastico, ma io vieterei per legge la possibilità di far riprodurre i cani al di fuori di un contesto professionale di allevamento.
    Dei quasi 41 anni trascorsi sulla Terra, più della metà li ho trascorsi in compagnia dei cani.
    Tra cani da caccia, meticci, pastori (più o meno tedeschi), quasi yorkshire e quasi pinscher, di cani ne ho avuti una quindicina e mi sono assolutamente convinto che tra un cane ben allevato e un altro cane passi la stessa differenza che c’è tra il giorno e la notte.
    Qualche esempio:
    – mia moglie acquistò un incrocio di pinscher da un negozio di animali emiliano (un ricordo della città nella quale avevamo studiato e che volevamo portarci dietro nel nostro ritorno al sud). Il cucciolo, che ci venne consegnato a meno di due mesi (e che, per la cronaca, avevamo pagato 200 euro, che per un incrocio non sono pochi), morì di gastroenterite dopo una settimana dall’arrivo a casa. Il venditore si disse dispiaciuto e meravigliato e si propose di darci un altro cane, cosa che non fece mai e che io mi sarei ben guardato dall’accettare.
    Quel cane era nato in casa e l’infezione gli era stata trasmessa dalla madre durante l’allattamento. Nessun cucciolo della cucciolata sopravvisse e “qualcuno” mandò le forze dell’ordine in quel negozio che, pur rimanendo aperto per qualche altro anno (ora ha chiuso i battenti), smise di vendere cani;
    – la nostra esperienza cinofila, quella mia e di mia moglie, era ancora poca (perché non basta avere avuto tanti cani per essere preparati. Per essere un po’ preparati occorre studiare e documentarsi tantissimo) e, per questo, prendemmo un meticcio (incrocio tra incrocio di yorkshire e lupoide vagamente tedesco) che, fin da subito, ci diede problemi a non finire: aggressivo, mordace, schizzato, affetto da Tail chasing e abbaione.
    Solo grazie al nostro veterinario e a tanto studio e passione, siamo riusciti a risalire alla causa dei problemi comportamentali del cane che erano stati determinati dal fatto che la mamma lo aveva abbandonato, assieme ai fratellini, subito dopo il parto (parto che non era pronta ad affrontare) e dal fatto che il proprietario della cucciolata se ne era fregato, trascurando qualsiasi esigenza di socializzazione dei cucioli. Morale: oggi Oscar ha quasi 14 anni ed è un cane “quasi” normale grazie all’amore dei suoi genitori umani, del suo medico veterinario e di un pacco di soldi;
    – dopo due anni che Oscar era con noi, arrivò a casa Cirano.
    Incrocio di pinscher – come disse il cugino di mia moglie che ce lo portò – Cirano era (ed è) un amore. Ha tanto del pinscher (ha un bel caratterino) ma ha avuto una miriade di problemi di salute legati al fatto che le sue ossa non reggevano il suo (esile) peso. Non riusciva a “fermare” il calcio, per cui, bombardato di vitamine e integratori dopanti per un paio d’anni, oggi, che è anziano, ha enormi problemi di deambulazione.
    Chiesto al cugino se anche gli altri fratelli avessero avuto problemi simili, la risposta è stata agghiacciante: “sono tutti morti entro i tre anni tranne uno, che poi ho fatto accoppiare con sua madre perché lui era il più piccolo della cucciolata”.
    Ecco spiegato tutto!
    In perfetta buona fede (e ignoranza) l’intento del cugino era ed è quello di generare cani sempre più piccoli, senza rendersi conto che i cagnolini che vengono fuori, e che sono tutti consanguinei, non sono piccoli cani ma cani nani, cioè affetti da una patologia genetica (il nanismo, appunto).
    Ho scritto tutto questo papello per convincerLa – signora Buoncuore – a non smettere di allevare perché Lei è nel giusto.
    Per deformazione professionale, mi viene da darLe anche un consiglio.
    Potrebbe pensare di vendere i suoi cani con un patto di riservato dominio o una riserva di riacquisto da poter esercitare a Suo piacimento nei confronti dell’acquirente del cucciolo o suoi aventi causa a qualsiasi titolo, con contestuale previsione di una forte penale nel caso in cui Lei, per circostanze imputabili all’acquirente stesso, non potesse esercitare il suddetto diritto.
