di DAVIDE BELTRAME – Sta facendo discutere molto il video pubblicato dal Border Collie Rescue Italia in cui si vede Burton, un cane di 6 anni che ha già morsicato più volte (4, in altrettante diverse famiglie).
Un video di circa 4 minuti, chiaramente descritto come uno scorcio di una valutazione (quindi dove non viene mostrato ancora alcun lavoro di recupero); ve lo riporto, così che possiate capire di cosa stiamo parlando, anche se molti di voi lo avranno sicuramente già visto.

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP

Dai commenti e comunque dalle condivisioni è stato dichiarato che a occuparsi di questa valutazione è stato Massimo Giunta. E qui apriti cielo, nel senso che si sono scatenate infinite polemiche che a mio avviso sono dovute più al “chi” che al “cosa” (come peraltro succede mille volte).
Perchè io scommetto quanto volete che se non si fosse saputo chi era a fare la valutazione, tutto il putiferio di commenti e condivisioni sarebbe stato molto minore: il problema è che Massimo Giunta è in aperta lotta contro le scuole gentiliste, c’è un reciproco e continuo scanno, e ovviamente non si è persa l’occasione per farlo continuare anche in questo caso; stranamente infatti la maggior parte di commenti e condivisioni su questo video ha toni indignati su come il povero cane venga maltrattato nel video, preso a cazzotti e via dicendo, e la si butta sul consueto fatto che gli addestratori siano trogloditi che menano i cani, che non è un metodo rispettoso del cane, e tutto il consueto campionario.

Ora: Massimo Giunta può piacere o non piacere, come persona, come metodi, come tutto.
Però è anche una persona che coi cani ci lavora da molti anni e ha anche recuperato diversi cani morsicatori. Quindi quantomeno, direi che non è realistico dargli dell’incompetente, perchè i risultati li ha ottenuti.
Seconda cosa, almeno lui a valutare questo cane ci è andato: della miriade di commenti su quanto sia incapace, cattivo e blablabla, a offrirsi concretamente per recuperare il cane al posto suo sono stati un’esigua minoranza (e sto approssimando per eccesso), e quasi nessuno ha peraltro detto cosa avrebbe fatto lui, ma tutti si sono lanciati a giudicare il lavoro.
Che, ripetiamo, lavoro in realtà non è, perchè quello verrebbe DOPO, è una parte di valutazione.
Terzo punto, ed è secondo me il più assurdo: moltissimi dei commenti arrivano da proprietari comuni, e sicuramente molti di loro del cane sanno giusto da che parte ha il muso e da che parte la coda e ogni tanto sbagliano pure quello; mi chiedo, chi te lo fa fare di commentare un lavoro di cui comunque non sai nulla?
Io non mi occupo di recuperi comportamentali e ben mi guardo dal giudicare il lavoro di una persona che invece questo fa di mestiere, poi posso trovare più o meno condivisibili alcune cose di questo come di mille altri video, ma non mi metto a commentare ad minchiam contando che
– quella persona ha visto e valutato il cane, io sto solo vedendo un estratto video, quindi do per assunto che abbia motivi fondati per attuare un atteggiamento piuttosto che un altro
– a offrire soluzioni alternative senza il riscontro del cane, siam buoni tutti: posso anche dire “ah gli dicevo hocus pocus recuperatus ed era tutto risolto”, tanto non c’è la controprova che non avrebbe funzionato…
– non è il mio mestiere, quindi sto abbottonato
Purtroppo siamo nell’epoca per cui anche sotto a un articolo scientifico redatto dal più stimato esperto mondiale fioccano io “io non sono un esperto, però secondo me…“, quindi figuriamoci nell’ambito cani dove un sacco di gente è convinta che “siccome ne ha sempre avuto uno” può mettersi a discutere come lavorano educatori, addestratori, istruttori e compagnia cantante.
Posso capire il dubbio, posso capire fare domande e magari farle al diretto interessato, ma nell’ottica di “siccome non è il mio campo vorrei capire il motivo di alcune cose che si vedono nel video”, non “do per assunto che tu abbia fatto una stupidaggine e quindi chiedo con tono inquisitorio anche se io del cane so solo che fa BAU”.

Se però almeno all'”italiano medio” si può rimproverare “solo” il commento ossessivo-compulsivo e l’incapacità di tacere su tematiche di cui non sa nulla, ancor meno perdonabile secondo me è vedere come molti commenti degli addetti ai lavori siano stati praticamente sulla stessa linea di quello dell’ultimo cuggino: “povero cane”, “perchè gli da i pugni in testa”, “maltrattamento” e via dicendo.
COSA CASPITA PENSATE DI RISOLVERE? A parte ovviamente nutrire il vostro ego e far vedere a tutti quanto siete più belli e più bravi (a botte di commenti sui social, ovviamente), dubito seriamente che l’eventuale recupero comportamentale di Burton dipenda dalla vostra indignazione.
Quindi, a quale pro commentare con tono acido, condividere il post (spesso solo nei propri profili e pagine, così si raccoglie meglio il consenso degli amici… almeno qualcuno ha commentato sulla pagina del Border Collie Rescue Italia e quindi c’era modo di confrontarsi) con toni scandalizzati, se poi non vi proponete (o non proponete qualcuno che ritenete più bravo di Giunta) e non date suggerimenti costruttivi?
Perchè non vorrei scioccarvi, ma l’indignazione non recupera un bel niente.
Siamo al livello di chi pensa di salvare i bambini denutriti a botte di like: vi stupirà, ma non funziona.

