di DAVIDE BELTRAME – Ha provocato una mezza sollevazione popolare la notizia (errata) secondo cui l’Accademia della Crusca avrebbe avallato l’uso di diciture come “scendi il cane”, “sali la spesa”, “siedi il bambino”.
Moltissimi post sui social, meme sul tema, indignazione popolare da una parte e “SCENDI IL CANE CHE LO PISCIO” urlati a squarciagola con gioia dall’altra… ma in realtà, la povera Accademia non aveva minimamente dato il proprio “via libera”, soprattutto nello scritto.

Banalmente, si trattava di una considerazione di un associato dell’Accademia, Vittorio Coletti, ha posto in risposta a una precisa domanda. Trovate tutto sul sito dell’Accademia della Crusca. Viene evidenziato come siano spesso regionalismi di uso comune nella lingua parlata e che non siano considerabili del tutto errati… ma attenzione, non è che Vittorio Coletti sia il primo a pensarla così!
Esempi di regionalismo sono infatti citati in diversi dizionari, in particolare riporto da un articolo del 2016 di Siciliaedonna:

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP

“Se al Nord esistono la Claudia, la Giorgia e il Luca, al Sud si sa, usciamo ed entriamo la macchina dal garage, la carne dal frigo, saliamo e scendiamo il cane e possiamo perfino “pisciarlo”.
Si chiamano regionalismi quegli usi linguistici di origine arealmente ristretta non estesi all’intero territorio nazionale, ma legati ad un preciso ambito regionale. Possono essere parole italiane con significati diversi nelle varie regioni o, come in questo caso, usi grammaticali errati.
E’ un regionalismo, infatti, l’uso transitivo di verbi intransitivi. Si definiscono transitivi quei verbi in cui l’azione può transitare ossia passare direttamente dal verbo al complemento oggetto. E se, di conseguenza, i verbi intransitivi non reggono tale complemento, non è possibile né salire né scendere né entrare né uscire alcunché.
Il GRADIT, grande dizionario italiano dell’uso, testimonia tale abito linguistico come “meridionalismo”, aggiungendo per salire e scendere la connotazione “popolare”, il Sabatini e Coletti 2008 definiva gli stessi verbi dei “regionalismi”, ma non ne specificava l’area d’utilizzo. Lo
Zingarelli 2016 cita come “meridionalismi” solo salire e scendere.
E dal farne una questione linguistica ad una di campanilismo il passo è breve e la comicità ne fa cavalli di battaglia sottolineando l’uso transitivo anche di verbi dialettali, evidenziando all’esasperazione il volgare tormentone “Scendi il cane che lo piscio”.
Epperò i numeri parlano chiaro e al Sud la frequenza d’uso è altissima anche fra i laureati. Non sarebbe –dunque- una questione di ignoranza, quanto piuttosto di comodità, nell’ottica del ben noto principio dell’economia linguistica.  Uscire, infatti, è più comodo di tirar fuori, entrare di portar dentro, salire di portar su o scendere di portar giù.

La questione insomma non è in realtà così “nuova”… anche se ovviamente l’intervento proveniendo da una fonte importante come l’Accademia della Crusca ha destato più scalpore.
Comunque, dopo l’enorme dibattito nato, la stessa Accademia è intervenuta facendo in pratica presente che
no, in forma scritta non sono ammesse forme come “siedi il bambino”
– verbalmente in alcuni casi per brevità di linguaggio sono utilizzate e maggiormente ammissibili, ma non sono certo adatte a contesti formali
In merito alla questione hanno poi anche linkato un contenuto del 2016 con un’interessante e approfondita disamina sulla questione.

Per concludere, il presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini ha cercato di spiegare l’equivoco:
“Il problema è che ogni vota che si trasferisce un discorso scientifico sottile su un piano mediatico si producono risultati perversi” dice Marazzini. “Coletti ha guardato con simpatia a una spinta innovativa che trasferisce un modo di dire popolare, accettandola nell’eccezione della quotidianità e delle situazioni familiari. Naturalmente se viene trasportato nella grammatica della scuola nascono dei problemi perchè l’insegnante sarà comunque chiamato a correggere quelle forme nell’italiano scritto e formale”.
“Di fronte alle tendenze del parlato il linguista è sensibile perchè tenta di cogliere il mutamento in atto, ma il grammatico no e si erge a limite invalicabile”.

Insomma, potete anche dire a vostra moglie “scendimi il cane che lo piscio”, ma non stupitevi se i professori lo corregeranno sul tema di vostro figlio.