di DAVIDE BELTRAME – La polizia di frontiera di Rimini, nelll’ambito dell’operazione denominata “Luxury dog” e avviata nel 2018, è riuscita a sgominare una banda di trafficanti di cuccioli dell’Est che nel tempo avrebbe “smerciato” più di 5mila cuccioli provenienti dalla Slovacchia.
Non è però tanto dell’ennesimo sequestro in se che voglio parlare, anche se dovrebbe far molto riflettere il fatto che tra gli arrestati vi sia un personaggio che era già stato protagonista nel 2017 in un servizio delle “Iene” dove veniva dimostrato come smerciasse cuccioli dell’Est.
2 anni dopo era ancora lì, a fare la stessa cosa, e all’epoca del servizio delle Iene era già in attività da tempo: poi chiediamoci come mai questo traffico sia sempre fiorente e paia inarrestabile, se anche personaggi notoriamente invischiati nel traffico di cuccioli continuano bellamente a svolgere le loro attività.

Comunque, quello si cui volevo porre l’accento è l’ennesimo caso in cui dopo la notizia del sequestro arrivano millemila richieste di adozione, di molto superiori al numero di cuccioli disponibili, che comunque essendo sotto sequestro non sarebbero probabilmente nemmeno ancora disponibili per un’eventuale adozione.
Cosa spinge molte persone a farsi avanti in questi casi, invece recarsi al canile della propria zona?
Il primo punto è secondo me colpa della disinformazione, e grossa responsabilità la hanno i media: nella maggior parte dei casi i cuccioli provenienti dai sequestri sono descritti come cuccioli di razza, e l’idea del cucciolo di razza gratis fa evidentemente gola a molti.
Ma i cuccioli provenienti dai traffici dell’Est NON SONO DI RAZZA, spesso non hanno proprio i documenti, ma anche nei casi in cui li hanno sono o fasulli, o del valore della carta straccia.
Nel corso dell’operazione Luxury Dog ad esempio è stato arrestato un napoletano che si occupava di stampare i documenti falsi riconducibili a una delle varie associazioni di pedigree che si propongono come “
Anche qui, disinformazione fatta dai media, perchè non viene praticamente mai spiegato che la discriminante che rende il cane di razza è il pedigree ENCI, e non fantomatici pedigree di altre associazioni anche qualora fossero presenti.

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Anche il fatto che sui giornali si parli dei prezzi a cui i cuccioli verrebbero venduti probabilmente attira molte persone convinte di fare l’affarone potendo ottenere gratis il cane che in realtà sarebbe stato venduto a 1000, 2000, 3000 euro. Al netto che spesso i prezzi citati dai giornali sono un po’ iperbolici, bisognerebbe concentrarsi più sul prezzo a cui questi cuccioli vengono acquistati, non a quanto proverebbero a rivenderli…

Il secondo fattore è appunto la parola “cucciolo”. L’idea del tenero fagottino di pelo che gironzola per casa attira probabilmente più del cane adulto, e in canile è più raro (per quanto tutt’altro che impossibile) trovare cuccioli.
Bisognerebbe però ricordare che il cucciolo non è un batuffolo animato che segue i nostri comodi, ma la sua gestione è solitamente ben più impegnativa rispetto all’adulto: va educato, va fatto uscire molte più volte sia per i bisogni che per imparare a vivere nel contesto cittadino (e per socializzare, a seconda dell’età del cucciolo).
Ancor di più, andrebbe ricordato come i cuccioli provenienti dall’Est siano spesso malati (sono purtroppo numerose le testimonianze di cuccioli morti pochi giorni dopo l’acquisto), ma anche quando non ci sono problemi di salute c’è il fatto che praticamente nella totalità dei casi vengano tolti troppo presto alle mamme e buttati su auto e camion per il viaggio già da piccolissimi, con tutto ciò che comporta anche poi a livello comportamentale (ne abbiamo parlato ad esempio nell’articolo “Non prendiamo mai un cucciolo TROPPO piccolo“).

Salute e carattere non dovrebbero essere propriamente aspetti marginali quando si acquista o si adotta un cane, eppure nonostante siano ormai anni che se ne parla e il fenomeno del traffico dei cuccioli sia stato trattato anche dai mass media e trasmissioni TV molto seguite, continuano a esserci centinaia di aspiranti adottanti il cui buon cuore sembra però funzionare solo quando c’è qualche sequestro.

Molte di queste persone probabilmente non passerebbero mai un controllo pre-affido, anche perchè c’è addirittura chi arriva a livelli notevoli tipo commentare sul sito che ha riportato la notizia del sequestro “vorrei adottarne uno contattemi” (sia mai che faccia troppa fatica…), ma voglio almeno sperare che in alcuni casi sia solo mancanza di informazione (anche perchè altrimenti sarebbe un po’ desolante) e potrebbe invece trattarsi di potenziali buoni proprietari, una volta “acculturati” un minimo.
Altrimenti dobbiamo rassegnarci al fatto che davvero un enorme numero di persone cerchi solo “l’affarone” e sia disponibile ad adottare solo se deve nemmeno fare una donazione o un rimborso spese, se non deve sforzarsi un minimo e abbia poi la possibilità di dire che ha il cane di razza e che in più non lo ha nemmeno pagato, perchè lui è più furbo.
A quel punto però dovremmo davvero coniare un nuovo slogan per questa categoria e cambiare il famoso “non comprare, adotta” in “non comprare, scrocca”.

Soltanto la prima foto dell’articolo è relativa all’operazione Luxury Dogs, le altre immagini sono solo a scopo illustrativo e non correlate al fenomeno del traffico di cuccioli dell’Est.