di ANDREA VARETTO – Alcuni anni fa ho scoperto lo Stand Up Paddling. Bellissimo sport che unisce al rapporto con l’acqua un sano esercizio fisico. Con due Labrador in casa è stato immediato il tentativo di pagaiare sulla tavola in loro compagnia. Incredibile… ma piace anche a loro.
Di cani si parla sempre, di SUP si comincia a parlare molto spesso, di interazione tra cani e SUP si parla poco: così mi sono messo a scrivere due righe che uniscano questi mondi e che permettano di farsi un’idea di questa attività.

IL SUP

Lo Stand Up Paddle si pratica con due attrezzi fondamentali. Una tavola e una pagaia. Ma quale tavola? Ce ne sono di molti tipi, come i cani. Cerchiamo di fare chiarezza.
Esistono tre famiglie di SUP: i SUP “wave” per surfare le onde, i SUP “race” per chi fa gare di velocità e i SUP “allround”. Questi ultimi “tuttofare” sono quelli che interessano a noi e ne vedremo le caratteristiche a livello di dimensioni e volume.
Abbiamo poi due tipologie costruttive: gonfiabili e rigidi.
I SUP rigidi sono più veloci, navigano meglio e sono più scorrevoli sull’acqua; in ultima analisi sono il top ma costano cari, sono molto ingombranti da trasportare, sono più fragili e sono una scelta che consiglierei come prima tavola da Dog Sup soltanto a chi vive di fronte al lago o in riva al mare e può permettersi di scendere di casa andando in spiaggia con una tavola di tre-quattro metri sottobraccio.
L’alternativa più economica ma più funzionale per chi deve viaggiare e spostarsi è la tavola gonfiabile. E’ più economica, si gonfia con una pompa specifica ad alta pressione, quando viene chiusa si infila in uno zaino ed è molto meno fragile dei SUP rigidi. A livello di prestazioni i gonfiabili sono meno performanti dei SUP rigidi, ma chi pensa di pagaiare insieme al proprio cane difficilmente lo farà guardando il cronometro. Negli ultimi anni la qualità dei gonfiabili è molto migliorata.
Non ci dilunghiamo oltre sulle tipologie di tavole e concentriamoci su quelle che ci interessano. SUP gonfiabili allround.
Ogni SUP è caratterizzato da alcuni caratteri essenziali. Lunghezza, larghezza, spessore e volume. La lunghezza è universalmente espressa in piedi, larghezza e spessore in pollici. Evitate di cercare riscontri in centimetri, bisogna adattarsi alle misure anglosassoni come per i televisori o i cerchioni dei pneumatici. Il volume è sempre espresso in litri. Più è lunga la tavola più la tavola è veloce ma all’aumentare della lunghezza si perde manovrabilità. Una tavola allround per le nostre esigenze avrà una lunghezza tra i 10 e i 12 piedi. Lo spessore di un gonfiabile è circa 4-6”. Maggiore è lo spessore e maggiore sarà il volume, quindi avremo più galleggiabilità, ma anche tempi di gonfiaggio superiori. La larghezza è il fattore chiave che determina la stabilità della tavola. Va dai dai 28 ai 35 pollici circa, con un valore medio di 30-32”.
Una tavola gonfiabile per Dog Sup avrà dimensioni leggermente superiori a quelle che cercheremo per l’utilizzo tradizionale per una sola persona. Più grande è il cane più grande sarà la tavola. In base all’esperienza fatta con i nostri cani, per un labrador di 30kg e una persone di medio peso le misure adatte per iniziare saranno ad esempio 11 piedi di lunghezza per 32 pollici di larghezza (vedrete le misure espresse cosi: 11’ x 32”). Cani di taglia molto grande avranno bisogno di maggiore lunghezza ma soprattutto maggiore stabilità laterale quindi maggiore larghezza. Cani di piccola taglia, al di sotto dei 20kg, non necessiteranno di misure particolari quindi basterà un SUP 10’x30”. Tutti questi SUP allround hanno un volume che permetterà senza problemi il galleggiamento a cane e conduttore.

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LA PAGAIA

E’ il vero motore dello Stand Up Paddling. Importantissima, paradossalmente più importante della tavola. Le pagaie sono costruite in alluminio, materiali plastici, fibra di vetro, carbonio, legno e vari mix di questi materiali, determinando notevoli differenze di prezzo.
Vi sconsiglio di acquistare una pagaia in alluminio estremamente economica, sarà pesante e poco efficace. Oltre a voi dovrete spingere una zavorra pelosa di 20-30kg!
Le pagaie costruite in pezzo unico tagliate su misura sono appannaggio di chi pratica SUP ad alti livelli.
Per le nostre necessità sarà più che sufficiente una pagaia regolabile in due pezzi che permetterà di adattare l’altezza a più persone e sarà più comoda da trasportare. Esistono anche pagaie smontabili in tre pezzi, con la pala separabile dal manico: ideali per chi necessita di minimi ingombri.

