di CLAUDIO CAZZANIGA – In questo appuntamento settimanale vi parlo del recupero del figurante inanimato, anche detto “presa al polso”.
Ci riannodiamo a doppio filo all’articolo di quindici giorni fa, dove si parlava del recupero del manichino. Il figurante inanimato, come già detto è la sua evoluzione.
L’esercizio prevede che un figurante sia issato su un gommone.
A distanza che varia da 25 a 50 metri dalla riva – a seconda del grado di difficoltà – dopo aver richiamato l’attenzione del cane, si getta in acqua e rimane immobile.
La posizione iniziale che deve assumere è quella a croce o a “T” dando i piedi al cane. Da lì in poi è in balia di onde e correnti (se ve ne fossero) e la posizione che assume non è più controllabile dal figurante stesso. Come si mette, si mette!

Lo svolgimento regolare prevede che il cane su ordine del conduttore si tuffi, afferri il figurante per il polso, indifferentemente il destro o il sinistro e torni a riva.
La presa corretta sarebbe con il muso del cane che afferra il polso ed il corpo di cane e conduttore affiancati. Il cane deve avere una presa decisa ma non violenta.
Non deve masticare e lasciare su comando del conduttore quando più o meno tocca. Questa la maniera corretta.
Una variante può essere la partenza del cane. Sia da riva che da gommone. In questo caso deve lasciare quando dal gommone possono afferrare il figurante.

Come giudice sto molto attento all’espressione del figurante quando il cane lo aggancia. Se sente male la smorfia di dolore è quasi inevitabile. All’estero il giudice al termine dell’esercizio può chiedere al figurante di mostrargli il polso, per capire che tipo di presa il cane abbia. E’ uno dei pochi esercizi dove vi si interlocuzione tra giudice e figurante.
Gli errori più frequenti sono la presa delle mani… e delle dita, il masticare il polso oppure il lasciare troppo presto. Anche il camminare sul figurante sarebbe da considerare penalizzante.
Nel panorama del lavoro in acqua, soprattutto internazionale e soprattutto in Francia questo è un esercizio importante.
In tutte le gare di qualificazione alle Coppe e nelle due finali più prestigiose in Europa, il Championnat e la Coupe ( rinominata Campionato in acqua dolce) tutti gli esercizi sono a sorteggio, tranne questo che è l’unico obbligatorio con partenza del cane dal gommone.

Avrei molti aneddoti da raccontare legati a questo esercizio!
Nel 2014 nel Championnat de France il cane Eole, un Cao de Agua si trovò letteralmente a rincorrere il figurante. Eravamo nel nord della Francia, oceano.
Il figurante si tuffa e si alza un vento incredibile. Eole si tuffa ed il figurante, spinto dal vento ,inizia a spostarsi. Il povero cane lo ha inseguito con tutte le sue forze ma il vento ha avuto la meglio.
Per non rischiare l’incolumità del cane e del figurante dopo alcuni minuti il giudice ha interrotto l’esercizio.
Nel 2015 sempre nord della Francia e sempre ad un Championnat de France, quello che poi avremmo vinto, il giudice decise di mettere il figurante al contrario, cioè con la testa rivolta verso il cane.
Solo la mia Bati ed un altro cane fecero l’esercizio nella maniera corretta. Tutti gli altri o presero il polso al contrario o passeggiarono sul figurante. Noi, memori di molti allenamenti con il buon Toni Fidanza e Luana Fantini, ci eravamo preparati anche per questa evenienza! La Bati circumnavigò il figurante, prese il polso destro e lo portò al gommone.
Ma torniamo a noi……
IMPORTANTE: il figurante deve sempre vestire una muta lunga, guanti e scarpe. Se vuole può aiutarsi con una manichetta di protezione da mettere sul polso.

Come lo insegno?
Riprendo il metodo usato per il manichino. Mi metto in acqua, tengo io il polso ed invito il cane alla presa.
Faccio in modo che il figurante sia o con il giubbetto galleggiante o su un materassino, così da agevolare il lavoro del cane.
Sempre distanze brevi. Aiuto il figurante a ruotare ed accompagno il cane verso riva.
Faccio in modo che il figurante tenga la mano sott’acqua, così che il cane si concentri sul polso.
A mano a mano allontano il figurante ed io resto sulla riva.
Poi tolgo il giubbotto oppure levo il materassino. Allontanando il figurante faccio sempre in modo che lo stesso abbia sempre il braccio destro aperto e quello sinistro allineato al corpo così che al cane entri sempre e solo in testa di andare a prendere sempre e solo quel polso di quel braccio.
Una volta ben fissato non sarà più un problema far “ricomparire” l’altro braccio.
Consiglio: non ricompensate una volta arrivati a riva o al gommone con palline o giochi.
È importante che il cane lasci a comando. Se nella testa del cane entra “Appena lascio vengo pagato…” siete finiti!
Il premio siete Voi!!!

È un esercizio complesso da insegnare per bene. Molti cani faticano a prendere. Altri a trainare corpi pesanti. Altri sono molto sensibili al fatto che il corpo-morto del figurante si muova: una volta scappa via, una volta li sormonta…
Io attualmente sto lavorando proprio su questo esercizio, lo sto facendo da quasi tre mesi… E siamo ancora in alto mare!
Pazienza e tanto allenamento.
Una volta che il cane ha imparato la presa e l’esercizio, come sempre cambiate le sequenze.
Fate partire il cane sia da riva che dal gommone, spostate il figurante sia di posizione (lontano, vicino, in diagonale) sia come figura ( rovesciato, con la testa vs destra o verso sinistra).
Anche il figurante, sopratutto in fase di insegnamento del cane deve saper fare la sua parte.
Non improvvisate. Un cane inesperto a volte è molto irruento: graffia, mordicchia, spesso acchiappa la prima parte del corpo che trova. Il figurante deve essere come un pallone da calcio. Se non lo calci non si muove. Se calci forte va lontano, ma se sai accarezzarlo ti diverti molto. E così il cane deve imparare ad interagire con il figurante.
Il figurante deve sapersi mettere a favore di cane, agevolarlo, anticiparlo: più sarà bravo a non farlo sbagliare, meno tempo il cane impiegherà ad imparare un esercizio.

Spesso il figurante inesperto, se preso alla sprovvista tende a scansare il cane, ad allontanarlo, a difendersi.
Se malauguratamente il cane prende un colpo, finisce sotto, si spaventa… potrebbe associare questo disagio al figurante, e questo potrebbe complicare il vostro lavoro.
In fase di costruzione affidatevi a persone che vi possano aiutare. È fondamentale.

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