di FRANCESCA M. BRUNELLO – Finalmente d’ora in poi posso gridare a tutti quelli che entrano nell’area di sgambamento senza chiedere “FEEEEERMOOOO!!! LA MIA MORDEEEE!!”
Sì perché a questo punto opto per il terrorismo psicologico.
Non che ne vada poi così fiera, intendiamoci, non sono una di quei proprietari che si vantano di avere il cane grosso e cattivo, però se questo può servire ad evitare altri incidenti, ben venga.

Ecco cosa è successo: da qualche settimana ha iniziato a frequentare sporadicamente il parco una canina nuova, mix levriero che per comodità chiameremo Ciccia.
Noto da subito che tra Ciccia e Twiggy non c’è tutta sta grande simpatia (e giusto così, pour parler, notarlo era a prova di scemo).
Ogni volta che le due cagne si incontrano Twiggy fa tutta la sua sceneggiata, sfodera tutti gli incazzing signals del repertorio, la povera Ciccia, un po’ paurosa di suo, le sta lontana. Già dal primo incontro, visto che il proprietario di Ciccia non chiede se può o non può entrare, ma apre il cancello e sgancia il cane, io richiamo puntualmente la mia, la metto al guinzaglio e, o esco, o vado nell’altro recinto se è libero.

Premesso questo arriviamo al fattaccio: sono dentro al recinto, nello spiazzo più alto, mentre faccio conoscenza (e faccio conoscere a Twiggy) una Labrador nuova.
Colpa mia che non ho gli occhi anche dietro la testa, il proprietario e Ciccia entrano e io non me ne rendo assolutamente conto. Dopo qualche minuto (o più, non ho proprio idea di quanto tempo sia passato) vedo Twiggy partire piuttosto incazzosa a duecento all’ora verso il cancello.
Twiggy arriva addosso a Ciccia ringhiando qualcosa che probabilmente tradotto sarebbe più o meno: “tuuuuu!!! brutta maledettaaaa!!! Ti avevo detto di non farti vedere da queste partiii!!” Ciccia, invece che spanciare o sottomettersi, si spaventa e parte in una corsa pazza intorno al giardino, a Twiggy scatta il predatorio, manco avesse puntato il piccione più grasso di tutta Firenze, e parte all’inseguimento.
Fanno il giro di tutto il parco, scansando panchine, cespugli e alberi. Già dopo i primi metri Ciccia semina Twiggy di parecchio nonostante Twiggy tagli tutte le curve (stiamo parlando di un mix levriero vs un pastore tedesco col culo pesante, in che l’altro modo poteva andare?). Tornano al punto di partenza, Ciccia si ferma, Twiggy le tira un altro paio di ringhiate e noi richiamiamo e separiamo i rispettivi cani.
Ancora non ho capito quando è successo, ma Ciccia si ritrova con una dentata sul sedere. Non un morso chiuso (che altrimenti i danni sarebbero stati di tutt’altra entità) ma una dentata su una chiappa e un buchino sull’altra.

Butto un po’ di acqua fresca sul posteriore di Ciccia, il proprietario la prende e va dal veterinario a pochi metri dall’area cani. (Si avrei dovuto accompagnarlo anche io, ma sinceramente, visto che era uscito, ho approfittato di stare in area cani al fresco e in tranquillità un altro po’).
Non ci siamo scambiati i numeri, ma gli indico un cartello dove c’è scritto il mio nome e il mio numero di telefono, con la promessa di farmi sapere come sta Ciccia.
Aspetto circa mezz’ora e vedendo che non ripassa, vado a casa.
Mi chiama un paio di giorni dopo chiedendomi tutti i dati (sia miei che del cane) perché il veterinario deve segnalare alla ASL il cane morsicatore, e non per ultimo per i 75€ spesi dal veterinario.
Gli spiego quindi che apro un sinistro con la mia assicurazione e che tenga tutte le ricevute per il rimborso spese.

Ieri mi chiama la ASL, per fissare un appuntamento per vedere me, Twiggy, il libretto sanitario e il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (perché io qui a Firenze non sono residente). Abbiamo l’appuntamento lunedì 11 alle 12.15. Vi farò sapere come va e in cosa consiste la visita di valutazione successiva alla segnalazione.
Essenzialmente, quello che è successo è stato: un proprietario un po’ incosciente entra in area cani, un cane già dentro morde il suo, va dal veterinario, il veterinario fa partire una segnalazione alla ASL con i vostri dati, vi chiama la ASL che fissa con voi e con lui (separatamente) un incontro per verificare che i cani non siano pazzi o non vaccinati.

Un consiglio: se frequentate le aree cani, assicuratevi che la vostra assicurazione vi copra anche in quel contesto (parco comunale recintato in cui il cane deve necessariamente stare sciolto) e che non richiedano eventuali periti.
Un consiglio personalissimo: che l’assicurazione non abbia franchigia e che non aumenti il costo annuo a seguito dell’apertura di uno o più sinistri.

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Nata a Latisana il 16 ottobre 1992 e cresciuta a San Donà di piave (VE), Francesca Brunello studia all'Università di Firenze. Pessima studentessa di medicina, convive dal 2014 con Twiggy, pastorina tedesca allergica alle coccole, decisamente poco socievole con sconosciuti, bambini e gatti. Sfegatata per l'UD, il mondioring e grande fan del fai-da-te, insegna ai suoi cani comandi utilissimi come salutare con la ssssampetta, sfilare i calzini, e disfare la lavatrice. Seguace della cinofilia di Valeria Rossi, è ferrea sostenitrice del fare cose cum grano salis e fiutare bufale e cugginate da lontano. Astemia e celiaca, stressa la redazione di Ti Presento il Cane dal marzo 2015 con la sua chiacchiera compulsiva e il suo scadente senso dell'umorismo.

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