di FABIANA BUONCUORE – Di medicina veterinaria non capisco un tubo.
Come molti addetti ai lavori ho studiato un pochino di anatomia canina, ho letto sui libri delle principali patologie, di molte ho visto gli effetti con i miei occhi, sui miei cani o su quelli altrui. Ho un’infarinatura un po’ più consistente per quel che riguarda gravidanza e parto, ovviamente. Ma giusto un’infarinatura: per il resto mi affido in tutto e per tutto ai medici veterinari, recandomi da loro e stressandoli al telefono per ogni unghia rotta od orecchio che prude.
Questo è il cane, questi sono i sintomi, questi sono i pregressi. E aspetto che mi dicano che approfondimenti vanno fatti, e/o come agire. Fine.

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Perché? Perché semplicemente non è il mio campo. Sono un’addestratrice, allevatrice, e già così da studiare ce n’è tutti i giorni, e nonostante faccia del mio meglio ogni giorno scopro cose che non conoscevo; per forza, la cinofilia è un ambito talmente ampio che non basta una vita intera per sapere tutto sull’argomento.
Se avessi voluto fare la veterinaria, lo avrei fatto (o per lo meno, ci avrei provato); invece mi sto laureando in tutt’altro campo.
Non mi sento in difetto per questo, i medici veterinari sono formati apposta: per curare gli animali di chi veterinario non è. Dopotutto, se dobbiamo spedire una lettera non la portiamo a mano a destinazione: la affidiamo alle poste. Potrebbero sbagliare, potrebbero perderla, potrebbero recapitarla all’indirizzo sbagliato; è vero. Gli errori possono capitare a tutti. Ma siccome le poste sono adibite alla consegna di lettere, è molto più probabile che ci risolvano un problema, anziché complicarlo.

Ecco, io non riesco a capire come mai una lettera la spediamo tramite posta, il rubinetto che perde lo facciamo aggiustare all’idraulico, un tatuaggio ce lo facciamo fare da un tatuatore, ma poi quando si tratta dei cani vogliamo essere tutti veterinari. Non mi riferisco al proprietario medio: il proprietario medio è molto più umile.
Purtroppo non si può dire lo stesso degli addetti ai lavori in ambito cinofilo, tra i quali è sempre più diffusa l’abitudine di fare gli espertoni in anatomia e fisiologia animale, patologia, farmacologia, tuttologia; finisce così che ci ritroviamo dall’addestratore che ci dice “il tuo cane zoppica, dagli l’antiinfiammatorio X nella dose Y per Z giorni”, o dal toelettatore che ci spiega “siccome il tuo cane tossiva durante il bagno ha la bronchite: va somministrato l’antibiotico X”.
Oppure capita che il cane venga davvero portato da un medico veterinario: peccato che poi l’espertone di cui sopra passi il proprio tempo a dire “questo vet non capisce un tubo”, “ma che razza di terapia mi ha dato? Così gli distruggo lo stomaco!”, “mi ha dato una diagnosi che non sta né in cielo né in terra, vado da qualcun altro”, e mille varianti sul tema. Che poi, cari cinofili, ci può stare che un veterinario nello specifico possa non darvi fiducia o vi paia poco professionale; se però inizia a succedervi un po’ troppo spesso, può darsi che il problema siate voi.
E lo vogliamo lasciar fare il lavoro a chi ha studiato anni ed anni solo quello, invece di improvvisarci medici ed essere convinti di saperne di più del mondo? Che un pelo di umiltà non guasta mica, eh.

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A voi addestratori fa piacere quando sentite che il privato sta facendo l’addestramento fai-da-te al cane a suon di sculaccioni?
A voi educatori fa piacere sentire del signore che ha sempre avuto cani e sa già come si fa, e sta insegnando al cucciolo a non sporcare in casa mettendogli il muso nella cacca?
A voi toelettatori fa piacere quando arriva il proprietario che vi chiede di tosare a zero il cane a pelo lungo perché arriva l’estate?
A voi dog sitter fa piacere sentire di chi consiglia di lasciare il cane sul balcone mentre il padrone è al lavoro, così non sporca in casa?
A voi allevatori fa piacere conoscere le innumerevoli cucciolate fatte in casa senza preparazione alcuna, riproducendo cani troppo giovani, senza test sanitari, o lasciando il parto totalmente in mano alla natura senza nemmeno essere presenti?
Non credo. Perché siete preparati, avete studiato e praticato anni per arrivare a saper fare il vostro mestiere.
Allora, colleghi cinofili, fatevi tatuare (da un tatuatore, vero? Mica lo fareste da soli…) sul dorso della vostra mano dominante la scritta “Sono un *professione*”: in questo modo, ogni volta che accarezzerete un cane o lo terrete al guinzaglio, vi ricorderete fino a dove arriva la vostra area di competenza; perché sulla salute di un cane non si improvvisa.

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1 commento

  1. Niente di nuovo sotto al sole… Purtroppo.
    Con gli animali (e non solo, anche umani talvolta) c’è un uso spasmodico di antibiotici, il cui abuso crea un enorme danno come la farmacoresistenza, specialmente quando si danno medicine a casaccio a tentativi e senza una terapia mirata.
    Che poi mi chiedo… “Dagli l’antibiotico X e Y!”. Bene, ma come me la reperisco? Io se vado da una farmacia mi fanno pelo e contropelo con le ricette… e c’è chi le trova senza ricetta. Com’è possibile?!
    Di contro, ho trovato anche vet che mi hanno lasciata perplessa… tipo veterinari che fanno prelievi di campioni di sangue tagliando più a fondo le unghie (nel caso di un pennuto), che ovviamente è a contatto con lo sporco. Oppure vedono una zampa in cancrena, ti guardano e dicono “E io che devo farci?”. Niente, il brodo se vuole…
    Invece il vet che ho adesso è un vet d’oro, sveglio e molto appassionato. Di quelli che si vede che non è solo una professione, ma fa di mestiere ciò che realmente ama.

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.

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