di CLAUDIO CAZZANIGA – Oggi parliamo di un esercizio che mi piace molto, il recupero del gommone alla deriva. È un esercizio in partenza molto statico, in cui è necessario aiutare il cane ad avere un focus su ciò che succede e bisogna far sì che il cane sia molto attento.

Svolgimento
Cane e conduttore sono sulla riva. Ad una distanza che può variare al solito tra i 25 e 30 metri si trova, alla deriva, un gommone.
Senza nessuno apparentemente a bordo, in realtà (per questioni di sicurezza) all interno steso é posto un figurante che se ne sta zitto ed immobile.
Da qualche parte (mai in zona motore),  più spesso a prua del gommone, viene lasciata pendente una cima.
Su cenno del giudice il conduttore impartisce l’ordine al cane che parte, prende la cima e riporta a riva il gommone.
Questo esercizio ha un sacco di varianti, ad esempio la posizione della cima, la misura ed il colore della cima, la consistenza della stessa, a volte è galleggiante a volte no.
Oppure il punto di partenza del cane: in Germania ad esempio si parte da un altro gommone. E me lo ricordo bene, in quanto una delle poche eliminazioni che ho incassato con la mia Bati è stata proprio in Germania e per “colpa” di questo esercizio!
Un altro paio di elementi da tenere ben presente sono le correnti ed il vento, che possono sia spostare che fare ruotare il gommone.
Attenzione anche alla posizione del sole. Se lavorate contro luce o su un lago/mare a specchio sarà più difficile fare marcare un oggetto (il gommone) fermo che non stimola l’attenzione del cane… Pensateci!

Come lo insegno
Ve lo dico sempre: ci sono vari metodi.
Io come prima cosa faccio in modo che il cane prenda confidenza con la cima. Ci gioco a casa, al parco utilizzandola spesso come fosse un riportello. Poi sempre a terra la poggio su una panchina o un muretto e chiedo al cane di andare a prenderla.
Attenzione… Mai utilizzare cime troppo lunghe. Rischiate che il cane si leghi o attorcigli, poi si spaventa o si fa male… e vi giocate la cima.
Evitate che il cane mastichi e che tenti di “uccidere” la cima con il classico gesto di sbatterla con il collo come fosse una preda da finire. Deve prenderla e riportarla.
A volte, se il cane me lo permette attacco dietro qualcosa – dopo un po’ che provo l’esercizio – alla cima. Una cassetta di legno, una piccola tanica… qualcosa che faccia un minimo di attrito. Sempre attenzione che il cane non si incapretti!
A questo riporto, a questo esercizio do un nome: “porta”, “prendi”, fate voi.

Una volta acquisito l’esercizio a terra mi porto all’acqua.
Inizio subito (lo faccio raramente) dove il cane non tocca.
Il perché è presto detto: non voglio che il cane riesca a saltare dentro il gommone e neanche che potendo toccare tiri il gommone dando le spalle alla riva. Voglio che prenda la cima, viri e vada a riva.
Una volta posto il gommone in acqua mi metto tra cane e gommone, con l’acqua che mi arriva alla vita. Giochicchio con la cima che tengo in mano e chiedo al cane di afferrarla. Una volta che lo fa (glielo abbiamo insegnato a terra) esco con lui dall’acqua. Se noto che fatica a tirare accompagno il gommone.
Al secondo giro accorcio la cima e la tengo molto più vicino al gommone. Stessa cosa. Chiamo il cane, gli faccio afferrare ed esco con lui.
Al terzo giro, giochicchio con la cima ma poi la appoggio al gommone. Chiamo il cane e mi stacco dal gommone. Il cane concentrato sulla cima non se ne accorge neanche e solitamente afferra.
ATTENZIONE: fate in modo che il grosso della cima resti nel gommone e che ne esca giusto quel metro al massimo che serve. Molti cani tendono a prendere tutta la cima e a cercare di addensarla. Non va bene!

Soprattutto appena afferra, chiamate gioiosamente il cane. Deve imparare a prendere e girare.
Lo step successivo prevede l’allontanamento del gommone. Solita scena, batto la cima sul gommone poi gli dò una spinta. È sufficiente all’inizio distanziarlo un metro da voi.
Se avete lavorato bene vedrete che non ci saranno grossi problemi.
Via via allontanerete sempre di più il gommone e inizierete a spostare poco alla volta anche la posizione della cima, fino ad arrivare alla distanza da regolamento.
Una volta che iniziate a spostare la cima potete integrare il comando “cerca”.
Io personalmente uso il comando “porta”. Quando il cane è nei pressi del gommone posso dare il “cerca”.
Il cane inizia a girare intorno al gommone fino a quando non vede la cima. Con il tempo, è una cosa che ormai fa naturalmente.
Se il cane non risponde correttamente invece, vi fermate, fate un bel respiro profondo e tornate allo step precedente, cercando di capire quale sia il passaggio che non è ben chiaro al cane.
Mi raccomando di fare uscire per bene il cane dall’acqua quando è a riva. Non fate lasciare appena tocca. Deve uscire per bene sulla battigia.
Ancora… Premiate tanto per fargli capire che quello che sta facendo è corretto, ma non fate mai lo scambio se usate palline o similari, vale sempre la non-regola “prima lascio e prima mi premia”… e voi siete fregati.

Una volta che l’esercizio è nella testa del cane iniziate a lavorare alle varianti.
Spostate la cima, ruotate il gommone lavorate contro sole.
Oltre a utilizzare cime diverse per grandezza e colore fate partire il cane in diagonale rispetto al gommone da riportare… e se ne avete la possibilità fatelo partire anche da un altro gommone: si sa mai che un giorno andiate in Germania…

Potrebbero interessarti anche...