di CAMILLA PASQUERO – Ed eccoci: abbiamo cominciato Rally a metà dicembre, siamo riuscite ad evitare le prime gare grazie alla scusa della lontananza e dell’orario proibitivo (ovvero prestissimo al mattino in posti mai sentiti nominare)… ma stavolta no; stavolta la gara è al nostro campo cinofilo, si gioca in casa, non abbiamo più scuse.
Ho provato a spiegare che proprio quel weekend compio trent’anni, che il giorno prima della gara mi trovo quindi ad una festa in campagna con 50 persone cariche per festeggiare come solo noi-giovani-non-più-tanto-giovani sappiamo fare… ma niente, stavolta non ho avuto voce in capitolo. “Camilla, io vi ho iscritto” mi fanno sapere dal Debù.
Ah.

E allora ok, il bulldog in campagna non ce lo porto, lo lascio alla dog sitter supplicandola di non farlo stancare che già al mattino non si vuole alzare, che già saremo gli unici bulli a gareggiare… se poi arriviamo pure stanchi morti, ci vogliamo proprio male. Perché io alla cosa che l’importante è partecipare ci ho sempre creduto poco.
Poi sarà che mi faccio troppi problemi, ma mi sembra di dover essere due volte più preparati degli altri… perché se un border arriva ultimo, “va beh è all’inizio devono migliorare”… ma se un bulldog arriva ultimo, “beh mi pare ovvio, cacchio ci fai qui, ma poverino, ma lascia perdere”.

Suona la sveglia, mi alzo a controllare lo stato del cane… che vedendomi si allunga lunghissima su un lato poggiando la testa sulle mie gambe e ricomincia a russare.
Merda.

Le faccio qualche grattino, rischiando di riaddormentarmi anche io, e invece no, mi faccio coraggio “forza Piera, è ora di andare”. Mi infilo la maglietta super-professional che mi hanno regalato al Debù per il grande debutto, prendo i premietti fatti il giorno prima, gliene porgo uno per incoraggiarla e darle il contentino dato che stamattina si salta la colazione e andiamo… al bar. Perché lei non mamgia, ma io si.
Lo so, che brutta persona. Saliamo in macchina, Piera torna a russare e ci avviamo al campo. Oggi, contando tutte le categorie, ci sono 60 iscritti! Così, giusto per aumentare un po’ l’ansia e non farci mancare nulla. Mi pare ovvio. Mollo Piera in macchina e vado a vedere la situazione.
Gente con cani ovunque. Poi guardo meglio.
Gente con Border ovunque.
Border con gente ovunque.
Ma io dico, pure qui a rally-o? Ma questo non era lo sport per sfigati??? No perché noi lo avremmo anche un po’ scelto apposta, adesso non è che potete monopolizzare tutto!
Eddai su… andate a fighettare altrove please!!!

Il campo cinofilo è quasi irriconoscibile: il campo Uno è stato adibito a parcheggio, il campo Due è già tutto ben recintato col nastro bianco e rosso e il percorso sistemato. Stanno già gareggiando quelli in L1B. Sento il giudice che parla al microfono… al microfono??? Questa cosa rende il tutto ancora più istituzionale e mi mette l’ansia.
Bene, anzi malissimo.
Noi, essendo principianti, siamo nella categoria degli scarsi, la L1A che per qualche meccanismo a me ignoto passa per seconda… e bene così, anche perché prima di così non ci riuscivo proprio ad arrivare.
Intercetto i ragazzi del campo che mi danno due dritte.
Ok, vado a far sgambare Piera.
Torno alla macchina, la bulla è sveglissima perché ha capito dove siamo e piange perché vuole scendere. Finalmente un buon segno.
Ci facciamo il giretto e mi tranquillizzo perché pare che Piera sia bella carica, gasata dalla situazione annusa, sorride, tira per salutare gli amici, conosciuti e non.
La rimetto in macchina con sua grande disapprovazione e mi avvicino al campo di gara.

