mercoledì 8 Luglio 2020

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Valeria Rapezzi
Laurea in Allevamento e Benessere Animale, conseguita nel 2007 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano. Ho approfondito l'argomento "alimentazione naturale", dedicandomi nello specifico all'alimentazione BARF negli ultimi 6 anni. Come istruttore cinofilo sono convinta che l'alimentazione abbia un grosso peso sul benessere e sul comportamento dei nostri cani. Un altro modo che utilizzo per lavorare per il benessere dei cani che seguo, è il TTouch. Sono diventata Practitioner 1 nel 2011 e nel 2016 ho conseguito la qualifica di Practitioner 2. Applico il TTouch in ambito di educazione, riabilitazione comportamentale e disabilità.

di VALERIA RAPEZZI – Come abbiamo avuto modo di vedere nelle puntate precedenti, la dieta BARF può e deve essere personalizzata per il singolo individuo.
Oggi vedremo assieme alcune linee guida generali, con alcuni esempi per qualche caso particolare, ma tenete sempre presente che la chiave di tutto è osservare e conoscere il proprio cane e rispettare i suoi tempi e le sue esigenze.

Scelta delle percentuali
La prima cosa da fare è decidere quanto cibo dare al nostro cane in percentuale al suo peso corporeo.
La percentuale per un cane adulto di taglia media può variare da 1,5% al 3% del suo peso, in base al livello di attività, metabolismo e condizioni di salute del singolo soggetto.
Per i cani di piccola taglia questa percentuale sul peso può anche arrivare al 4% , a seconda dei casi.
Una volta decisa la percentuale da applicare e di conseguenza il totale di cibo da somministrare dobbiamo capire come suddividere tutti gli alimenti, come indicato nel secondo articolo di questa serie.

Come effettuare il passaggio alla BARF in soggetti adulti e anziani sani
Il passaggio dal cibo industriale ad un’alimentazione naturale deve essere netto, non è necessario né produttivo mischiare diversi tipi di alimentazione.
Fate un giorno di digiuno in modo che il cane abbia digerito fino l’ultimo residuo di cibo industriale (crocchette o umido non importa) e poi potete cominciare direttamente con un tipo di proteina che crei meno problemi possibili e sia altamente digeribile, utilizzando solo la polpa (CSO), senza ossa.
Se il cane/gatto non ha intolleranze particolari, potete scegliere pollo o tacchino, altrimenti potrebbe essere meglio scegliere una proteina differente, ad esempio il coniglio.
Se il vostro cane è un soggetto delicato, con problemi gastrici o di salute, o ancora ha appena ultimato una cura con alcuni farmaci, ad esempio antibiotici, è meglio effettuare un passaggio graduale dal cibo cotto al cibo crudo; per fare questo utilizzate sempre un’unica proteina e scottate inizialmente la carne fino a passare al crudo nel giro di qualche giorno o settimana, a seconda delle esigenze del vostro cane.
Durante questo periodo di transizione, è una buona idea associare dei probiotici. Per sceglierli, date un’occhiata all’articolo a loro dedicato.

Il secondo elemento da inserire, dopo una settimana di sola CSO, sono le ossa polpose (OP), iniziando a dare ossa polpose morbide e idonee alla stazza del cane. Per la scelta del tipo di osso, consiglio di riguardare l’articolo dedicato alle OP.
La seconda settimana, la ciotola del nostro cane/gatto sarà costituita da carne CSO e ossa polpose OP.
La dose di OP andrà a discapito della CSO quindi il quantitativo di cibo in ciotola sarà uguale per ogni inserimento, ma cambieranno man mano i rapporti tra le diverse materie prime, man mano che si inseriranno tutti gli elementi, uno alla volta.

Come terzo elemento possiamo aggiungere la trippa verde, quindi per la terza settimana la ciotola sarà composta da CSO + OP + Trippa verde.
La quarta settimana aggiungeremo le frattaglie, inserendo 1 organo alla volta. Consiglio di iniziare dal cuore, che spesso è più gradito ed è molto utile per i gatti, contenendo una buona quantità di taurina (essenziale in questa specie).
Infine aggiungeremo le verdure, possibilmente testandole una alla volta, prima di fare dei mix.
In questo modo, inserendo con la giusta gradualità un singolo elemento alla volta, potremo testare la tolleranza del nostro animale nei confronti delle diverse fonti animali e vegetali e, in poche settimane, avremo una dieta completa da poter variare, inserendo pesce e altre fonti proteiche differenti, oltre che verdure di tipo diverso.