SICUREZZA

Non scriverò nulla su come imparare a pagaiare e rimanere in equilibrio sulla tavola, troverete in rete decine di tutorial, lezioni e corsi. Ma due righe sulla sicurezza sono essenziali: praticando il SUP indossate sempre il leash (che in italiano si traduce con guinzaglio quindi lo chiameremo sempre in inglese). E’ uno strumento fondamentale per la sicurezza e unirà la vostra caviglia alla tavola.
Prima di un giro con il SUP consultate sempre il bollettino meteo, del mare e soprattutto del vento. Non uscite mai in acqua se c’è vento da terra. Potrebbe essere molto difficile rientrare. In ogni caso per lunghe uscite portate sempre con voi una sacca stagna con acqua, ciotola e un telefono.
Parliamo della sicurezza del cane: il peloso non sarà vincolato alla tavola e non dovrà indossare il guinzaglio che potrebbe essere pericoloso in caso di cadute in acqua. Dovrà saper nuotare (come il conduttore) e indossare possibilmente un giubbotto galleggiante che lo sosterrà in caso di ribaltamento della tavola e caduta in acqua. La maniglia di cui sono dotati i giubbotti galleggianti sarà anche essenziale per far risalire il cane sulla tavola. In alternativa al giubbotto galleggiante servirà una imbragatura che permetta di sollevare il cane issandolo sul SUP.
Il conduttore in base alle condizioni meteo e al contesto in cui praticherà il SUP potrà decidere di indossare una muta per proteggersi dal freddo ed eventualmente portarsi un ausilio al galleggiamento autogonfiabile azionabile manualmente che garantirà il galleggiamento senza ingombrare durante la pagaiata.
Al mare durante la stagione balneare la navigazione con il SUP è regolamentata dalla locale ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di Porto, che andrà consultata preventivamente.

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IL CANE E IL SUP

Arriviamo finalmente all’interazione fra cane e SUP.
Ogni passaggio avverrà con calma e senza fretta. E’ vero che il SUP è una attività che piace ai cani, ma è anche vero che rappresenta una sfida all’equilibrio e alla propriocezione. Rimanere in equilibrio su una tavola che in acqua è sottoposta a beccheggio e rollio (movimento della tavola lungo i due assi trasversale e longitudinale) è totalmente diverso dal nuoto e dal movimento sulla terra ferma. Per questo bisogna rispettare i tempi del cane per evitare approcci traumatici. La conoscenza del SUP avverrà a secco. Appoggiando il SUP gonfio sulla terra ferma lasceremo il cane libero di scoprirne gli odori, la forma, i materiali, di salire e scendere senza costrizioni. Quindi potremo introdurre la tavola a terra all’interno di una serie di esercizi che il cane già conosce: seduto, terra, resta. La posizione migliore per un cane sul SUP dal punto di vista dell’equilibrio generale della navigazione è il terra ma è anche la posizione che il cane assumerà più difficilmente in acqua se non è rilassato. L’istinto lo porterà a sedersi o rimanere in piedi, cercando di equilibrare il movimento della tavola. A secco inizieremo giù ad abituarlo al “terra-sup”, posizionando il cane tra il nose (la punta della tavola) e la maniglia di trasporto a centro tavola. Piccola curiosità: le estremità della tavola si chiamano nose e tail come le estremità del cane, naso e coda. Dopo il leash è già la terza affinità.
Presa confidenza con la tavola a secco è ora di mettere il SUP in acqua. Sceglieremo una zona di acqua calma e molto bassa dove il cane tocca agevolmente; il lago o il mare molto calmo si prestano perfettamente allo scopo. Metteremo il SUP il galleggiamento e lo terremo fermo con le mani; potremo aiutarci anche appoggiando il nose alla riva. A questo punto inviteremo il cane a salire sulla tavola, accompagnandolo e incoraggiandolo. Messe le quattro zampe sulla tavola la reazione dei cani a è estremamente soggettiva. Ho visto cani salire come se fosse la cosa più naturale del mondo, altri salire e scendere subito per poi ritornare sui propri passi, altri necessitare di incoraggiamento per prendere rapidamente sicurezza, altri ancora salire soltanto se sulla tavola c’è già seduto il conduttore. Saranno il rapporto cane/conduttore, la loro conoscenza e complicità fare la differenza.
Presa confidenza con la salita/discesa in acqua bassa, cominceremo a chiedere al cane di posizionarsi dove si era messo a terra durante gli esercizi a secco. Il conduttore pagaia alla mano salirà sulla tavola a cavalcioni, dietro al cane, facendolo abituare ai movimenti del SUP sull’acqua, quindi potrà passare alla pagaiata in ginocchio e alla pagaiata in piedi. Quando comincerete ad allontanarvi da riva dovrete imparare ad issare a bordo il cane in acqua profonda e per questo risulterà essenziale la maniglia del giubbotto galleggiante o per lo meno una pettorina.
Tutto avverrà senza traumi se lasciate al cane i suoi tempi, come vi sarete presi i vostri tempi per imparare a pagaiare senza cane. La prima regola è la lentezza.
Alcuni esercizi molto importanti saranno saltare dal SUP al vostro comando (utilissimo mentre state arrivando a riva) o al contrario rimanere sul SUP anche mentre vi state avvicinando al punto dove sbarcare (un molo, un pontile etc). L’obbedienza in acqua è il riflesso dell’obbedienza a terra.
I primi giri di DOG SUP dureranno pochi minuti per poi crescere in durata in base al vostro allenamento. Il cane acquisterà confidenza e rilassamento e comincerà a trovare la propria posizione più comoda. Sarà attenzione del conduttore spostarsi in avanti o indietro sulla tavola per trovare la giusta distribuzione dei pesi durante la navigazione.
Bene, ora cosa rimane da fare? Mettere il secondo cane sulla tavola 🙂
Buon divertimento

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