di PATRIZIA RODINO – Ovvero, tutto ciò che riguarda un quadrupede di nome Pascal e i loro inesperti (ma assetati di sapere) proprietari… ossia quando la Sciuramaria e il Sciurmario tentano di evolversi…

Prequel
Ammettiamolo subito: il riferimento ai “personaggi” creati da Valeria Rossi non è puramente casuale ma assolutamente improprio. Un bieco tentativo di arruffianarmi, a nessun titolo, chi legge.
In realtà io non ho mai posseduto verso i cani lo spontaneo e irresponsabile entusiasmo della Sciuramaria e pure mio marito come Sciurmario fa pena, nel senso che lui ha posseduto un cane in gioventù (preso però già adulto) e ha saputo far tesoro di questa esperienza.
Chiedo dunque uno sforzo di immaginazione per cogliere l’improbabile linea evolutiva che traccio partendo da una coppia di SciuriMari doc e noi.
Noi, che per di più siamo in quattro. Perché in questo tentativo di cronache un po’ umane e un po’ canine c’entrano anche 2 figli.

Una, la più piccola è uno spirito libero e indomito (cioè una bestiolina anche lei!), corredata di un grande amore per tutti gli animali mentre l’altro… beh… trattasi di un adolescente (e con questo potrei aver detto tutto o quasi), un tenerone in incognito a cui piace indossare la maschera di tuttologo perfettino dietro la quale nasconde grande sensibilità.
Mentre l’una (ovviamente) ci chiede un cane da sempre il secondo invece non ne ha mai palesato il desiderio.
E neppure noi “grandi “, perché entrambi reputavamo già abbastanza impegnativo far funzionare decentemente una famiglia: dinamiche di coppia, dinamiche tra genitori e figli, dinamiche tra fratelli… ci mancavano solo quelle canine!
E poi per me le donne multitasking sono delle marziane: io di tasca ne ho solo una e a volte mi pare pure bucherellata, che fuor di metafora significa che non riesco a far bene due (o più) cose assieme. Se ne faccio una discretamente sono già al top e siccome le priorità mie e di mio marito hanno sempre riguardato la famiglia, a quella mi sono dedicata completamente (non che avessi una gran carriera o stipendi da favola a cui rinunciare).
E qui casca l’asino! O più opportunamente… il cane!
In questi ultimi tempi ha fatto capolino dentro la mia testa la convinzione che un cane avrebbe potuto arricchire le nostre vite. Frase fattissima, ma quanto mai corrispondente al mio pensiero.
E come sempre quando ho un’idea… mi lancio a capofitto nello svisceramento della stessa.
Perché volere un cane è un desiderio assai generico: si tratta di decidere quale.
Meticcio o di razza? Cucciolo o adulto? Canile, allevamento o l’immancabile conoscente che ha una cucciolata da piazzare?
Io sono vecchio stampo, del web mi fido poco, non ho mai pensato che la cultura (neppure quella cinofila) si potesse trovare in rete.
O per meglio dire: certo che si trova… ma, sommersa da tante boiate (ognuno può inventarsi esperto e scrivere di argomenti di cui non sa un tubo), scorgerla diventa quasi una “mission impossible”.
Però, tanto per avere una prima infarinatura, ci ho provato lo stesso. E dapprima sono approdata su un sito (cani.com) che in rigoroso ordine alfabetico elenca tutte (credo) le razze canine con descrizione fisica, caratteriale e pure gli allevamenti italiani ove trovarle.

Questo mi ha consentito una prima scrematura e anche di capire che per noi sarebbe stato meglio indirizzarci verso una razza precisa per evitare di ritrovarci tra le mani situazioni imprevedibili che, da inesperti, non saremmo stati in grado di gestire, con ripercussioni negative sulla famiglia e sul cane stesso.
Perché le differenze comportamentali e caratteriali (e quindi le necessità) tra una razza e l’altra sono enormi e portarsi dentro casa un meticcio significava partire senza uno straccio di informazione su taglia, indole etc…
In fondo il mio discorso, oltre che egoistico, era anche terra terra. Ci sono cani che non avremmo potuto permetterci o che avrebbero contrastato con il nostro stile di vita:
– cani enormi, no. Viviamo in città, in un appartamento di 100 metri quadri e non navighiamo nell’oro.
Se far fronte alle spese per gli eventuali problemi di salute del quadrupede è un obbligo morale, scegliere scientemente un cane che solo di cibo costa un capitale (un Leonberger mangerà più di un Chihuahua, no?) e che durante un trip moment può radere al suolo la casa, faticosamente comprata e ristrutturata, lo trovo autolesionistico.
-Cani minuscoli, no. Ok… qui siamo nel campo dei pregiudizi e delle preferenze estetiche, lo ammettiamo.
Ma un cane grande poco più di un topo che rischiamo di calpestare proprio non ci piace.
Ed io sono poco a mio agio con le borsette (meglio gli zaini!), le porto solo perché da qualche parte portafogli e cellulare devono stare, figuriamoci se ci infilo dentro un cane.
– Cani troppo pelosi, no. Alessio, mio figlio, è allergico agli acari, in primavera starnutisce e tossisce che è un piacere… pur non avendo un’allergia specifica al pelo di cane farlo vivere in un ambiente saturo di peli (o vivere passando in continuazione l’aspirapolvere), a lume di naso non ci sembrava una grande idea.
– Cani troppo abbaioni, no. Siamo in un condominio, abbiamo buoni rapporti con tutti e vogliamo continuare a mantenerli.
E, come ho avuto modo di apprendere informandomi, ci sono cani per cui abbaiare è quasi una necessità; li si può limitare un po’ ma, ammesso di riuscirvi, andar contro la loro natura ci sembra un po’ una violenza… oltre che uno sforzo assurdo, poiché esistono cani che invece abbaiano assai raramente.
– Cani che hanno un bisogno vitale di correre e percorrere tanti km tutti i giorni per essere felici e per non distruggerti casa, no.
Siamo un po’ pantofolai ma disposti ad aumentare le ore e le attività all’aperto per il benessere del cane (e pure per il nostro) ma trasformarci nella “famiglia avventura” che un week end scala una montagna e quello dopo guada un torrente è pura utopia. Star fuori e far rilassanti scampagnate ci piace, ma per alcuni cani questo non basta… dunque per il bene loro e nostro meglio evitarli.
– Infine: cani che per vari motivi necessitano di essere educati da chi ha notevole esperienza e non da chi è alla prima esperienza, no.
Non escludiamo la possibilità di rivolgerci ad educatori o addestratori, di portare il cagnolino in un campo cinofilo ma partire sapendo che se non lo faremo saremo nei guai… anche no. Provare a farlo crescere crescendo con lui, questo vorremmo.

