di DAVIDE BELTRAME – Le discipline di Utilità e Difesa hanno sempre avuto un grosso problema a livello di immagine, e spesso sono accusate di “rendere il cane aggressivo” e altre amenità. Valeria ne aveva parlato in particolare in un articolo della serie “mel’hadettomiocuggino”… perchè appunto, solitamente le dicerie sugli effetti deleteri che queste discipline avrebbero sul povero cane, arrivano da chi non sa minimamente di cosa parla e del cane sa giusto da che parte ha il muso (e non sempre ci azzecca).

Potete quindi immaginare come mi sia sentito vedendo su Facebook il post che riporto qui sotto; nel frattempo il post è stato cancellato dato che aveva ricevuto diverse critiche, quindi non inserirò il nome dell’autore e eliminerò i nomi nei commenti, ma ritengo ugualmente necessario discuterlo perchè è stato comunque visto da molte persone e perchè trovo assurdo leggere ancora affermazioni del genere.

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Addirittura orrore, e allusioni al fatto che in pratica chi farebbe UD “abituerebbe il cane a mordere” e sia pure un ignorantone che non ha mai studiato in vita sua.
La perla del post tuttavia è il “cosa farete quando al posto del figurante ci sarà un amico di vostro figlio”, che praticamente è l’equivalente dell’immancabile “e se ci fosse stato un bambino?” che si legge ogni qualvolta un cane abbia morso un gatto, un topo, un elefante o i due liocorni.
Perchè giustamente il cane è un minus habens che se ogni tanto gioca a mordere la manica (perchè per il cane l’UD è un GIOCO e il figurante un amicone, ci terrei a ricordarlo), morderà qualsiasi essere vivente gli si pari davanti.
Logico, no?
Vorrei allora ci venisse spiegato come mai lo stesso figurante non venga morso in continuazione… nemmeno quando ha ancora la manica o il costume, e men che meno quando non li ha.
Perchè se prendiamo per buono il paragone con l’amico del figlio, credo che secondo l’autrice del i figuranti scappino dal campo usando sottopassaggi segreti per non essere aggrediti dal cane che hanno “abituato a mordere”…

Ora, alzi la mano chi leggendo il post ha pensato “va beh, ma anche questo post sarà scritto da qualcuno che non bazzica la cinofilia e non conosce le discipline”.
Ecco, non ci sperate.
Lo ha scritto una veterinaria, che nei commenti ci ha tenuto a sottolineare come lei “lavori da trent’anni” (ergo, ne sappia di più degli altri che commentavano facendo notare che il post era alquanto disinformativo e errato).

Sorvolando sui paroloni buttati lì per far scena e per vedere che “ne sa”… sarebbe carino che invece fosse lei a spiegarci come mai tutti questi cani “stimolati ad aggredire” poi NON siano quelli che finiscono sui giornali nei casi di aggressione!
Non sarà forse che praticando una disciplina il cane ha modo di sfogarsi e contemporaneamente di imparare che non non può mordere il primo che passa (dato che di solito l’attacco è avviato dal conduttore, non è che decida il cane quando partire), che esiste il “lascia” e via dicendo? Oltretutto paradossalmente una delle critiche mosse all’UD è proprio che il cane abituandosi a mordere la manica o il costume poi magari non agirebbe in caso di pericolo reale su un malintenzionato che, ovviamente, non avrebbe manica o costume.
Vorrei sottolineare che esistono cani a cui non interessa mordere il salamotto, lo straccetto, la manica… solitamente sono cani che semplicemente si dedicheranno ad altre discipline, perchè ovviamente anche qualora si spingesse il cane a mordere… se è una cosa che non gli piace, non la farà, o comunque non la farà con entusiasmo o correttamente… e ricorderei che proprio nel regolamento della disciplina è previsto che il cane manifesti piacere nello svolgere l’attività.
Cosa dovrebbe spingere il cane a fare attività con umano con cui non ha un rapporto? Il rimanere concentrato e attaccare e lasciare quando viene richiesto non sono forse un’attività dove il cane pensa e si concentra?
Inoltre, non è che un cane che fa UD debba per forza fare sempre e solo quello nella vita, potrà benissimo fare altre attività e discipline… non è un cane che vive costantemente con l’arousal alto, santiddio.

“Beh ma nessuno sarà stato d’accordo e avranno tutti fatto notare le inesattezze del post e dei commenti!”, penserete voi.
Una buona fetta sì, non molti perchè il post non aveva i commenti pubblici… ma il testo ha avuto comunque un buon numero di commenti di consenso, e in particolare ci tengo a evidenziarne uno, perchè proviene da un veterinario comportamentalista, con cui peraltro mi è capitato di discutere in passato perchè riteneva che educatori e addestratori “non abbiano le competenze sufficienti per valutare le cause del comportamento del cane” e quindi si debba sempre prima andare da un comportamentalista, che poi valuterà se consigliare un educaddestristruttore o meno.

Ora, mi immagino un proprietario che fa UD col suo cane e si affidasse a questa persona… ma forse è meglio non immaginarlo.
Personalmente mi lascia a dir poco basito leggere nel 2019 certa enorme disinformazione, e direi anche diffamazione di una disciplina, da persone che coi cani comunque ci lavorano… e che se anche non si occupano direttamente di addestramento, un minimo di cosa siano le discipline cinofile e “come funzionino” dovrebbero conoscerlo.

Certo, ricordando che ad esempio nell’opera “Il cane, amarlo capirlo educarlo” curata dal dipartimento di scienze veterinarie del’università degli studi di Milano l’IPO non veniva annoverata tra gli sport cinofili (ad oggi ha cambiato nome ed è diventata IGP, ma l’articolo risale a quando era ancora IPO), viene da chiedersi se non sia proprio una lacuna del percorso formativo veterinario non avere cognizione di causa su cosa sia l’Utilità e Difesa.

Poi certamente, in UD come in molte altre discipline c’è chi lavora bene e chi lavora male… ma di sicuro l’autrice del post non ha avuto modo di valutare questo aspetto, poichè era inorridita dal semplice vedere un figurante che “brandiva un bastone” (lo dobbiamo ricordare ancora una volta che il bastone non viene usato per picchiare il cane?), e nei commenti si è criminalizzata proprio TUTTA la disciplina, non si è certo fatta distinzione tra chi lavora in predazione e chi in aggressività, tra chi usa uno strumento piuttosto che un altro, tra chi lavora nel rispetto del cane e chi no. Facevano degli attacchi e quindi il cane “non instaurava una relazione positiva con le persone”.

Continuiamo pure così, criminalizziamo le discipline, mortifichiamo le doti del cane, sminuiamone l’intelligenza (perchè da un lato si parla sempre più di cagne cognitivo, intelligentissimo, gli manca solo la parola… e poi però pensiamo che un cane che morde una manica in un contesto di addestramento non sappia discernere dalla vita quotidiana e morda pure l’amico del figlio), rendiamoli sempre più solo cani da divano e da sgambata nei campi.
A quel punto sì, con cani sempre più stressati dal sovraccarico di energie che gli impediremo di scaricare perchè le discipline sono brutte e cattive e creano cani squilibrati, magari li porteremo tutti dal comportamentalista.