Abbiamo un cane che ha morsicato 4 volte in 4 diverse famiglia e che stava nuovamente per essere affidato a una famiglia, peraltro con due bambini piccoli: a me pare che questo sia il punto su cui incazzarsi, la totale mancanza di comunicazione nel passaggio tra una famiglia e l’altra, il fatto che probabilmente ogni volta Burton venisse presentato come un cane senza il minimo problema, e che stesse di nuovo per succedere la stessa cosa, mettendo nuovamente a rischio qualcuno di prendersi dei morsi, e se stavolta fosse stato un bambino dato che nella nuova famiglia ce n’erano ben due poi magari avremmo avuto i consueti titoloni sul “cane impazzito all’improvviso”.
Invece no, tutti a indignarsi per un video di 4 minuti in cui il lavoro non è manco ancora stato iniziato, tantissimi a dire che “in mano a quell’incompetente il cane non verrà mai recuperato”… ovviamente se invece tra qualche mese Burton fosse pienamente recuperato gli autori di questi commenti farebbero i vaghi fischiettando e certamente non scriverebbero “ops, ho fatto una colossale figura di palta”.
Perchè il bello dell’indignazione social è anche quello: tu butti il tuo commento in mezzo ad altre centinaia, ti sei guadagnato il tuo momento di gloria sparando giudizi comodamente seduto in poltrona, hai nutrito il tuo ego, e anche se tempo dopo i fatti smentissero clamorosamente le tue previsioni puoi contare sul fatto che di dì a poco tempo nessuno o quasi si ricorderà del tuo commento.

Sapete qual è il vero errore alla fin fine? Aver pubblicato il video.
Perchè sarebbe bastato pubblicare tra qualche mese il cane recuperato, con qualche riga della sua storia, e sarebbero fioccati like, cuoricini, ricchi premi e cotillons.
Invece così viene mostrato il “prima”, per di più fatto da una persona che comunque nutre un alto numero di antipatie, ed ecco il patatrac. Invece pubblicando solo il “post”, tutto il gioco di scanni tra scuole di pensiero ce lo saremmo bellamente evitato, anche se poi qualcuno che vuole sapere chi ha recuperato il cane, come quando e perchè, a volte capita lo stesso.
E anche qui, mi domando: ma alla fine di chi e come ha recuperato il cane, che caspita ce ne frega?
A meno che davvero non ci sia del maltrattamento per arrivare al risultato, non dovremmo essere semplicemente contenti che un cane abbia nuovamente la possibilità di trovare una famiglia e non rischi più di passare la vita in canile, fregandocene altamente se poi sia stato recuperato col metodo gentile, col metodo classico, coi bocconcini, con lo strangolo, con la pettorina o con la comunicazione intergalattica?
Perchè io ho l’impressione che ormai il cane, quello a cui tutti dichiarano di guardare per primi, sia in realtà moooolto in basso nella scala degli interessi, dietro all’ego e al farsi notare, al dire che si sarebbe fatto di più e meglio in meno tempo.
“Ah no anche se il cane è recuperato avete fatto un pessimo lavoro, io avrei fatto così e cosà”.

Domandiamoci poi come mai sempre meno persone mostrino il proprio lavoro coi cani: c’è sempre la fila pronta al giudizio facile (spesso fatto alle spalle oltretutto), e magari molti di questi giudici censori sono anche i primi a dire “eeeh ma perchè allora non ci fai vedere come lavori tu” nelle discussioni. E sarebbero in compenso poi i primi a incavolarsi se qualcuno giudicasse il loro lavoro da qualche estratto video, peraltro…
Ormai per ogni santissimo filmato partono le analisi fotogramma per fotogramma alla ricerca di segnali di disagio e stress del cane: davvero, nun se ne può più.
E ancor meno se ne può del “corporativisimo cinofilo”, perchè gli stessi che stanno dicendo peste e corna del video di Burton se fosse stato un loro amico o “compagno di scuola” a fare le stesse cose si sarebbero affrettati a trovare spiegazioni perfettamente logiche su questi comportamenti. Proprio perchè ormai non si guarda più a cosa e perchè viene fatto, ma si guarda a chi lo fa. Un po’ lo stesso meccanismo per cui lo stesso identico concetto se viene detto dal mio “guru” è Verità Assoluta, e se invece è detto da un nemico del mio guru diventa una boiata colossale.
Quindi, per favore, quando vedete il video di un recupero comportamentale, che venga mostrato il prima, il durante, il dopo:
a) se siete come me persone che non si occupano di questo ambito, passate oltre
b) se ve ne occupate e qualcosa del video non vi convince, domande perchè e per come sia stato scelto un certo approccio
c) se la spiegazione non vi convince e proprio ritenete che il cane sia in pessime mani, proponetevi o consigliate qualcuno di cui vi fidate
Lanciare stracci contro una persona, un metodo, un’associazione (perchè ora anche il BCRI se ne vede dire un sacco perchè ha osato far fare la valutazione a Giunta… quando peraltro pare che semplicemente Giunta si sia proposto quando il BCRI ha chiesto aiuto per Burton, non è che siano andati loro a pregarlo in ginocchio) non aiuta nessuno, e men che meno aiuta il cane, quello che tutti continuate a dire essere il vostro interesse primario.
Però di fronte a un cane che invece che venir sballottato da una famiglia all’altra o finire in canile è nelle mani di un professionista (che poi vi piaccia o meno come lavora è un altro par di maniche), vi indignate.
In altri casi, di fronte a un cane che è già stato pienamente recuperato, sindacate su come sia stato fatto e da chi.
Vi lamentate dell’ignoranza dilagante che c’è in cinofilia, ma non fate nulla per migliorare la situazione.
Questa non è cinofilia. Questo è litigare tra umani, ma al cane dei nostri scanni tra scuole di pensiero frega meno di zero.

