di NICOLA FILIALI – Prendo spunto da un episodio vissuto da miei cari amici a fine estate 2018 per una riflessione.
Pomeriggio in centro di una piccola cittadina del litorale adriatico. Viavai di persone davanti ad una gelateria. Persone che conversano tranquillamente, il cane è al guinzaglio; si tratta di un Boston Terrier (quindi una taglia piccola) e se ne sta tranquillamente ai piedi del proprietario.
Ad un certo punto , improvvisamente, un gran tafferuglio: un cane di taglia media (dall’aspetto simil lupino di imprecisata razza) si avventa sul piccolo cane scuotendolo violentemente.
Immediato l’intervento del proprietario del terrier che allontana in qualche maniera il cane “aggressore”, accorgendosi solo in seconda battuta che ha un guinzaglio estensibile attaccato al collare, all’estremità del quale (ancora a diversi metri di distanza) c’è un signore che impassibilmente assiste alla scena.
La prima reazione è verificare i danni: un taglio ed un buco ai lati del collo del cagnino che per fortuna sembra stare bene (ma il morso c’è stato e con decisione).
L’altro cane? Se ne sta andando col suo conduttore, non una scusa, non una parola… nulla.
Seguono richieste di spiegazioni, qualche parola animata ed una risposta sconcertante: “come fai a dire che è stato il mio cane?”.
Il tipo se ne va lasciando tutti di sasso, ma i commenti successivi dei testimoni chiariscono la situazione: “lo conosciamo, non è la prima volta!”

Telefonata al veterinario, visita, 7 punti da un lato e 2 dall’altro. Per spirito di giustizia un salto dai carabinieri.
Quel che accade in caserma è disarmante: viene detto che l’unica cosa che può accadere in caso di denuncia al proprietario (peraltro recidivo di cattiva custodia e procurati danneggiamenti ad altri animali) è un’ammenda pecuniaria di poco più di 50 euro, con l’innesco comunque di un procedimento di durata “italiana” e… bla bla bla!
In effetti il codice penale prevede esattamente questo all’ Art. 2052: “Danno cagionato da animali. Il proprietario di un animale, o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.”
Praticamente non ci sarebbe modo di impedire che qualcuno palesemente incapace di gestire il cane permetta che questo procuri danni ad altri animali?
Sembra impossibile, ma l’unica soluzione proposta dai carabinieri è stata quella di rivolgersi ai vigili urbani (???) ed alla ASL (ufficio veterinario).

Così si racconta tutta la storia all’ASL per poi mostrare la foto del cane “incriminato”, che evidentemente aveva una serie di precedenti colossale.
Però di effetti conseguenti a questa lista di segnalazioni non ce ne sono.
Sembra un’assurdità, sembra impossibile, eppure anche scartabellando su google si leggono solo quali sono le eventuali “multe”, quali sono (o sarebbero) le eventuali responsabilità, ma alla resa dei conti nessuno paga; al massimo il tutto si risolve con una multa ridicola, comunque a conclusione di una azione legale da inoltrare.
In barba a tutta la cultura cinofila per cui ci battiamo.
Anzi, qui non si tratta nemmeno di cinofilia, ma di buon senso civico, quello che imporrebbe di non danneggiare gli altri nelle loro “proprietà”: già, perché ricordiamoci che, per la legge italiana, il cane è assimilabile ad un bene, una cosa, esattamente come una bicicletta (fa brutto solo a pensarlo ma è così).
La vicenda, tra l’altro, ha avuto un ulteriore successivo sviluppo, perché qualche giorno dopo si è ripetuta, con una dinamica sovrapponibile, ai danni di un maltese di proprietà di un poliziotto, il quale ha querelato il proprietario del cane teppista… ricevendo una controquerela per insulti! 1 a 1 e palla al centro!

Quindi siamo all’assurdo: è quasi più facile perdere la patria potestà sui figli che sui cani.
Se mio figlio danneggiasse continuamente qualcuno, verrei certamente “perseguito” (giustamente, per carità) ed in caso di inadempienza genitoriale reiterata, potrei ritrovarmi ad avere la patria potestà sospesa, con misure via via più severe con tutti i problemi che questo comporta, MA se il mio cane morde 10 cani in 15 giorni, dimostrando in maniera inequivocabile che sono incapace di gestirlo (ovviamente non ho tirato fuori il “se ci fosse stato un bambino”… che invece in questo caso data l’incompetenza potrebbe pure essere pertinente) non succede una beata fava e le autorità fanno spallucce!
Non ci sono parole!

Quando un’aggressione coinvolge una persona, fortunatamente l’iter è diverso, perché in caso di accesso al Pronto Soccorso la segnalazione scatta d’ufficio e l’ASL è obbligata al controllo sanitario del cane con una trafila via via più stringente, in base alla gravità ed alla eventuale recidività dell’episodio. Ma poi siamo sempre lì: se nessuno controlla o interviene, anche le limitazioni diventano parole scritte sui verbali.
In pratica, per far valere le proprie ragioni, facendo tesoro di questa vicenda, diviene necessario prendere le generalità del conduttore, recarsi dai vigili urbani a segnalare l’aggressione (e di rimando all’ASL di competenza) ed eventualmente ricorrere ad una denuncia, sapendo però che le conseguenze saranno per lo più ridicole ma le eventuali spese legali certamente no.
Probabilmente (scusate se mi levo questo sassolino dalla scarpa), se fosse stato un bel Dobermann/Rottweiler/Pit Bull, sarebbe uscito sul giornale locale un articolo sensazionalistico con tanto di foto messe a casaccio e titoloni roboanti conditi del “poteva esserci un bambino” e per qualche giorno avremmo avuto un po’ di scanni sul web.
Welcome to Italy!

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