di CLAUDIO CAZZANIGA – Come anticipato una quindicina di giorni fa, dopo una prima presentazione degli apporti, iniziamo oggi a parlare più approfonditamente degli esercizi.
Oggi vi parlo dell’apporto del remo da riva al gommone.

Svolgimento
Cane e conduttore sono sulla riva. Ad una distanza variabile tre i 25 e 50 metri si posiziona un gommone. Al cenno del giudice i figuranti sul gommone si fanno “notare” dal cane, sia con segnalazioni verbali che battendo le mani sui tubolari, senza mai chiamarlo per nome.
Il conduttore dà in bocca al cane un remo ed il cane, senza esitazioni deve nuotar fino al gommone ove verrà issato. Il cane deve tenere il remo fin tanto che un figurante, sporgendosi dal gommone riesca a prenderlo.
Note a margine: o figuranti non dovrebbero esagerare nel richiamare il cane; il conduttore dovrebbe entrare in acqua al massimo fino al ginocchio; il cane che torna indietro e tocca la riva è da considerarsi eliminato.

Come lo insegno
Riprendendo i concetti e l’impostazione descritti nell’ultimo articolo sono convintissimo che la cosa migliore sia insegnarlo prima a terra. Una volta fatto tutto il lavoro con riportelli vari e cima, chiedo al cane di lavorate con un bastone. Eviterei di grazia di lavorare con rami o bastoncini trovati in giro… Il cane non deve familiarizzare con questi materiali. Purtroppo, ne abbiamo già parlato, poi capita che quando andiamo in spiaggia e troviamo sporco e rami in giro il cane vada a prenderli per giocare… Io eviterei.
Io di solito inizio con il manico di una scopa, poi passo al manico della zappa.
Il manico della zappa è corto ed appiattito. Più facile da maneggiare ma un po’ più consistente rispetto al manico della scopa. Da lì, successivamente, passo al remo vero e proprio. Prima la tenuta, poi la condotta e poi l’invio sul figurante o al gommone.

La trasposizione in acqua non mi crea mai molti problemi.
Inizialmente mando il cane su un figurante, gli chiedo di giragli intorno e tornare a riva.
Poi inserisco il gommone. Come sempre per gradi. All inizio il gommone è molto vicino ed il figurante parecchio collaborativo. Poi via via allontano il gommone ed il figurante si limita ad attirare l’attenzione del cane.
In gara si trovano remi di tutte le misure e di tutti i materiali: plastica, legno, alluminio… regolatevi.

Nell’esecuzione in acqua, Vi invito a valutare molto bene il punto del remo da dare in bocca al cane. Se analizzate con cura il remo notate subito che il punto medio, di bilanciamento, non è alla sua metà esatta, ma bensì più spostato verso la pala. Ovvio: dove c’è più peso.
È importante in una logica di bilanciamento del peso – ovvero fare fare meno fatica al cane- pensare a questo calcolo.
Altra cosa da valutare bene é la posizione della pala. Sarebbe sempre meglio fare sì che la pala del remo sia data di taglio, cioè da quella parte più sottile facendo attenzione che il remo non crei troppo attrito con l’acqua.
Io faccio così: prendo il remo. Lo faccio galleggiare in acqua.
Individuo il punto di mezzo e lo consegno in quella precisa posizione al cane. Così facendo agevolo il più possibile il cane. Remo bilanciato e pala che non fa troppo attrito contro l’acqua.

Valutate bene anche la corrente e la posizione del sole. Con il sole frontale e il mare/lago a specchio io preferisco dare il remo un pochino meno centrato, così che il cane possa inclinare un pochino il muso ed individuare il gommone senza risentire troppo della luce. Se c’è corrente metto sempre la pala a favore della stessa, così che il cane possa trovare il suo assetto migliore trascinando il remo e non dovendo “spingerlo”.
Date sempre il comando “lascia” quando è dentro il gommone, senza fretta che lasci prima.
In questo caso meglio un secondo dopo… che uno prima!