Articolo precedenteTi presento… il soccorso sportivo in acqua – Recupero del manicotto al gommone
Articolo successivo“Indovina chi viene a cena”: buone le intenzioni, ma la realizzazione non altrettanto

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

6 Commenti

  1. L’articolo ha dei punti importanti, riguardanti l’aspetto social che poco aiuta i cani che ne hanno bisogno, vero. Ma una roba tipo ““che ci frega di come è stato recuperato?”, non mi piace proprio. Sono stato un lettore assiduo (no, assiduo non rende…praticamente fisso e “affamato”) di questo blog quando scriveva per lo più Valeria e sono certo che avrebbe messo i puntini sulle i. Importa eccome il modo in cui viene recuperato un cane, perché dal modo dipende la definizione di “recuperato”: se il cane non morde più e tanto basta a dire che è recuperato, allora Giunta ne recupera a centinaia, ma se si va un filino oltre…mi vien da dire che un cane che non esibisce un comportamento aggressivo solo perché ha appreso che le conseguenze sono c**** amari, non sia un cane davvero recuperato. Se solo ci si fermasse a vedere i tanti cani dei tanti video di Giunta, si vedrebbero emozioni che vanno dalla paura al terrore della persona, in precise circostanze (non certo quando il condiviso codice comunicazionale è foriero di attività/momenti positivi). Ah, già…la paura e il terrore nella relazione uomo-cane sono sinonimi di “rispetto”……………….

  2. Ciao, scrivo dalla Spagna. Il contenuto di questo video mostra una metodologia superata da conoscimento scientifici scoperti per tutti i ricercatori che hanno passato gli ultimi 10 anno nel campo dello studio cognitivo emozionale. Laborare con una metodologia infocata nel condizionamento operante è una grandissima mancanza di rispetto nei confronti del cane e il suo padrone, nei confronti dei ricercatori scientifici e doprattutto nei confronti della propria professione e questo lo dimostra il fatto di non essersi attualizzato. Questa metodologia è altrettanto pericolosa come quella estremamente positiva o come chiamate voi in Italia, gentilista.

    Secondo punto, quando a livello neurale si costruisce un comportamento di inibizione per un altro comportamento, stiamo lavorando UN SINTOMO, non la causa. Il comportamento inibitorio prima o poi svanisce nel nulla e torna il comportamento problema, che ripeto sì tratta di un sintomo. Se il cane morde bisogna lavorare a livello emozionale non a livello comportamentale.

    Se la causa rimane, rimarrà anche il comportamento problema indipendentemente di quanti colpi in testa gli puoi dare.

    In questo video si vede chiaramente che il tipo di aggressività e per complesso di controllo, enunciato per il DOTTOR James O’Heare – e non un professionale che ha lavorato 20 anni e lo conoscono 4 professionisti in Italia e 5 compaesani.

    Vi raccomando la lettura di manuali di etologia e di buttare i libri di Cesar Millán.

  3. In questa polemica tutto è partito da un rescue di razza, che dovrebbe avere gli elementi di base per selezionare il tipo di approccio usato dagli educatori a cui si affida, e dovrebbe avere gli strumenti necessari per selezionare le famiglie più adatte ai cani che prende in carico. Se quel cane è arrivato a quella valutazione, perchè destinato ad una famiglia con bambini, la stortura non sta nelle critiche dei “gentilisti” o nel fatto che nessuno si sia precipitato a venirlo a prendere da ovunque si trovi in questo momento… anzichè fare la predica alle sciuremarie che hanno osato criticare e anziché giustificare i mezzi per il fine, bisognerebbe invitare il rescue in questione a riesaminare cosa abbia portato a questa situazione e quale strada vogliano seguire da qui in avanti. Per questo cane e per quelli che verranno.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.