Dopo poco il giudice ci chiama per la ricognizione. Il percorso mi sembra lunghissimo e individuo subito le difficoltà: ci sono tre slalom da fare, due solo andata e uno andata e ritorno. Il percorso si interseca e gira su se stesso e in un passaggio due cartelli sono molto vicini.
E’ necessario fare attenzione ai numeri dei cartelli per non perdersi. Inoltre, c’è un pezzo lungo da fare senza premiare il cane. Aiuto.
Mi consola il bonus, che so che ci viene bene senza problemi: cane seduto, resta e richiamo al piede di schiena. Facile facile.
Tutti fuori, inizia la gara. Sono la seconda a passare, ma meglio così: mi levo il pensiero e Piera non si stanca. Inoltre, inizia a fare caldo… siamo già tutti in maniche corte.
Prima di me, la ragazza che mi fa lezione di rally con la sua Husky. Purtroppo, non riesco a seguire la sua gara perché devo andare a prendere Piera.

Ci sistemiamo nella zona di preparazione del cane e inizio ad ingaggiarla. Piera risponde bene, ok però adesso tranquilla se no ti stanchi. In un attimo ci sentiamo chiamare al microfono.
Tocca a noi.
Entro in campo, ancora due secondi di ingaggio, premio e via, passiamo il cartello Start.
Iniziamo bene, Piera fa un terra perfetto e quando la premio non si alza, ripartiamo perfetti, passiamo vicino ai coni, Piera si distrae e si ferma ad annusarne uno… questione di attimi perché riesco a riavere subito la sua attenzione.
Mi tremano le gambe, ho paura di sbagliare percorso, ma mi concentro su Piera.
Passaggio lungo senza premi: svolta a sinistra, slalom, fronte, piede e partenza senza sedersi. Grande Piera, dai che il premio arriva!
Ed ecco il primo sbaglio (mio, ovviamente!): pivot a sinistra, invece che girare sul posto mi sposto troppo e non aiuto Piera né con il comando vocale né con il gesto… non so come ma lei lo fa, non pulito, non perfetto ma si gira. E pensare che i Pivot li fa benissimo, porca miseria, l’emozione mi ha fregata!

Continuiamo andando bene fino allo slalom ad angolo dove perdo un attimo l’orientamento. Il cartello successivo è posto decisamente più avanti e non lo vedo, ma una voce fuori campo arriva in mio aiuto: “DRITTOOOOOO” ahahah grazie Chiara … rido e mi chiedo: quanti punti tolgono per i suggerimenti?
Di nuovo tutto bene.
Piera fa una condotta perfetta. Vado piano per non lasciarla indietro, ma è fantastica. Gira intorno, ottimo, altre svolte e poi di nuovo: Pivot a sinistra.
Di nuovo.
Uguale.
Mi dicono che è praticamente impossibile che ci siano due cartelli uguali nello stesso percorso e ovviamente eccoli li. Chiaro, no? E di nuovo sbaglio. Porca paletta.
Finiamo bene il percorso, il maiale bianco non fa una piega, non fa un errore… è stata bravissima!!!! Ci fanno anche l’applauso… si, è ver,o lo fanno a tutti… ma non a tutti con la stessa intensità 😉.
Facciamo il bonus benissimo e usciamo dal campo. E’ fatta! Ci raggiunge la nostra addestratrice col sorriso “grandi, avete fatto solo tre errori! I due Pivot e un doppio comando”
Olèèèèè!!!! Grande Piera!!!! Se non avessi sbagliato io quei Pivot mannaggia!!!

Esce la classifica, ci posizioniamo decime su ventotto partecipanti e per essere la nostra prima gara in assoluto ci riteniamo soddisfatte.
Ma soprattutto, ci portiamo a casa il nostro primo ECCELLENTE e la firma del giudice!!!
Che felicità.
Anche le mie compagne ottengono ottimi risultati: la mia insegnante sale sul podio conquistando il terzo posto con la sua Husky, mentre Patrizia e la sua Viola ottengono il loro terzo eccellente passando così di categoria.
Ho la nettissima sensazione di aver scelto il campo giusto… quindi ancora una volta, grazie, Valeria.