di FRANCESCA SEGATI – Lui abbaia, sono le 7 di mattina… avrei la tosse Giotto! Fammi stare ancora un po’ al caldo…
Niente da fare. Ci prepariamo per una delle passeggiate più attese, quelle mattiniere. Apro la porta come sfogliando la copertina di un grosso libro e ci apprestiamo a leggere la nostra nuova giornata assieme.
Entriamo in area cani, siamo soli… La panchina dalla quale mi piace spiarlo è ricoperta da un freddo strato di brina. Lui comincia le sue ricerche da setter… di bianco tinto d’arancio il suo manto si mimetizza alla perfezione. Lo vedo, mentre sfrecciando fa suonare tutte le foglie secche.
Poi si incanta a udire ogni rumore, il suo sguardo si diffonde nel vuoto, mentre immobile attende. È l’occasione per nascondermi e farmi cercare… così tra alberi addormentati mi accuccio sbirciando.
Lo vedo correre più veloce, preoccupato… di tanto in tanto si ferma, punta il tartufo nell’Aria , emette nuvole biancastre, e poi di nuovo sfrecciando a testa bassa emette un suono molto buffo con la bocca… pot pot pot!
Mi trova quasi subito, un fiuto infallibile !
Così facciamo ancora qualche esercizio prima di tornare a casa al caldo, nell’attesa che nei giorni a venire spunti più sole.

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