Passaggio alla BARF in soggetti sensibili
Il passaggio alla dieta Barf normalmente avviene in modo drastico, ma questo potrebbe non andare bene per cani particolarmente sensibili, che hanno difficoltà ad adattarsi al cambio di alimentazione.
Cani particolarmente sensibili, che con il solo cambio di crocchette presentano disturbi digestivi, nel passaggio alla BARF possono dare qualche problema in più.
In questi casi si può fare un passaggio intermedio con carne cotta, magari aggiungendo una zuppa di carote, per poi passare al crudo come indicato per i cani adulti, ma dilatando maggiormente i tempi.
Per questi soggetti è essenziale inserire probiotici e prebiotici per un periodo di tempo sufficientemente lungo.
Se avete un soggetto a cui volete cambiare alimentazione a causa di problemi di salute, il mio consiglio è di rivolgervi prima a un Medico Veterinario Nutrizionista, che conosca bene questo tipo di alimentazione e possa aiutarvi a formulare una dieta adeguata per il vostro animale.

Come effettuare il passaggio alla BARF in cuccioli e cuccioloni
Il passaggio a BARF è molto simile a quello per i soggetti adulti, anche se in molti casi gli step per inserire alimenti nuovi possono essere più brevi (anche 3-4 giorni, invece di 1 settimana).
Può essere necessario allungare itempi di passaggio alle ossa più dure.
Ad esempio si può partire con le ossa tritate, poi colli di pollo interi, poi quaglie e alette di pollo, passando ad altre ossa molto gradualmente, seguendo le capacità di masticazione del cucciolo, che sono influenzate dalla taglia e dal cambio dei denti.
Per calcolare la qualità di alimento, è necessario sapere che un cucciolo mangia in media tra 5% e il 10% del suo peso effettivo (NON quello che raggiungerà una volta adulto!).
Il 5% è una buona percentuale di partenza per un cucciolo appartenente a razze grandi e giganti, mentre il 10% è per un cucciolo di una razza di piccola taglia.
La quantità di cibo si aggiusta in base alla crescita del singolo soggetto, sarà quindi necessario monitorare la crescita e pesare il cucciolo abbastanza regolarmente (indicativamente ogni 2 settimane se sotto i 5-6 mesi, 1 volta al mese oltre i 5-6 mesi).

Passaggio a dieta BARF nel gatto
Il gatto è un animale molto abitudinario, per questa specie la transizione a BARF può richiedere più tempo e pazienza. Per i cuccioli, solitamente, il cambio di alimentazione richiede molto meno tempo che per i soggetti adulti.
Non lasciate a disposizione cibo secco, se il gatto è abituato a mangiare esclusivamente crocchette, è bene fare prima un passaggio ad un buon umido e/o carne cotta.
Se il gatto è già abituato a mangiare umido, possiamo partire direttamente mescolando un po’ di carne cotta/scottata all’umido, aumentando gradualmente la quantità di carne a discapito dell’umido.
Una cosa fondamentale e differente rispetto ai cani, è ricordarsi che i gatti non tollerano digiuni superiori alle 12 ore, che in questa specie possono indurre lipidosi epatica. Pertanto, è da evitare il “pugno di ferro”, ed è molto più produttivo fare un passaggio graduale da alimentazione commerciale a naturale.
Per invogliare il gatto a passare a carne cruda, oltre a mescolarla in via transitoria con piccole quantità di umido, è buona norma variare il più possibili le fonti proteiche, alternando CSO di vari animali e pesce.
Sono differenti anche le percentuali dei diversi alimenti, per un gatto sano una buona linea guida è 80% CSO, 10% OP e 10% frattaglie

Disintossicazione dal cibo industriale
Durante il passaggio alla BARF c’è una fase di disintossicazione che può durare anche alcuni mesi, in funzione del periodo nel quale il cane ha mangiato alimentazione industriale.
Episodi di diarrea, vomito, forfora o prurito sono normali conseguenze della disintossicazione.
Se il cane ha diarrea persistente, dai 2 o 3 giorni in poi, potrebbe non tollerare una proteina.
Tenete monitorato il vostro cane/gatto durante il passaggio a BARF e se i sintomi durano troppo a lungo, o sono troppo intensi, confrontatevi con il vostro Medico Veterinario di fiducia.

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