di STEFANO BATTAGLINI – Pensare che il proprio cane sia sicuramente in grado di correre senza alcun problema, è un errore che molti proprietari commettono. Anche se nel 99,9% dei casi questo è certamente un errore che viene commesso per ingenuità e non per menefreghismo, non possiamo far comunque finta di niente perché probabilmente, questa leggerezza potrebbe mettere il nostro cane in guai seri.

Pensare che il cane sia “nato per correre” può infatti portarci a commettere degli errori di valutazione che, nel migliore dei casi, faranno si che il nostro amico pelosone invece di essere felice di correre con noi, non appena vede l’imbrago da canicross, si gira dall’altra parte e ci fa chiaramente capire che è meglio se andiamo soli.
La realtà dei fatti è che molte tipologie di cani non sono affatto idonei alla corsa ed anzi, in alcuni casi la corsa è proprio deleteria per loro.
Il cane in quanto animale selvaggio, viene considerato un corridore naturale che non ha bisogno né di un adattamento fisiologico alla corsa né tanto meno è necessario che sia sottoposto ad una visita di controllo. Si crede che Madre Natura abbia già pensato a tutto, dimenticando che in realtà quando si parla di cani, il vero “regista” è l’essere umano.
È intervenuto nel al corso naturale delle cose divertendosi a creare in base alle prprie necessità, dei tipi di cane così eterogenei tra loro e con delle differenze così esagerate da sembrare quasi paradossali.
Se prendiamo come termine di paragone il peso corporeo, si passa “agilmente” 😉 dal chilo grammo e poco più del Chihuahua ai 70 kg ed oltre del grande Danese!
Non credete anche voi che questo sia veramente incredibile?!?

In alcuni casi le selezioni sono state guidate dalla necessità di ottenere specifiche attitudini fisiche e caratteriali ideali a svolgere particolari lavori, in altre circostanze invece le modificazioni anatomiche sono state volute solo per assecondare canoni puramente estetici.
Questo “esperimento genetico” iniziato ormai dai tempi dei tempi, è ancora in corso di svolgimento ed in alcuni casi, ha completamente tralasciato la ricerca ed il mantenimento di quelle caratteristiche anatomiche funzionali alla corsa, dando origine a dei veri e propri cani non adatti alla corsa.
Del resto basta semplicemente analizzare quelle che sono le connotazioni fisiche dei canidi selvatici, il cui aspetto è stato effettivamente plasmato dalle sapienti mani di Madre Natura, per rendersi conto che la fisionomia “selvaggia” è tutta più o meno simile perché è stata “creata” per assecondare le necessità di un cacciatore che per sopravvivere, deve necessariamente essere in grado di correre più veloce o più a lungo della sua preda.
Il lupo, il coyote, la volpe, il licaone, il dingo e tutti gli altri, a parte le diversità di taglia e colore, hanno una morfologia molto simile.
Se prendiamo ad esempio la testa, possiamo trovare in comune le orecchie dritte ed una canna nasale molto lunga che conferisce alla testa la classica forma a cuneo.
Ovviamente le orecchie dritte hanno poco a che fare con la corsa 😉 , cosa che invece riguarda direttamente la forma allungata del muso.
Questa sagoma facciale è infatti fondamentale, perché oltre a permettere al cane di respirare correttamente, fa si che ansimando sia in grado anche di mantenere la giusta temperatura corporea. Non è difficile immaginare come e quanto questi due aspetti siano fondamentali quando si deve svolgere un’attività fisica intensa come la corsa, che non può prescindere da un apparato respiratorio efficiente, assolutamente in grado di assecondare la maggior richiesta d’ossigeno dell’organismo.
Nel cane inoltre, il mantenimento della temperatura corporea è quasi esclusivamente a carico dell’atto respiratorio. È infatti necessario che l’aria inspirata rimanga a contatto con la mucosa nasale umida, tutto il tempo necessario affinché si raffreddi.
Solo così si può abbassare la temperatura del sangue che circola nei vasi nasali e che poi andrà a raffreddare l’intero circolo sanguigno.

Questo piccolo ragionamento appena fatto ci permette già di escludere tra i potenziali cani corridori, tutti quelli che hanno il muso schiacciato.
In questi cani detti brachicefali, la canna nasale molto corta rende molto difficoltosa la respirazione e compromette notevolmente l’efficacia del “radiatore” del cane.
Durante la stagione calda alcune razze tra cui il Bulldog Inglese ed il Carlino, hanno grossissimi problemi dovuti alle alte temperature, anche senza fare alcun tipo di attività fisica.
I primi poi hanno a loro sfavore anche la struttura corporea che, nella loro versione moderna, li ha visti aumentare di peso, portandoli spesso al di là della soglia dell’obesità.
La conformazione del muso è l’aspetto che è molto importante da evidenziare, perché tra tutti i fattori deficitari per quel che riguarda la corsa, è sicuramente quello meno scontato. Dico questo perché in razze tipo il Boxer, la struttura fisica decisamente atletica potrebbe tranquillamente portarci a pensare che sia un ottimo corridore. Mai immagineremo che quel muso tanto bello, sia in realtà una “trappola” capace di esporlo a dei seri rischi di salute.

Il muso corto è sicuramente la caratteristica che vogliamo sottolineare con più enfasi, perché tra tutte è sicuramente quella meno ovvia e, proprio per questo, la più pericolosa.
Altri aspetti come per esempio la mole fisica, sono decisamente di più immediata e facile interpretazione e proprio per questo lasciano meno spazio ad errori di valutazione.
Anche per un non addetto ai lavori non è difficile intuire che la mole imponente di un Bull Mastiff, possa creargli dei seri problemi quando si tratta di correre per più di qualche centinaio di metri. Problemi che invece non ha un cane minuto come il Pinscher. Nel canicross infatti, sono in linea generale più a proprio agio cani leggeri rispetto a cani pesanti.
Altri tipi di strutture morfologiche che possono essere inserite tra quelle meno adatte ad una perfetta locomozione, vanno sicuramente inserite quelle esasperazioni che rendono i cani “sproporzionati”. Gambe troppo lunghe o esageratamente corte non sono adatte così come sono poco funzionali le schiene troppo lunghe ed eccessivamente arcuate.
Giusto per fare qualche esempio concreto, sono sicuramente poco indicate per la corsa a 6 zampe razze come il Bulldog Inglese, il Carlino ed il Pechinese tra i piccolini; il Bull Mastiff, il Cane Corso ed il Dogue de Bordeaux per quel che riguarda invece le taglie forti.

In questo appuntamento abbiamo visto quindi alcune caratteristiche morfologiche e alcune razze non particolarmente adatte alla corsa; nel prossimo articolo vederemo invece quali siano le tipologie più atletiche e adatte anche al canicross.

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