    Inoltre, potrebbe imporre contrattualmente la sterilizzazione dei cani non destinati alla riproduzione o un vincolo di esclusiva su un’eventuale riproduzione del cane.
    In questo modo, potrebbe avere la possibilità di monitorare il cucciolo durante tutta la sua vita e selezionare per bene gli acquirenti. I male intenzionati, infatti, alla vista di tutte queste clausole, scapperebbero come il vento, mentre le persone per bene si sentirebbero tutelate.
    Probabilmente (anzi, certamente) vederebbe meno cuccioli ma passerebbe molte meno notti insonni.
    Le auguro ogni bene.
    Fabio – Cirano

  11. Signora Buoncuore.
    Non deve smettere di allevare perché Lei fa le cose per bene.
    Dovrebbe, a mio avviso, cambiare solo metodo di affidamento del cucciolo.
    Anziché vendere “semplicemente” il cucciolo, potrebbe proporre un contratto di vendita con patto di riacquisto o di riservato dominio da esercitarsi, su Sua richiesta, in qualsiasi momento.
    Potrebbe anche prevedere contrattualmente di far sterilizzare il cane che affida o di riservarsi ogni diritto di cucciolata, il tutto garantito da una serie di penali piuttosto onerose per l’acquirente inadempiente.
    Forse venderebbe meno cuccioli, ma certamente terrebbe alla larga tutti i malintenzionati, mentre non spaventerebbe assolutamente i “veri” amanti della splendida razza che alleva.
    Vorrei anche dissentire, pressoché totalmente, dalle parole della signora Nicoletta.
    Penso, infatti, che dovrebbe essere impedito per legge a chi non sia allevatore (professionale o amatoriale ma pur sempre riconosciuto) di far riprodurre animali di qualsiasi specie.
    Prima di appassionarmi alla cinofilia e di iniziare a documentarmi (sono oltre cinque anni che studio da autodidatta e l’unica cosa che ho imparato davvero è che, socraticamente, “so di non sapere”), sono finito nelle mani di cagnari e di allevatori della domenica che accoppiavano in consanguineità e senza alcun criterio etologico. Il risultato è stato un cane morto dopo una settimana (per gastroenterite, trasmessagli dalla madre durante l’allattamento, che ha sterminato l’intera cucciolata), un cane (il mio amatissimo Oscar) con disturbi del comportamento (tail chasing), matto come un cavallo, aggressivo e mordace con tutti gli animali e, se non adeguatamente inibito, anche con l’uomo (che oggi ha 14 anni e che se è quasi normale lo deve all’amore dei suoi umani, al suo grande veterinario e ad un pacco di soldi) e un cane (il mio altrettanto amatissimo Cirano) con problemi ossei, dovuti al fatto che non “ferma” il calcio, che oggi (all’età di 11 anni) lo portano ad avere enormi problemi di deambulazione (che solo l’amore dei suoi umani e il solito pacco di soldi contribuiscono a lenire).
    E’ appena il caso di ricordare che sia Oscar che Cirano sono nati “in casa” e che le intenzioni degli pseudoallevatori casalinghi erano più che buone. Peccato che Oscar sia l’unico sopravvissuto di una cucciolata di incrocio Yorky/pastore quasi tedesco che la madre (non pronta ad avere una cucciolata) non ha neppure voluto allattare e che nessuno ha socializzato in alcun modo, e che Cirano sia l’unico sopravvissuto di una cucciolata di quasi pinscher accoppiati rigorosamente in consanguineità utilizzato i riproduttori più piccoli delle precedenti cucciolate (senza capire che i cuccioli più piccoli sarebbero stati anche gli adulti più deboli).
    Con tutti i soldi che ho speso per far sopravvivere i miei due cani (soldi che rispenderei cento volte pur di vederli felici) avrei comprato i migliori cuccioli in commercio dal migliore allevamento e mi sarebbero avanzati pure i soldi per i vaccini.
    Allevare è una cosa seria!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.