Sulla base di questi veti e partendo dal presupposto che non volevamo un cane da lavoro ma un quinto membro della famiglia da poter portare sempre, o quasi, con noi, da amare (ed esserne riamati), da educare, col quale comunicare e condividere le giornate e le emozioni… ho iniziato la mia ricerca.
Va bene, lo ammetto, qualche preferenza la avevo e la avevano i miei figli.. .preferenze estetiche/emozionali. Nel senso che in base all’aspetto del cane noi inserivamo (spesso erroneamente) il carattere…
Nella mia top (non ten, non so neppure se arrivavo a conoscerle dieci razze di cani) c’era il Basset hound.
Dal tenente Colombo in poi quel cane lì è diventato sinonimo della dolcezza canina per me. Come taglia c’eravamo, il pelo era corto… e allora perché no?
Perché nel frattempo sono approdata a “I veri standard di… “redatti da Valeria Rossi, che mi hanno edotto che per essere irresistibile e pacioccoso il Basset hound lo è, ma è anche testardissimo: sembra quasi impossibile che risponda ad un richiamo o che ubbidisca. E noi conosciamo i nostri limiti: se mio marito ed io sappiamo all’occorrenza sfoderare un po’ di pugno di ferro… i figli, soprattutto la piccola, gli farà fare tutto ciò che vuole e finire in balia di un quattro zampe è un attimo, per noi che siamo quasi al primo cane poi…
Va bene dai, cerchiamone uno più docile.
Per ragioni di parentela, anche caratteriale, scartiamo anche il bassotto. Passione di Amelia e che sta simpatico pure a noi… ma oltre ad essere anche lui capoccione (nel senso di capa tosta non di poco intelligente, di intelligenza ne ha da vendere, solo che spesso la usa contro di te) ha pure una vena talvolta aggressiva e esageratamente possessiva. Anche qui la paura che il compito superi le nostre abilità mi fa rinunciare.

Approdo ai terrier, altra mia passione. Sono piccoli ma non minuscoli e tenerissimi.
Soprattutto il White terrier… ma quanto è bello? Va bene: il pelo bianco non sarà facile e neppure economico da gestire ma ve ne sono altri altrettanto adorabili: lo Scottish terrier, il Norfolk terrier… peccato che grazie a Valeria Rossi scopro che tutti i terrier sono cacciatori indomabili, bisognosi di intensa attività fisica, cani da lavoro più che da appartamento, cani adatti quasi solo a cinofili con le palle.
E io che fino a qualche mese fa neppure sapevo di essere cinofila dubito seriamente di essere palle-munita. Chiudere la parentesi terrier è stata dura ma vengono definiti uragani e ormai la filosofia della signora Rossi ce l’ho stampata in testa: meglio aver paura e rinunciare ad un cane che prenderlo confidando nell’ammore e nella buona sorte.
È importante optare per una razza confacente al futuro proprietario e al suo stile di vita… è proprio per questo che ho deciso di farmi il mazzo, se poi me ne infischio delle informazioni che trovo e faccio di testa mia cosa me lo sono fatto a fare???
Apro però un inciso: è stato una meraviglia! Scoprire cosa sia in grado di fare un cane, approfondirne i lati caratteriali, le doti…
Un giorno portando mia figlia a scuola ho pensato che se anche non avessimo preso nessun cane ormai passeggiando per strada spesso li riconoscevamo per razza e ne elencavamo le caratteristiche; io che ho sempre avuto timore dei cani grandi e dall’aspetto serioso ora quando incrociavo un Dobermann o un Pitbull non acceleravo più il passo, ma li osservavo rapita e sorridevo.
Comunque cerca e ricerca… ci sono!!! È il Cavalier King Charles Spaniel che fa per noi!!!
Cane da compagnia, assolutamente fiducioso e docile, amichevole e dolcissimo. La taglia c’è,  il pelo non è proprio corto ma può andare.
Il figlio maggiore, quello più arduo da convincere, è entusiasta. Dunque approfondisco e da qualche parte scopro che: un cucciolo di Cavalier King costa dai 1700 euro in su e che si tratta di una razza assai delicata di salute. In verità non so se ho appreso queste notizie da fonti attendibili ma comunque la mia sicurezza vacilla e allora, se pur non escludendolo, tengo il Cavalier in stand by e continuo la mia ricerca…

P.S
Il figlio sarà pure tuttologo e perfettino, ma ha corretto e migliorato questo scritto.

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