di LAURA CIBECA – I primi interventi di IAA li abbiamo avuti nel trattamento di bambini con sindrome autistica.
La presenza del cane, all’inizio piuttosto casuale e poi programmata, durante la seduta tra bambino e medico facilitava la creazione di una via di comunicazione e/o di contatto.
I bambini sono spontaneamente attratti dagli animali e con il cane è facile instaurare subito una relazione.
Anche nei piccoli che all’inizio dimostrano una certa diffidenza, basta poco perchè accettino non solo la presenza dell’animale ma che participino alle attività.
Inoltre è un ottimo catalizzatore di attenzione e concentrazione: si possono insegnare molte cose ai bambini semplicemente con la presenza di un cane.
Si possono insegnare regole di buona educazione, facilitare l’apprendimento di lingue straniere, aiutarli a comprendere le varie fasi della vita (nascita, sviluppo e morte), aiutarli ad affrontare argomenti importanti quali catastrofi naturali (terremoti) o le malattie… e così via.

Perché il cane è così importante nel supporto delle terapie per i bambini?
Il cane innanzitutto trasmette serenità e tranquillità. La respirazione e il calore che emana l’animale al contatto funge da tranquillante naturale e rassicura il piccolo paziente anche in momenti infelici della propria vita. Un bambino restio a farsi visitare per l’ennesima volta, sarà più disponibile a farlo insieme ad un compagno a quattro zampe. Stessa cosa quando si tratta di fare prelievi o medicazioni di vario tipo. La presenza del cane aumenta in maniera sostanziosa il livello di sopportazione dello stress e del dolore stesso.

E’ fondamentale la scelta giusta del cane e l’atteggiamento del suo conduttore in questi momenti. L’intesa della coppia e l’apertura amichevole e giocosa al bambino aiuterà quest’ultimo a superare anche le situazioni più difficili. Il cane in questi contesti dovrebbe essere un soggetto adulto e con esperienza in vari progetti con bambini.
Occorre un cane calmo, dall’espressione amichevole e pronto al gioco. Il soggetto dovrebbe avere una bassa possessività. Ai bambini piace moltissimo giocare con gli oggetti e sono molto felici quando il cane li riporta a loro.
Un’altra cosa che amano moltissimo fare è dare biscottini all’animale. Spesso dare del cibo al cane induce anche i bambini a mangiare, per esempio, fare merenda o colazione.
In patologie importanti e gravi, il bambino perde quasi totalmente l’appetito e sia i famigliari che i dottori faticano a convincerli a mangiare. Fare colazione o merenda insieme al cane incoraggia i bambini a mangiare a loro volta.

Secondo la mia esperienza in ospedale e in altri progetti con i bambini posso sicuramente affermare che il cane è un ottimo ausilio in tutte le fasi di una terapia o di un trattamento.
Il cane amichevole e giocoso stimola il bambino ad interagire ed aprirsi all’esterno, li aiuta a superare piccole e grandi paure nelle cure e soprattutto non si sentono mai soli. Il cane non giudica, non parla e non dimostra né pietà né tristezza o paura, ma solo complicità e semplicità.

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Nata a Perugia il 25 Marzo 1975 ha iniziato fin da piccola ha frequentare i campi di addestramento per cani. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione, frequenta un corso per operatori di pet therapy e certifica con la Delta Society l’american staffordshire terrier “Artù” che per 3 anni sarà il suo socio in tutti i progetti di pet therapy in Umbria. Successivamente frequenta il Master per coordinatore e conduttore di progetti di Attività e Terapie Assistite con l’Ausilio di Animali presso le facoltà di Veterinaria e Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia. Dal 2005 ad oggi ha elaborato e realizzato numerosi progetti di IAA in diversi contesti: residenze protette per anziani, centri diurni per malati di Alzheimer, centri diurni per ragazzi con sindrome autistica, scuole, asili e dal 2013 è presente con il Pastore Australiano “Kalì” presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Attualmente è Istruttore Cinofilo APNEC e CSEN, Delegato Regionale APNOCS (Associazione Nazionale Professionale Operatori Cinofili per scopi Sociali). Coadiutore del cane, Responsabile e Referente di Intervento in Educazione Assistita con gli Animali (idonea presso il Ministero della Salute – Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie). Presidente dal 2013 dell’ASD Speed Dog Perugia. Ha scritto diversi articoli sulla pet therapy e sul rapporto bambini – cani, due libri ed è docente in diversi corsi per coadiutore del cane. Fermamente convinta che l’educatore cinofilo debba essere innanzitutto un aiuto e un supporto per ritrovare e/o rafforzare il rapporto tra il cane e il proprio compagno umano. La vita con un amico a quattro zampe è un arricchimento per tutti.

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