di DAVIDE BELTRAME – Ogni tanto bisogna controllare il calendario per essere sicuri di ricordarsi bene ed essere davvero nel 2018, perchè si leggono discussioni che fanno credere di essere fermi a 50 anni fa minimo. E’ quanto mi è successo ad esempio leggendo i commenti a un post di Pamela Giuttari di pochi giorni fa.
Antefatto: Pamela viene contattata da una signora che  ha acquistato un cane senza pedigree, vendutole però come cane corso, a 1500 €.
Dopo pochi giorni a casa, il cane ha morsicato il figlio della signora: fortunatamente niente di eccessivamente grave, ma comunque sono stati necessari 3 punti di sutura… e il cane in questione ha 4 mesi.
Passato lo spavento e usciti dal pronto soccorso, contattata la venditrice del cane, la risposta è stata questa:

Sconsolata sia per l’ennesimo acquisto incauto e disgustata per l’atteggiamento di chi aveva venduto il cane, nel suo post Pamela si concentrava principalmente su due punti
– è desolante che ancora ci sia chi si fa intortare e va a comprare il cane di “cane di razza ma senza pedigree”, peraltro a prezzo praticamente pieno
– si dà troppa poca importanza al pedigree e soprattutto alla selezione, argomenti che vengono spesso snobbati o proprio mal visti al suon di “ecchepalle”, “argomento trito e ritrito”, e via dicendo.
Soprattutto, è ben specificato nel post che non si vuole passare il pedigree come una garanzia assoluta (anche perchè comunque di cagnari con affisso e che fanno il pedigree ce n’è non pochi, purtroppo), ma semplicemente che almeno con il pedigree puoi verificare “cosa ci sia dietro” al tuo cane, compreso magari sapere di soggetti che abbiano manifestato qualche problema caratteriale. Evidenzio proprio il punto:

Il pedigree non è garanzia di salute ed equilibrio, per carità, perché purtroppo nessuno può dare una garanzia al 100% su una vita; però la selezione accurata dei soggetti da parte di un VERO allevatore abbassa di netto i rischi.
Sapere che i genitori (nonni, bisnonni, ecc) del cucciolo che stiamo portando a casa sono sani ed equilibrati è decisamente diverso dal non sapere nemmeno chi siano…. vi pare?

Abbastanza inequivocabile, no?
No. Perchè nei commenti sono fioccati i “ah perchè i cani con pedigree non mordono? Non diciamo sciocchezze!” e similari.
Eppure, oltre al paragrafo che ho riportato dal post, anche in uno sproposito di commenti è stato ribadito che no, NON è il pedigree a impedire che il cane morda, ma che il pedigree può essere importante per sapere quanto sia probabile che quel cane morda. E che il pedigree può dare una grossa idea sulla serietà dell’accoppiamento fatto (perchè sapendo il nome di genitori, nonni e bisnonni del cane possiamo andare a verificare i risultati ottenuti e i test fatti, tanto per dirne una).
Ci vuole così tanto a capire che il concetto di pedigree “sintetizzava e includeva” una selezione caratteriale fatta con cognizione di causa? Pare di sì.
Ormai con lo slogan che tanto “conta solo come lo cresci” si sta pericolosamente banalizzando l’importanza del lavoro dei bravi allevatori… e infatti i risultati si vedono.
Pensiamo sia un caso che i cani che finiscono a far notizia sul giornale per morsi più o meno gravi raramente siano davvero della razza dichiarata dal giornalista di turno e siano in realtà spesso meticcioni magari spacciati per cane di razza, proprio come successo in questo caso?
Pensiamo sia un caso che non provengano quasi mai da allevamenti seri dove si dà importanza al carattere dei riproduttori e non si mettono semplicemente insieme un maschio e una femmina a casaccio?

