di LORENZO BREVEGLIERI – Spesso, ricevo telefonate per delucidare alcuni aspetti del mantrailing.
La domanda è sempre quella: “Lorenzo, mi può dare l’operatività di mantrailing se faccio l’esame?”.
In Italia ci troviamo sempre davanti ad un grandissimo bailame cinofilo, la tendenza è sempre quella di fare qualcosa che faccia alzare l’autostima in qualche attività cinofila e, sembra che si cerchi spesso la strada più breve.
Essere una unità cinofila “operativa”, dovrebbe costare tantissimi sacrifici, impegno e soprattutto abilità e attitudini psico-fisiche (non possiamo andare a soccorrere una vita se poi dobbiamo essere soccorsi noi).

Oltre all’eccellenza del volontariato cinofilo che silenziosamente lavora per salvare vite umane ma non solo, nella mia esperienza, ho sentito di unità cinofile già operative dopo qualche mese di addestramento (magari i soliti megalomani che mi hanno infinocchiato), quando una eccellenza nello sport impiega anche qualche anno.
In tutto ciò, c’è sempre una grande diatriba tra gli sport cinofili e l’operatività, dove ognuno sminuisce l’altro.
Io e il mio cane siamo una unità cinofila operativa ma, ma ho anche un cane con cui a fare una disciplina sportiva.
Per quello che mi riguarda, parlando di disciplina sportiva cinofila, vorrei citare il vocabolario: Disciplina= Complesso di regole di condotta finalizzato all’educazione spirituale o morale dei membri di una comunità o relativo a settori particolari della vita associata: d. militare; far rispettare la d.; estens. ubbidienza alle suddette regole: avere il senso della d..
La mia idea è stata quella di dare la possibilità a tutti, di divertirsi in una disciplina sportiva che gli americani definiscono l’arte del mantrailing e quindi io non valuto nessuno che voglia diventare “operativo”!
Io voglio che tutte le persone abbiano la possibilità di fare Sport.

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Per un cane, fare una attività di ricerca con la tecnica del mantrailing è molto naturale e semplice. Dopo qualche esercizio motivazionale, possiamo vedere i nostri compagni cimentarsi in qualche piccolo tracciato e ritrovare una persona.
La difficoltà maggiore è quella umana: quanti di noi sono in grado realmente di avere una reale e chiara lettura del cane?
In questa disciplina, pur avendo pettorina e guinzaglione (per i moderni “lunghina”), il cane è libero di comunicare con noi e dirci se effettivamente si trova sulla traccia di “Mario” o sta andando a cercare le tracce della sua fidanzata “molly”.
Solo se noi riusciamo a leggere il suo comportamento, potremo ricordare al nostro amico, di ritornare a fare quello che gli abbiamo chiesto che, in questo caso era quello di cercare Mario.

Cosa occorre per praticare il Mantrailing?

Una pettorina agevole;
Un guinzaglio lungo circa 6-8 metri;
Un paio di guanti per proteggerci da ustioni date dal guinzaglio;
Un paio di scarponcini per evitare scivoloni o slogature;
Delle buste di plastica con chiusura ermetica per contenere il testimone di odore della persona da ricercare.
All’inizio, Mario si posizionerà davanti a Willy e lo inciterà a seguirlo (magari con in mano dei succulenti bocconcini); lascierà un indumento ben visibile a terra è si allontanerà qualche metro da Willy.
Il nostro cagnolino sarà particolarmente invogliato a seguire Mario e, mentre avanzerà verso di esso, incontrerà a terra la sciarpa che Mario ha lasciato, affichè Willy potesse avere un odore di partenza.
Arrivati da Mario il nostro amico peloso riceverà un sacco di premi e, dopo qualche ripetizione, Willy avrà imparato che annusando uno specifico odore umano e seguendone la scia, sicuramente alla fine troverà una persona che lo gratificherà all’inverosimile.
Ma non è finita qui, Mario è sempre stato in bella vista… troppo semplice!!!
Ci posizioneremo dietro un angolo, un cespuglio, un albero e, il nostro amico Mario, dopo aver stimolato Willy, scapperà in un posto e si nasconderà.

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Sarà affascinante vedere il nostro super cagnolino che, dopo qualche incertezza, posizionerà il suo tartufo (estremità del naso) a terra e seguirà il percorso di Mario fino a ritrovarlo.
Come in ogni disciplina cinofila, le difficoltà aumenteranno, inseriremo più angoli, allungheremo le distanze e dopo aver capito che a Willy piace cercare Mario potrà andare a cercare Maria, Michele, Marcello e tante altre persone.
Osservando sempre attentamente il nostro cane, potremo capire più comportamenti nella ricerca al fine di identificarne alcuni che ci diranno che Willy in quel momento sta effettivamente cercando e seguendo l’odore a cui corrisponde l’imput iniziale.
Non fatevi ingannare dal racconto così semplicistico, il mio è un modo per arrivare a tutti i lettori: il mantrailing sportivo è una disciplina che susciterà ogni giorno la voglia di cimentarsi in ogni situazione e, trovarne alcune inverosimili dove “Willy” dimostrerà sempre di essere speciale!!!

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