di LAURA CIBECA – Sono una decina di anni che la Pet therapy è entrata all’interno degli Ospedali italiani e si sta diffondendo sempre di più.
Anche per questo motivo il Ministero della Salute ha elaborato le linee guida, per dare un ordine e una regolamentazione agli interventi con gli animali.
L’Ospedale è un luogo particolare e assai complesso dove svolgere gli IAA.
Il coadiutore del cane deve tenere conto di molti aspetti nella preparazione di un intervento ma anche durante la stessa seduta. L’Ospedale è un luogo pubblico dove ci sono decine di persone che vi passano a tutte le ore e per i motivi più diversi.
Abbiamo anziani, adulti, bambini di tutti i ceti sociali e di moltissime etnie diverse fra loro.
In Ospedale transitano operatori delle ambulanze con barelle e attrezzature varie, ci sono gli addetti alle pulizie, manutenzione delle macchine, addetti allo scarico e carico di medicine e apparecchiature ecc… è un luogo dinamico e sempre pieno di rumori e persone.

Fatta questa premessa è chiaro quanto sia importante la formazione della coppia cane-coadiutore per la buona riuscita di progetti all’interno dell’Ospedale.
Anche se i progetti si svolgono all’interno di reparti ben precisi, occorre comunque arrivarci a quei reparti e per quanto si possa studiare un percorso tranquillo, sicuramente ci si troverà a dover gestire imprevisti e situazioni sempre nuove.
Svolgendo progetti all’interno dell’Ospedale di Perugia dal 2015 posso dire con sicurezza che l’esperienza e la flessibilità del conduttore sono determinanti.
L’intesa con il proprio amico a 4zampe deve essere totale. Noi dobbiamo fidarci di lui e lui di noi.

Da dove si inizia per programmare in maniera ottimale un intervento all’interno di un reparto di ospedale?
La richiesta generalmente parte da un reparto ben preciso a quel punto, in base alla tipologia di pazienti si calibra il progetto fissando gli obiettivi da raggiungere e come valutare i progressi. Tutto ciò viene eseguito da un team formato da chi eroga il servizio di pet therapy e chi lo ha richiesto.
Tutti i reparti ospedalieri hanno medici, infermieri ed altre figure come psicologi, fisioterapisti ecc… con cui si collabora.
Una volta fissato anche il giorno e l’ora dell’intervento, il coadiutore del cane insieme ad un medico o operatore del reparto studiano il percorso migliore da fare per arrivare al reparto.
Per esempio: scale secondarie o montacarichi possono essere utilizzati al posto degli ascensori pubblici (spesso molto affollati e lenti).
Anche l’ingresso in ospedale può essere fatto da porte secondarie anziché ingressi principali.

Perché occorre pensare a questo? Il primo motivo è la “salvaguardia” della tranquillità del cane.
Per esperienza, anche se all’interno, di un ospedale ci sono avvisi scritti sulle bacheche, che sono attivi progetti di pet therapy con il cane, spesso la gente non lo sa e vedendo un cane entrare nell’atrio di un ospedale si sorprende, a volte si spaventa e può anche contestare e visto che la coppia deve andare a fare un lavoro è importante che non ci sia stress proprio prima di iniziare un intervento.
La prima regola da seguire è tranquillità e rispetto per tutti.
Lavorare all’interno di un reparto significa rispettare tutte le figure che vi lavorano, anche quando ci possono essere persone non troppo convinte dell’utilità della pet therapy per i loro pazienti.
Il cane dovrebbe essere tranquillo, socievole e ben disposto alle carezze e ai saluti del personale come a quelli dei pazienti.

Quali benefici può portare un amico a 4zampe all’interno dell’ospedale?
Sicuramente catalizza l’attenzione di tutti. Per un momento distrae le persone dal loro problema e dalle loro paure.
Il cane socievole, aperto e amichevole porta con sé ottimismo e desiderio di giocare, risveglia nelle persone la voglia di parlare delle proprie esperienze, della propria città, delle abitudini, abbandonando per un pò l’argomento malattia/problema. I bambini giocano spontaneamente con l’animale e condividono gioiosamente giochi e cibo con il compagno “cane” senza nessuna paura.
Si potranno avere benefici per gli utenti solo se avremo al nostro fianco un cane ben preparato, affidabile e sicuramente con esperienza in progetti di IAA.
Il cane dovrebbe avere un bagaglio di conoscenze e aver fatto moltissime esperienze per poter poi gestire qualunque situazione nuova o imprevisto.
Tutti i professionisti del settore si augurano che gli IAA si diffondano sempre di più all’interno degli ospedali; che vengano elaborati e realizzati in maniera corretta e sempre rispettosi dell’utente e del nostro amico cane.

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Nata a Perugia il 25 Marzo 1975 ha iniziato fin da piccola ha frequentare i campi di addestramento per cani. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione, frequenta un corso per operatori di pet therapy e certifica con la Delta Society l’american staffordshire terrier “Artù” che per 3 anni sarà il suo socio in tutti i progetti di pet therapy in Umbria. Successivamente frequenta il Master per coordinatore e conduttore di progetti di Attività e Terapie Assistite con l’Ausilio di Animali presso le facoltà di Veterinaria e Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia. Dal 2005 ad oggi ha elaborato e realizzato numerosi progetti di IAA in diversi contesti: residenze protette per anziani, centri diurni per malati di Alzheimer, centri diurni per ragazzi con sindrome autistica, scuole, asili e dal 2013 è presente con il Pastore Australiano “Kalì” presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Attualmente è Istruttore Cinofilo APNEC e CSEN, Delegato Regionale APNOCS (Associazione Nazionale Professionale Operatori Cinofili per scopi Sociali). Coadiutore del cane, Responsabile e Referente di Intervento in Educazione Assistita con gli Animali (idonea presso il Ministero della Salute – Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie). Presidente dal 2013 dell’ASD Speed Dog Perugia. Ha scritto diversi articoli sulla pet therapy e sul rapporto bambini – cani, due libri ed è docente in diversi corsi per coadiutore del cane. Fermamente convinta che l’educatore cinofilo debba essere innanzitutto un aiuto e un supporto per ritrovare e/o rafforzare il rapporto tra il cane e il proprio compagno umano. La vita con un amico a quattro zampe è un arricchimento per tutti.

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