di VALERIA RAPEZZI – Le linee guida generali, viste nei precedenti articoli di questa serie, sono quelle da seguire nel caso di soggetti adulti e sani.
Nel presente articolo vedremo assieme le caratteristiche specifiche della dieta BARF per i soggetti anziani.
Un cane può essere considerato anziano a partire dai 7-10 anni, a seconda della taglia, ma vanno considerati anche altri fattori oltre all’età, per stabilire quali modifiche fare nella dieta.
Alcuni cani, con l’invecchiamento, possono avere una diminuzione dell’olfatto e questo può renderli più “capricciosi” con il cibo, in quanto faticano a riconoscere quello che hanno nella ciotola (un po’ come può capitare a noi con un raffreddore).
I denti possono essere più consumati, e ciò rende più difficile la masticazione di ossa polpose più dure, che fino a poco tempo prima masticavano senza problemi.
Una spia di questo problema può essere la presenza di schegge più o meno grandi di ossa all’interno delle feci.

Il pancreas potrebbe avere difficoltà nel secernere alcuni enzimi digestivi, pertanto è bene tenere monitorata la situazione con il proprio veterinario.
Anche l’intestino può essere “pigro”, e a causa della peristalsi rallentata possono essere presenti altri problemi digestivi, difficoltà ad assimilare alcuni nutrienti e/o stipsi.
Il rallentamento della motilità intestinale può essere peggiorata anche da uno scarso movimento, che va considerato nella gestione quotidiana dell’animale, e non solo in funzione della formulazione della dieta.
Pertanto vanno riaggiustate, in funzione del soggetto, anche le percentuali di ossa polpose e vegetali, e va rivista la routine quotidiana per consentire una adeguata attività fisica.
Potrebbe essere meglio fare passeggiate più brevi ma più frequenti, piuttosto che lunghe passeggiate 1-2 volte al giorno. Considerate sempre l’individualità del vostro cane.

In relazione a quanto appena evidenziato, va considerato lo stato delle articolazioni, che può rendere ancora più difficile la mobilità, e ridurre ulteriormente la muscolatura e, di conseguenza, rallentare il metabolismo, con diminuzione del fabbisogno energetico.
Il controllo del peso, in quest’ottica, diventa fondamentale, per non sfociare in un deterioramento più veloce delle articolazioni, che porta a una diminuzione sempre più marcata della possibilità di movimento.
Anche il sistema immunitario inizia a diventare meno competente, esponendo il soggetto anziano ad un maggior rischio di infezioni o a un rallentamento della capacità di guarigione dopo una malattia o un intervento chirurgico, ad esempio.

Che modifiche apportare alla dieta?
Se il nostro cane presenta difficoltà masticatorie e/o una scarsa salivazione, dovremo fare attenzione alle ossa polpose, somministrandone di più tenere. Anche pezzi di carne troppo grossi potrebbero creare difficoltà nell’assunzione del cibo da parte del nostro cane anziano.
Per evitare la costipazione, come già accennato, sarà necessario rivedere anche la percentuale di vegetali presenti nella dieta, per aumentarne il contenuto di fibre e agevolare il transito intestinale.
Per stimolare l’appetito in soggetti con difficoltà olfattive, possiamo usare alimenti come la trippa verde o alcuni oli, che hanno un odore più forte.
Attraverso l’utilizzo di alcuni nutraceutici o fitoterapici, da scegliere caso per caso assieme ad un veterinario, possiamo anche migliorare le condizioni del sistema immunitario e lo stato dio salute generale del nostro cane.

Troppe proteine?
Anche se nel cane anziano va diminuito l’apporto calorico, non dobbiamo diminuire la quantità di proteine. Il soggetto anziano non ha bisogno di meno proteine, anzi! Riuscendo a sfruttarle meno, a causa delle caratteristiche evidenziate nella prima parte di questo articolo, ha bisogno di avere a disposizione con la dieta la giusta quantità di proteine, ad alto valore biologico, per evitare troppe perdite di principi nutritivi.
Somministrando una quantità insufficiente di proteine, l’organismo non riuscirà a far fronte in maniera corretta a tutti quei processi metabolici e di rigenerazione dell’organismo, comportando un calo nelle difese immunitarie, un indebolimento dei tessuti con perdita di massa muscolare e una diminuzione dell’attività enzimatica. Tutti questi fattori contribuiscono ad un invecchiamento precoce.
Anche nella fase iniziale della patologie renali non è consigliabile ridurre le proteine nella dieta, è più indicato controllare il contenuto di fosforo negli alimenti. Nel caso in cui il vostro cane dovesse avere un problema di salute simile, il mio consiglio è di rivolgervi ad un veterinario nutrizionista, che possa valutare il soggetto nel suo complesso e consigliarvi le corrette strategie nutrizionali, mediche e gestionali.

Integrazioni: sono necessarie?
Abbiamo accennato al fatto che i cani anziani spesso possono avere anche problemi articolari. Pertanto, prima che la sintomatologia diventi evidente, sarebbe bene inserire un’integrazione naturale all’interno della dieta.
Gli Omega 3, di cui abbiamo parlato in questo articolo, possono essere un ausilio utile in caso di diverse problematiche di salute correlate all’età (problematiche articolari, cutanee, infiammatorie ecc).
A seconda delle condizioni di salute, potrebbero essere necessari anche altri integratori, quali ad esempio condroprotettori. Esistono sia prodotti commerciali, di diverse marche e tipologie, sia da autoprodurre.
In uno dei prossimi articoli parleremo della gelatina d’ossa, intesa proprio in quest’ottica.

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Laurea in Allevamento e Benessere Animale, conseguita nel 2007 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano. Ho approfondito l'argomento "alimentazione naturale", dedicandomi nello specifico all'alimentazione BARF negli ultimi 6 anni. Come istruttore cinofilo sono convinta che l'alimentazione abbia un grosso peso sul benessere e sul comportamento dei nostri cani. Un altro modo che utilizzo per lavorare per il benessere dei cani che seguo, è il TTouch. Sono diventata Practitioner 1 nel 2011 e nel 2016 ho conseguito la qualifica di Practitioner 2. Applico il TTouch in ambito di educazione, riabilitazione comportamentale e disabilità.

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