La genetica conta. E conta tanto, fa tutta la differenza del mondo, perchè un cucciolo figlio di una mamma poco equilibrata sarà poco equilibrato a sua volta. E non è sempre possibile recuperare questi problemi, men che meno a botte di soli ammmore e pazienza.
Un bravo allevatore se nota qualche magagna caratteriale non riproduce nemmeno il cane più bello del mondo, perchè carattere (e salute) vengono prima di ogni altra cosa.
Invece tocca ancora leggere che il pedigree “serve solo se devi fare le mostre”, che è “solo un pezzo di carta” e baggianate simili.
Il pedigree certifica quali siano gli antenati del nostro cane, e la selezione caratteriale ci dà un buon margine di certezza sul fatto di avere un cane corrispondente alla sua razza e quindi sapere indicativamente cosa aspettarci da lui. Ma tanto anche la memoria di razza ormai viene indegnamente banalizzata…

Ho deciso di citare questo episodio perchè vorrei fosse chiaro che è quanto può capitare affidandosi a un cagnaro. Non avrete un cane “meno in standard” a livello di bellezza, che giustamente è un aspetto di cui a molti può fregare davvero poco, ma ci si può trovare con soggetti con problemi caratteriali.
“Ma magari il bambino ha davvero rotto le scatole al cane”, dirà qualcuno: a parte che per quanto si sa, in questo caso sembra di no (il cane è andato in possessività su un giocattolo e ha visto bene di difenderlo mordendo), ma comunque un cane equilibrato difficilmente arriverà a mordere, ancor più verso un bambino.
Poi certo, possiamo fare tutte le ipotesi del caso, ma rimane il fatto che situazioni come questa sono sempre più frequenti, e oltre la danno la beffa di sentirsi anche insultare dalla persona che quando ha intascato i soldi probabilmente non ha affatto pensato che i futuri proprietari fossero “coglioni” come li ha invece definiti nella sua ultima risposta; risposta dove sono anche da notare il fatto che nemmeno chieda come sta il bambino, e precisi subito che “lei il cane non se lo riprende”. Sempre per evidenziare a cosa vi trovate di fronte se vi affidate a un cagnaro.

Ah, un ultimo aspetto curioso: molti di quelli che hanno commentato il post originario di Pamela parlando di quanto il pedigree serva a poco e nulla, casualmente vendevano cucciolate di quantomeno dubbia provenienza (e di razze inesistenti, vedasi il pincher toy), ovviamente senza pedigree.
Insomma, un parere assolutamente attendibile e super partes…

Lo ribadiamo per l’ennesima volta: volete un cane di una determinata razza? Andate da un allevatore serio, che saprà consigliarvi il cucciolo più adatto a voi (sempre perchè i cani non sono tutti uguali!) e eventualmente anche sconsigliarvi qualora non ritenga adatta la razza al vostro stile di vita o alla vostra situazione attuale.
Apro su questo punto una parentesi: molti commenti erano sul “eh ma sei hai un bambino prendi un Chihuahua”; questo denota secondo me una scarsissima conoscenza delle attitudini di ogni razza, perchè proprio i molossi sono cani molto più zen e meno reattivi di altri e quindi in realtà sono probabilmente più indicati per la convivenza con un bambino… detto che Giada (la nostra bimba di 11 mesi) nelle sue interazioni coi cani è sempre monitorata da noi e che comunque sappiamo essere tutti soggetti equilibrati… di fondo mi fido molto di più quando interagisce con uno dei rottweiler piuttosto che quando gioca con Aladino, perchè sarà molto più difficile che porti a reagire i primi piuttosto che il secondo.

Se invece non avete particolari preferenze sulla razza o particolari esigenze, c’è vasta scelta di canili e associazioni serie, non andate a cacciarvi in bocca a chi vi vende il cane di razza ma senza pedigree… e ancor meno se ve lo vende a un prezzo con cui sareste potuti tranquillamente andare in un allevamento degno di questo nome!
Per molti lettori di Ti presento il cane probabilmente ho solo detto cose arcinote, ma finchè continua a esserci chi casca in bocca al cagnaro e finchè continua a esserci chi non capisce l’importanza della selezione caratteriale, e ancor peggio la sminuisce o pensa sia totalmente scollegata dal pedigree, continueremo a ripetere queste cose.
Sperando che prima o poi entrino in testa a qualcuno, perchè cultura e consapevolezza sono il modo migliore per far diminuire gli episodi spiacevoli.

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