di CLAUDIO CAZZANIGA -L’esercizio che descrivo oggi è il recupero di un manichino. Si, si… Un manichino, avete capito bene.
Dopo aver spiegato l’esercizio dl recupero del figurante animato, si passa al lavoro con il figurante inanimato cioè una persona che finge di essere svenuto.
Nel mezzo, direi mai come in questo caso “propedeutico”, si incastra l’esercizio del manichino.

Esistono vari tipi di manichini. Solitamente sono mezzi busti “vestiti” della parte superiore di una muta da sub. All’inizio avevano tutti le braccia bloccate. Si inseriva nelle maniche un manico della scopa o qualcosa di simile ed il gioco era fatto. Oggi, sopratutto all’estero le braccia sono svincolate dal corpo, per cui possono stare sia attaccate che staccate dal corpo. Dipende dal vento, dalle onde, dalle correnti. Ed in questi casi si può maggiormente notare le capacità ed abilità dei cani.
La parte centrale del corpo è a fantasia… Io ho due manichini. In uno ho messo una tanica da 15kg. Così ogni volta posso variarne il peso.
Nell’altro ho messo un mezzo busto di un vero manichino da negozio con legati dei pesi.
Anche le braccia sono a fantasia. In uno del poliuretano espanso mischiato a pietre e ferro. Nell’altro bottiglie di plastica.
Ne ho anche ultimato un terzo in questi giorni. A corpo intero cioè anche con le gambe, molto sottile, di colore marrone scuro. Utile per insegnare al cane a cercare a grande distanza. Il manichino tra onde e sole in controluce si “nasconde” in acqua.
Tutti i miei manichini sono rigorosamente senza mani. Poi vi spiego il perché.
Unica caratteristica che tutti i manichini dovrebbero avere è il peso. Quasi tutti i regolamenti nazionali ed internazionali parlano di un peso tra i 20 e 30kg.

L’esercizio in fase di svolgimento è il seguente.
Il conduttore ed il cane stanno sulla riva. A distanza di 25/30 metri passa un gommone con un figurante a bordo. Il figurante attira l’attenzione del cane, senza mai chiamarlo. Su cenno del giudice lanca il manichino in acqua. Su ordine del giudice il conduttore invia il cane… Che una volta raggiunto il manichino lo afferra per un polso e lo riporta a riva.
Alternativa a questo esercizio è che il cane possa partire dal gommone e lì riportare il manichino.

Come lo insegno?
Prima di tutto inizio dalle presentazioni. Presento al mio cane il manichino. Molti cani hanno paura. Altri abbaiano. Di solito prima di iniziare a lavorare “seriamente” con il manichino, mentre lavoro a qualche altro esercizio o solo facendo lavoro a terra, inizio a “lasciare in giro” il manichino. Permetto al cane di vederlo, conoscerlo, capire di cosa si tratta, abituarsi.
Una volta che la presenza del manichino non è più un problema entro in acqua con lo stesso ed invito il cane a venirlo a prendere. Faccio in modo di indirizzarlo sempre sul polso destro.
Evitate che si avventi sulla testa o lo prenda per il corpo. Una volta che lo afferra faccio ruotare il manichino di 180° e con il cane usciamo. Se non lo afferra posso provare a fingere di scappare via con il polso in mano oppure lo muovo in acqua come fosse un riportello.
Se abbiamo ben fatto gli esercizi con il riportello non impiegheremo molto a farglielo prendere. Aiuto ed accompagno SEMPRE il cane ad uscire perché potrebbe non essere preparato a trascinare qualcosa di pesante e non voglio che lasci oppure che prenda e mastichi. Dobbiamo aiutarlo fintanto che non impari a “portare” pesi più importanti.
A comando, me lo faccio lasciare. E qui attenzione, molti cani successivamente al traino e quasi sempre quando toccano con le zampe, si avventano sul manichino, lo mordono o lo vorrebbero trascinare. Evitate. Piuttosto una volta che ha lasciato gli lanciate una pallina, un riportello. Non si deve gratificare con il manichino.

Fase due. Mi faccio aiutare da un figurante. Che farà esattamente quello che facevo io. Ma questa volta come conduttore starò a riva.
A mano a mano che il cane prende confidenza con il manichino il supporto del figurante non servirà più. Potremmo iniziare a variare la distanza da riva del manichino e la sua posizione. L’ideale sarebbe a croce con la testa verso il largo. Ma una volta lanciato… Come si metti si mette, l’importante è che il cane lo afferri per le braccia e non per testa o corpo.
Ultima fase, ma solo quando il cane conosce per bene il manichino, lo facciamo lanciare dal gommone. Le prime volte prima di far partire il cane assicuratevi che il gommone sia a debita distanza. Questo per far sì che il cane non possa essere in alcun modo distratto. Poi via via, più distrazioni ci saranno, più sarà divertente mettere alla prova il Vostro lavoro!

Dimenticavo: perché costruisco i manichini senza mani?
Come detto questo esercizio è l’anticamera dell’esercizio chiamato presa al polso, dove un figurante in carne ed ossa finge di essere svenuto. Il cane una volta che lo ha raggiunto lo prende per il polso e lo riporta a riva o al gommone.
Molti, troppi cani prendono il figurante per la mano o addirittura per le dita, e a norma di regolamento andrebbe penalizzato.
Se io insegno al cane ad andare sul polso del manichino è molto probabile che una volta che il cane ha standardizzato l’esercizio me lo riproponga anche in presenza del figurante. Al contrario abbiamo notato che quei cani che lavorano con manichini dotati di mani hanno molti più problemi.
Ancora peggio fanno i cani che lavorano con manichini che al posto delle mani hanno il riportello.
Quindi, non lavorate nell’ottica del manichino in se per se: guardate sempre un pochino più avanti!

Potrebbero interessarti anche...