di FABIANA BUONCUORE – Non abbiamo la televisione in casa. O meglio, non l’abbiamo al piano: io e Davide abbiamo allestito una “zona relax” in tavernetta, dove c’è il televisore, la console per i videogiochi, il tapis-roulant, tre librerie piene zeppe di libri, un divano…
Ma questo significa che per guardare la tv bisogna deciderlo, organizzarsi del tempo libero, scendere apposta al piano di sotto, sperare che i tempi di Giada coincidano coi nostri, fare le scale che è faticoso… Tutto questo spiegone per spiegare come mai io non fossi al corrente del nuovo spot di un noto operatore telefonico che vede protagonista Fiorello in compagnia di un siberian husky (che, mi dicono, non è nemmeno poi granché tipico, ma di questo non mi intendo perciò non entro nel merito).
Lupesco, affettuoso, occhi color cielo (allele recessivo, ce lo ricordiamo, vero? Significa che il carattere si manifesta solo se il cane ha ereditato l’allele dell’occhio azzurro da entrambi i genitori. Lorenzo Baglioni ce lo spiega in questa canzone); insomma, un cane estremamente accattivante.
E siccome l’italiano medio si basa su immagini e luoghi comuni quando sceglie il cane di razza, ecco che mi giungono già le prime inquietanti segnalazioni di famiglie che cercano “il cane del telefono”, “il cane della tv con gli occhi azzurri”; proprio come fu anni fa per il border collie (che peraltro sempre insieme a Fiorello è stato protagonista della precedente serie di spot della stessa compagnia telefonica dove ora appare l’Husky).
Insomma, c’è di nuovo il rischio che scoppi il “boom” della razza, e proprio come è stato (e, in parte, è tuttora) per il border collie, la razza in questione è un cane che non solo non è per tutti, ma è davvero per pochi.
Stiamo parlando di un cane nordico da slitta, un cane dalle energie pressoché inesauribili, dal predatorio tra i più alti nel mondo canino, elevata indipendenza, intelligenza estrema.
Non posso dilungarmi su questo articolo: non è questa la sede né io sono la persona più preparata sulla razza; ma lo era Valeria Rossi, che allevò i siberian husky per decenni e scrisse parecchio sulla razza. Ecco perché a chi è rimasto folgorato dagli occhi di ghiaccio del nordico consiglio vivamente di leggere i suoi scritti, e nello specifico quello descrittivo sulla razza, quello che ne descrive in chiave umoristica pregi e difetti e, soprattutto, quello che racconta il primo “boom” dell’husky.
Poi, magari, lo prenderete lo stesso; però lo farete da persone informate e coscienti di cosa si stanno mettendo in casa, e non da allodole attratte da uno specchietto scintillante.

Del film che vede protagonista un rottweiler, invece, non potevo non essere al corrente: il trailer si sta diffondendo tantissimo nel web, il film si intitola “Show Dogs” ed i personaggi canini, come ad esempio in “Beverly Hills Chihuahua”, sono parlanti e abbastanza modificati in computer grafica per avere delle espressioni più “umane” e quindi facilmente interpretabili da chiunque.
Guarda caso anche Beverly Hills Chihuahua fece danni, quindi il mio fondato timore è che il già diffusissimo rottweiler (che come tutte le razze molto diffuse ha i suoi bei problemi di cucciolate fatte alla membro di segugio, proprietari che di Rottweiler non dovrebbero averne nemmeno uno di peluche, caccia al cucciolo che costa meno purché sia nero focato e via dicendo) venga ancor più ricercato dalle masse, proprio perché attirate dalla simpatia del protagonista del film, che ha pure il fascino della divisa, essendo un cane poliziotto.

Naturalmente, da allevatrice mi preoccupa soprattutto la quantità di cucciolate senza cognizione che tutti vorrebbero fare, figurandosi chissà quali proficui guadagni; faccio questo lavoro da appena un decennio, eppure ho visto e sentito di tantissimi tentativi di cucciolata fai-da-te che sono finiti in tragedia, per mamma, cuccioli o entrambi.
E oltre ai problemi riproduttivi (fortunatamente o purtroppo, a seconda dei punti di vista, per l’husky è molto più facile che “lasciando fare alla natura” vada a finire tutto bene) ci sarebbero quelli relativi al carattere.
Va bene, lo so: ho passato gli ultimi anni a scrivere su questo sito quanto sono dolci e docili i rottweiler, su quanto siano esageratamente ed ingiustamente discriminati, su quali fandonie siano le storie che lo vorrebbero un cane killer; ora mi tocca tirare il freno a mano e dire che, esattamente come l’husky, questa non è una razza per tutti, e sicuramente non è una razza per i tamarri che cercano il cane minaccioso da sfoggiare al guinzaglio (e di cui solitamente la cultura cinofila si ferma a quanto è grosso e quanto è forte un cane). Ha un carattere forte, tanto, e se si conosce qualcosa di cinofilia e si impara ad interpretare il linguaggio dall’espressività criptica tipica del molossoide se ne tira fuori un gran cane; se non abbiamo tempo e voglia di impegnarci, però, le sorprese potrebbero essere davvero amare.
Della razza abbiamo parlato in chiave umoristica quasi sempre, se non nelle occasioni in cui si trattava di contestare il frutto della penna impazzita di qualche giornalista cinofobo: abbiamo il “vero” standard, come per l’husky, l’intervista con il rottweiler, il motivo per cui si potrebbe scegliere un rottweiler, e chi più ne ha più ne metta; per forza, è la razza che viviamo tutti i giorni, e non possiamo non raccontare tutto ciò che di buffo ci regala la vita con questi bestioni.
In questa sede, però, ricordiamo ancora una volta ai lettori che rimanessero abbagliati dal “nero focato col distintivo” di Show Dogs che prima di scegliere una razza di questo tipo bisogna studiare, informarsi, conoscerla di persona; è un molossoide, una razza da difesa dotata di doti fisiche moooolto spinte, e non abbiamo proprio bisogno di passare i prossimi anni a scrivere articoli intitolati “noi ve l’avevamo detto”.

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.

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